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I cibi light o plus fanno poco nella lotta contro l`obesità infantile

Vincere la lotta all’obesità nei bambini con alimenti “ritoccati” – meno grassi, più fibre o altre operazioni di “make up” nutrizionale – è un’utopia. È la conclusione di uno studio pubblicato sul Journal of the American Dietetic Association e riportato dal sito americano di news sull’alimentazione Food Navigator. Perché, comunque, la sovrabbondanza di cibi ricchi di “calorie vuote” oggi dispponibili richiederebbe uno sforzo per ripensare la dieta (e lo stile di vita) in modo globale. 

Lo studio ha analizzato la dieta di bambini e ragazzi dai 2 ai 18 anni per scoprire quali alimenti sono la loro principale fonte di energia. Per quasi il 40 per cento sono soprattutto “calorie vuote”, sotto forma di grassi (in media 433 calorie al giorno) e zuccheri aggiunti (365 calorie al giorno). Ben oltre quindi la percentuale dall’8 al 20 per cento indicata nelle linee guida per gli americani.

Le fonti di energia al top sono le bevande zuccherate, come bibite e succhi di frutta, che forniscono una media di 173 calorie giornaliere; seguono i dolci, come biscotti, torte, merendine e crostate (138 calorie) e la pizza (136 calorie).

I ricercatori sostengono che l’alto consumo di questi alimenti da parte dei bambini rende assolutamente insufficiente la riformulazione degli stessi (prevedendo per esempio un più alto contenuto di fibra o utilizzando cereali integrali nelle ricette) per riuscire, da sola, a eliminare una quantità abbastanza grande di calorie vuote dalla dieta abituale dei più giovani, che sia tale da incidere sugli attuali tassi di obesità.

Secondo gli autori dello studio, citati da Food Navigator, «L’epidemia di obesità tra bambini e adolescenti oggi è uno dei più importanti problemi di salute pubblica negli Stati Uniti. Gli esperti concordano nel ritenere che la soluzione sia cambiare tanto la dieta quanto la pratica dell’attività fisica, per modificare l’attuale bilancio energetico troppo squilibrato. Per quanto riguarda l’alimentazione, questo significa ridurre in maniera significativa l’attuale livello dell’introito calorico».

Non c’è dubbio che l’industria alimentare abbia fatto grossi sforzi negli ultimi anni per rivedere la formulazione dei suoi prodotti. Tra il 2002 e il 2009, secondo un recente rapporto della Grocery Manufacturers Association, l’associazione dei produttori alimentari, i grandi marchi che rappresentano circa la metà di tutti gli alimenti e bevande venduti negli Stati Uniti hanno cambiato le ricette di circa 20 mila prodotti per ridurne il contenuto di grassi trans e saturi, calorie, zucchero e sodio. 

Ma i ricercatori criticano il fatto che l’alimentazione attuale resta troppo ricca di calorie vuote perché ciò possa condurre a un qualche tipo di risultato positivo. «Il panorama complessivo delle scelte alimentari disponibili per bambini e adolescenti deve cambiare, così che ci siano cibi più sani e “ricchi” di nutrienti ma meno calorici. Identificare le principali fonti di energia e di calorie vuote può essere un primo passo nella direzione del cambiamento, un’indicazione utile per tutti coloro, non solo le aziende, che si occupano di alimentazione. Riformulare i prodotti non basta: bisogna ridurre l’assunzione di calorie vote dall’alimentazione generale». 

Sebbene ci sia una sovrabbondanza energetica nella dieta degli americani, un recente studio pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine mostra che ci sono troppo pochi vegetali, cereali integrali, frutta e prodotti lattiero-caseari per avvicinarsi alle raccomandazioni nutrizionali.

Di conseguenza, i giovanissimi non sempre consumano la quantità di cibi – e soprattutto di nutrienti – adeguati a uno stile di vita attivo e salutare. Risultato: secondo il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, circa il 32 per cento dei bambini e adolescenti americani sono soprappeso o obesi. Un tasso quasi triplicato rispetto agli anni Settanta.

Mariateresa Truncellito

Foto: photos.com

 © Il Fatto Alimentare 2010 – Riproduzione riservata

 

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