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Legionella, oltre 200 casi di polmonite a Brescia. L’acqua del rubinetto è sicura da bere: il contagio solo per inalazione. Indagini ancora in corso

uomo acquaOltre 200 casi di polmonite hanno colpitola Bassa Bresciana ed è subito scattato l’allarme legionellosi. Secondo le analisi delle autorità sanitarie locali, il contagio è avvenuto tra il 2 e il 7 settembre e i sospetti si sono presto concentrati sul batterio Legionella pneumophila, che infetta il sistema respiratorio, provocando anche gravi polmoniti. Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nas, si concentrano attorno alla rete idrica dei comuni più colpiti, anche se al momento non emergono interconnessioni tali tra i diversi impianti, da giustificare una contaminazione così ampia. A preoccupare i cittadini, infatti, era il fatto che il batterio Legionella si fosse diffuso attraverso la rete idrica, contaminando così anche le abitazioni.

La malattia comunque non si contrae bevendo l’acqua del rubinetto. Il contagio avviene solo per inalazione di aerosol contaminato (goccioline di acqua da 1-5 micron), ad esempio facendo la doccia o lavando qualcosa sotto l’acqua corrente proveniente da un punto della rete contaminato. La Legionella tuttavia contamina in particolare gli impianti di condizionamento, le vasche idromassaggio e altri impianti dove l’acqua ristagna e non viene fatta una regolare manutenzione.

I sintomi della legionellosi (malessere, mal di testa e tosse) si presentano tipicamente in un periodo che va dai due ai 10 giorni dal contagio e possono essere accompagnati anche da dolori addominali, diarrea, vomito, confusione e delirio. Nei casi più gravi può essere letale. Sono particolarmente suscettibili all’infezione le persone anziane, i fumatori, i soggetti con sistema immunitario compromesso e affetti da patologie croniche e degenerative.

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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5 Commenti

  1. Potrebbe arrivare dalle acque della cartiera di montichiari?

  2. e l’aerosol proveniente dagli ugelli degli spruzzi lavavetri delle auto? io per sicurezza metto sempre un po’ di sapone liquido per evitare prolificazioni di patogeni considerando che è acqua ferma al caldo.

  3. anche i sistemi di raffrescamento che vaporizzano acqua che recentemente si vedono nei locali affollati in estate…tecnologia presa in prestito dagli impianti di raffrescamento delle stalle.

  4. Da quello che emerge, tutto quello che disperde aerosol d’acqua contaminata può essere una causa di infezione e diffusione dei batteri, ma la formazione delle colonie nelle zone ristagnanti dei liquidi può essere causato quest’anno dal gran caldo che ne ha promosso lo sviluppo incontrollato, almeno in alcuni punti critici.
    Quello che possiamo fare noi consumando un po’ d’acqua, è far scorrere bene “lavando” le tubazioni che sono rimaste ferme o pochissimo utilizzate durante l’estate e pulendo bene i filtri dei condizionatori.
    Per le reti, gli acquedotti e gli impianti in generale, queste operazioni spettano ai gestori responsabili pubblici, ma anche privati che hanno l’onere della prevenzione, senza ignorare questi rischi d’igiene microbiologica.
    Ma ribadisco con l’onere della prevenzione, perché a danni fatti è troppo semplice e molto italiano piangere sul latte versato e riempire gli ospedali.

  5. Le persone con difese immunitarie deboli, possono essere preda di qualunque batterio che staziona attorno e in noi, pronto ad aggredirciin particolari condizioni che li rendono più aggrssivi: caldo afoso, filtri sporchi, piscine non pulite sufficientemente,cibi e bevande avariate ecc…
    Tutti o quasi si possono salvare con una energica prevenzione primaria che la sanità avrebbe il dovere e il compito di divulgare licenziando dei seri studi esistenti sulle infezioni che, se svernano nei laboratori, non arriveranno mai al medico il quale può sonnecchiare tranquillo, almeno sin tanto che la gente non si sveglia dal torpore mentale.

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