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I personaggi dei cartoni animati possono aiutare i bambini a mangiare meglio. In Italia, la Coop già lo fa

Una nuova ricerca pubblicata nel Journal of Pediatrics and Adolescent Medicine nella settimana del 10 marzo, condotta in Pennsylvania, conferma che i bambini americani tendono a preferire i cereali che riportano sulla confezione  le foto di popolari personaggi dei cartoni animati.

Una conclusione che non sorprende l’oganizzazione dei consumatori europei Beuc, tanto che  la portavoce Ophélie Spanneut ha dichiarato a FoodNavigator: «Questi prodotti sono destinati ai bambini e progettati in ogni particolare per attirare la loro attenzione».

Ilfattoalimentare.it si è occupato spesso dell’influenza di pupazzetti, personaggi dei fumetti e gadget sulle scelte alimentari dei bambini. Purtroppo, l’industria se ne serve per lo più per promuovere snack, dolciumi o fritti che non sono i più indicati per comporre una dieta sana ed equilibrata.

L’Associazione dei pubblicitari della Gran Bretagna ha commentato per bocca di Ian Barber, responsabile per l’alimentazione: «Sappiamo bene che i cartoons sono divertenti e i ragazzi li amano. Ma nella problematica dell’obesità ci sono un milione di cose da considerare prima di vignette sulle scatole dei cereali». E ha aggiunto che ci sono già linee guida rigorose che le aziende alimentari devono rispettare nella promozione di prodotti per bambini.

Spanneut concorda sul fatto che esiste un’autoregolamentazione Europa che risponde alle questioni sollevate dalla ricerca, ma avverte che «se in futuro si dimostrerà che questo approccio non funziona, chiederemo norme più severe».

Un portavoce di Kellogg’s si difende così: «I nostri personaggi contribuiscono alla riconoscibilità del marchio, e li utilizziamo in modo apppropriato e responsabile. Kellogg’s non promuove i propri prodotti nei confronti dei bambini sotto i 6 anni, che invece sono stati inclusi nello studio».

Ma  questo aspetto si ricollega ad alcuni interrogativi in discussione. Sarah Vaala, una delle ricercatrici che ha partecipato allo studio, ha spiegato a FoodNavigator che il tema dell’influenza dei personaggi dei cartoni  sui bambini va approfondito: «Come queste immagini  influenzano il comportamento alimentare dei piccoli a casa? A quale età i cartoons smettono di essere efficaci sulle preferenze di gusto?  C’è un modo per “misurare” l’appeal di un pupazzetto sulla confezione?»

In attesa di altre ricerche c’è  un aspetto positivo che è stato  sottovalutato. Il fatto che i bambini rispondono bene anche ai messaggi che promuovono la salute. Tanto che i produttori di cereali che stanno riducendo il contenuto di zucchero  cominciano ad utilizzare i pupazzetti per “spingere” le nuove  categorie di  alimenti più sani. 

Per esempio, la società inglese Peter Rabbit Organics propone una gamma di succhi e puree di frutta, pasta, salse, biscotti alla frutta che hanno per testimonial il tenero coniglietto disegnato da Beatrix Potter, un personaggio con un forte richiamo alla natura, alla campagna e alla vita semplice. La caratteristica di questi alimenti destinati ai bambini dai 6 mesi ai 6 anni è di essere  privi di zuccheri e di sale aggiunti, senza coloranti artificiali, senza aromi e conservanti.

In compenso, l’azienda ha deciso di togliere il coniglietto da una  tavoletta di cioccolato perché non rispondente al criterio di salute.

La forza che i pupazzetti possono avere nell’orientare i bimbi a preferire alimenti più sani è stata studiata già nel 1997, quando un gruppo di ricercatori dell’Univerità di Bangor in Galles ha inventato la Food Dudes (I Cibi Amici). A un gruppo di 200 bambini vennero mostrati video e altri materiali di marketing con personaggi che li invitavano a mangiare frutta e verdura per contribuire alla lotta contro il Junk Food.

I bambini sono stati premiati con t-shirt, cappellini, adesivi e, infine, una gita. I risultati in termini di cambiamento di dieta sono stati sbalorditivi. I ricercatori hanno visto che i piccoli hanno accettato di mangiare alcuni tipi di frutta e verdura ogni volta che  veniva proposta, ed il riscontro è stato rilevato anche  sei mesi dopo la fine dell’iniziativa. La ricerca venne pubblicata sul British Food Journal nel 1998.

E in Italia? La Coop, con la sua linea di alimenti Club 4-10 ha pensato alla possibilità di sfruttare in positivo il potere di persuasione dei cartoni animati. Dalla prima colazione alla cena, sono 23 le proposte di cibi che hanno sulla confezione  un personaggio famoso come: Bugs Bunny, Titti, Gatto Silvestro, Wully il Coyote…

La formulazione dei prodotti è approvata da un comitato scientifico formato dalla Società Italiana Obesità e European Childhood Obesità Group. Le ricette calibrano la presenza di grassi saturi, zuccheri semplici e sale, con l’assenza di coloranti, grassi idrogenati, ogm e l’uso ridotto di conservanti.

Tra i prodotti, ci sono per esempio i filetti di merluzzo impanati e surgelati precotti che non hanno bisogno di frittura, con 129 calorie e 2,7 g di grassi per 100 g, valori più bassi di quelli previsti dalle tabelle dell’Istituto nazionale della nutrizione per i bastoncini di merluzzo o nasello surgelato (191 calorie e 10,1 g di grassi). Altri prodotti sono, per esempio, le crocchette di pollo e tacchino da cuocere in forno o in padella senza aggiungere grassi, raviolini alla panna e prosciutto cotto, merendine alla frutta o al latte e cioccolato, gelati, bevande.

 

Mariateresa Truncellito

foto: Photos.com

 

Per saperne di più

www.bimbiealimentazione.e-coop.it

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