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I probiotici curano la diarrea, ma uno yogurt non basta

I probiotici riducono la durata dei sintomi e diminuiscono gli episodi di diarrea persistente: sono questi i risultati dei ricercatori Cochrane analizzando i dati emersi dagli  studi più significativi che hanno trattato  l’argomento.

Gli studiosi hanno esaminato 63 sperimentazioni cliniche che hanno coinvolto oltre 8000 pazienti, di queste 56  focalizzano l’attenzione su bambini e adolescenti considerati in molti stati una popolazione ad alto rischio. Secondo i dati  la somministrazione di fermenti lattici in aggiunta a liquidi di reidratazione riduce di circa un giorno la durata della diarrea e del 59% il rischio di diarrea persistente, che dura cioè 14 o più giorni. Senza effetti collaterali rilevanti.

La notizia rilanciata da blog e mezzi di informazione tradizionali ha in effetti una certa importanza soprattutto nei  paesi in via di sviluppo dove la diarrea uccide circa 2 milioni di persone all’anno, soprattutto bambini. La causa principale della morte è la disidratazione, più grave quando l’organismo è malnutrito e con difese immunitarie molto deboli.

Il trattamento della diarrea consiste essenzialmente nella reidratazione attraverso la somministrazione di liquidi, che però non servono a ridurre la durata dei sintomi. Per questo un episodio acuto (dovuto, per esempio, a un’infezione o a un cibo contaminato) può divenire persistente, aumentando il rischio per il paziente.

I probiotici (il cui nome si contrappone a quello di antibiotici) sono microrganismi vivi in grado di modificare positivamente l’equilibrio della flora batterica. Chiamati anche “batteri buoni”, sono capaci di passare indenni dallo stomaco e, una volta arrivati nell’intestino, di “competere” con batteri, virus o parassiti responsabili della diarrea, contribuendo a ripristinare la normalità. Proprio per consentire alla flora batterica di riformarsi, in caso di diarrea di solito non si somministrano antibiotici che eliminano  sia i batteri patoeni che quelli buoni. 

Da noi, i probiotici più famosi sono quelli contenuti nella sempre più numerosa famiglia degli yogurt, spesso reclamizzati proprio per le loro proprietà benefiche sulle funzioni intestinali. E quindi lecito chiedersi  se  vale la pena  curare un episodio di diarrea – o addirittura prevenirlo – aumentnato il numero di yogurt nella dieta?

Il Fatto alimentare lo ha chiesto a Ida Luzzi, microbiologa e ricercatrice dell’Istituto superiore di sanità, presso il dipartimento Malattie infettive. «Innanzitutto occorre premettere che questa revisione conferma quello che già si sapeva, e cioè il ruolo attivo dei probiotici nel contrastare i microrganismi “cattivi” e nel ripristinare la flora batterica intestinale. Il termine alimenti probiotici che tanto piace alle aziende produttrici è però molto generico- continua la ricercatrice. Per essere definito tale un alimento deve contenere almeno un miliardo di batteri probiotici vivi e attivi per grammo, in grado di raggiungere l’intestino ed esercitare un’azione di equilibrio sulla microflora intestinale. Di fatto, i batteri utilizzati come probiotici sono tantissimi, e non tutti hanno la medesima efficacia».

Tanto che lo stesso capo ricercatore Stephen Allen della scuola di medicina dell’Università di Swanse nel Regno Unito, che ha realizzato la revisione Cochrane, sottolinea: «L’effetto benefico dell’uso di probiotici è mostrato in modo consistente e significativo in diversi studi. Tuttavia sono necessarie ulteriori ricerche per stabilire quali ceppi batterici siano più efficaci per il trattamento della diarrea e per prevenirne la progressione da breve a persistente».

Ida Luzzi avverte: «Attenzione anche a non fare confusione tra diarrea persistente e acuta (quella che per lo più colpisce noi occidentali) e, soprattutto, a valutare la causa infettiviva della diarrea (virus, batteri, parassiti) e le caratteristiche del paziente colpito (età, stato di salute, condizioni di vita, nutrizione…). Ma tocca al medico a valutare l’entità clinica e l’opportunità di somministrare o meno probiotici, insieme a una terapia reidratante, per aiutare l’intestino a ristabilire la normalità».

In conclusione: «Per una risposta definitiva e certa, occorreranno altri studi -sottolinea Luzzi. In ogni caso, i benefici sinora accertati riguardano probiotici non inclusi in una matric alimentare.  Soprattutto non riguardano cibi come lo yogurt, che non hanno un effetto curativo e tanto meno di prevenzione della diarrea. Ciò non toglie che lo yogurt sia assolutamente consigliabile nel quadro di una dieta sana ed equilibrata. Senza aspettarsi miracoli».

Per saperne di più su probiotici e prebiotici, si possono consultare le Linee guida elaborate dal ministero della Salute. 

Mariateresa Truncellito

Foto: photos.com

 © Il Fatto Alimentare 2010 – Riproduzione riservata

 

Citazioni complete:
Allen SJ, Martinez EG, Gregorio GV, Dans LF. Probiotics for treating acute infectious diarrhoea. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 11. Art. No.: CD003048. DOI: 10.1002/14651858.CD003048.pub3

Bernaola Aponte G, Bada Mancilla CA, Carreazo Pariasca NY, Rojas Galarza RA. Probiotics for treating persistent diarrhoea in children. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 11. Art. No.: CD007401. DOI: 10.1002/14651858.CD007401.pub2

 

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