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In Inghilterra ritirato champagne Heidsieck, manca l`indicazione dei solfiti in etichetta

 

In Inghilterra la Food standards agency il 20 agosto ha diramato un allerta per comunicare il ritiro dal mercato di alcuni lotti di champagne francese Heidsieck Blue Top, perchè sull’etichetta manca la dicitura per i consumatori allergici “contiene solfiti”. In genere la scritta, anche se poco visibile,  è presente sulla maggior parte delle bottiglie. La normativa infatti prevede che gli allergeni contenuti  negli ingredienti, negli additivi e nei coadiuvanti  tecnologici devono essere indicati  sull’etichetta con  il loro nome specifico (per esempio: soia, latte,  noci del  Brasile, sedano). Non è invece necessario aggiungere sulla confezione altre frasi del tipo:  “Contiene: olio di semi soia“, “Contiene sostanze  potenzialmente allergeniche” ….

 Quando  sull’etichetta compare la dicitura: “Può contenere tracce di…”, oppure  “Possibile presenza di …”,   seguita dal nome dell’allergene, vuol  dire che il produttore non è in grado di garantire l’uso di materie prive di contaminazioni. Un caso tipico è quello del cioccolato, che spesso contiene tracce di latte o nocciole provenienti da processi di lavorazione di altri prodotti realizzati negli stessi locali o con gli stessi impianti.

  Anche quando sulla confezione compare la dicitura: “Prodotto ottenuto in stabilimenti  dove si lavora  …”  seguite dal nome dell’allergene,  vuol dire che il produttore non può escludere la presenza delle sostanze allergeniche indicate, sia pure in minima  quantità.  L’informazione è destinata soprattutto alle persone molto sensibili,  che in seguito all’ingestione di dosi molto ridotte possono manifestare reazioni allergiche.  La legge non prevede limiti di tolleranza al di sotto dei  quali non si deve  indicare l’allergene. Questo elemento rende più complessa la  valutazione da parte dell’impresa sull’opportunità di segnalare il problema in  etichetta.

Le esenzioni

 La Commissione europea ha definito nel 2009 l’elenco delle sostanze che, pur essendo derivate da allergeni, non necessitano di un’indicazione specifica in etichetta. La decisione è scaturita dopo che l’Efsa ha stabilito che  in seguito dei processi tecnologici subiti in fase di lavorazione, gli allergeni hanno perso la capacità di stimolare reazioni allergiche,

Tra le sostanze esentate troviamo i distillati ottenuti da frutta secca con guscio e cereali contenenti glutine considerati allergeni, perché  il processo di distillazione ha reso le materie prime (es. frumento) “innocue” anche per gli allergici.
La Commissione europea nel 2005 ha inoltre escluso l’indicazione in etichetta quando la presenza di allergeni risulta evidente, non è quindi necessario indicare il latte in prodotti come burro e yogurt anche quando sono utilizzati torte o altri alimenti composti.

Appare invece discutibile l’utilizzo di diciture come “Prodotto in uno stabilimento che utilizza
… (es. frutta a guscio, sesamo)”, utilizzate su moltissimi prodotti da forno.  Il concetto è che si tratta di cibi prodotti o confezionati in stabilimenti dove
si usano sostanze allergeniche e dove non è possibile escludere una
contaminazione involontaria.

Roberto La Pira

 

 

Sostanze allergeniche da dichiarare in etichetta

– Cereali contenenti glutine (cioè grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati) e prodotti derivati

– Crostacei e prodotti a base di crostacei

– Uova e prodotti a base di uova

– Pesce e prodotti a base di pesce

– Arachidi e prodotti a base di arachidi

– Soia e prodotti a base di soia

– Latte e prodotti a base di latte (compreso il lattosio)

– Frutta a guscio cioè mandorle (Amigdalus communis L.), nocciole (Corylus avellana), noci comuni (Juglans regia), noci di acagiù (Anacardium occidentale), noci pecan (Carya illinoiesis), noci del Brasile (Bertholletia excelsa), pistacchi (Pistacia vera), noci del Queensland (Macadamia ternifolia) e prodotti derivati

– Sedano e prodotti a base di sedano

– Senape e prodotti a base di senape

– Semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo

– Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/l espressi come SO2. 

– Lupini e prodotti a base di lupini

– Molluschi e prodotti a base di molluschi.

 

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