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Integratori alimentari con sostanze simili alle anfetamine, la FDA dice no. In vendita anche in Italia attraverso la rete

La Food and Drug Administration ha inviato a dieci produttori di integratori alimentari a base di DMAA una lettera, ammonendoli per aver messo in vendita una sostanza della quale l’agenzia non ha verificatola sicurezza. Stiamo parlando dell’olio di geranio. Il nome non deve trarre in inganno perchè  non stiamo parlando di fiori ma di DMAA o dimetilammina, una molecola simile all’anfetamina, classificata come sostanza dopante dalla World Anti Doping Agency. La DMAA,  spesso utilizzata per preparare integratori alimentari e prodotti dimagranti, viene presentata nei foglietti illustrativi dei prodotti  come prodotto naturale, anche se non lo è. 

 

La legge americana considera il DMAA come un nuovo ingrediente dietetico, una categoria di sostanze la cui sicurezza non è data per acquisita, ma deve essere dimostrata dalle aziende, prima di mettere in commercio il preparato. Il problema è che i dieci produttori  destinatari della lettera non hanno rispettato questo adempimento.

 

La situazione non si ferma qui.  Secondo la FDA il DMAA non è un estratto vegetale o di origine naturale ma un prodotto sintetico, e secondo la normativa americana non può essere classificato come integratore alimentare. Il documento sottolinea come la sostanza agisce da vaso costrittore,  può causare ipertensione e nei casi più gravi attacchi cardiaci oltre a disturbi nervosi (l’agenzia ha ricevuto 42 rapporti collegati a prodotti contenenti il DMA)A.

 

 

Molti di questi preparati a base di DMAA sono commercializzati anche in Italia come integratori o dimagranti, soprattutto tramite la rete (Ilfattoalimentare si è occupato più volte di questo problema). Stiamo parlando di prodotti ben noti come Jack 3 D, utilizzato da culturisti e sportivi o il MethylHex 4,2  e il Lipo6 Black, venduti come dimagranti ma anche Oxy elite pro, Spirodex, Lean Efx ,Napalm, Biorhythm SSIN Juice, Code Redo Hemo rage. Sulle etichette di alcuni di questi preparati il DMAA è descritto come estratto di geranio o geranamina e questo particolare può trarre in inganno i consumatori.

 

La FDA ha dato alle 10 aziende destinatarie delle lettere, 15 giorni lavorativi – a partire dal 27 aprile – per comunicare all’agenzia le iniziative che  intendono adottare per adeguarsi. Se non forniranno le informazioni richieste o non modificheranno la formula degli integratori, l’FDA potrebbe prendere altri provvedimenti. La sensazione è che gli integratori a base di olio di geranio  abbiano i giorni contati.

 

 Paola Emilia Cicerone


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