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Secondo uno studio svedese gli stravizi alimentari occasionali diventano chili in più a lungo termine

Abbuffarsi e impigrirsi in estate pensando che, tanto, ci pensa l’inverno, la mensa aziendale e lo stress lavorativo a rimetterci in forma è un’illusione.  Un periodo all’insegna degli eccessi alimentari può lasciare chili in più di cui è difficile liberarsi e cambiare  la composizione corporea incrementando la massa grassa peggiorando il metabolismo.  La tesi è sostenuta in uno studio  scondotto in Svezia e pubblicato su Nutritional & Metabolism.

Tutto è cominciato quando si è scoperto che i ragazzi dei college alla fine delle vacanze estive, dopo un lungo soggiorno in famiglia,  tornavano più grassi  (con più massa grassa a svantaggio di quella muscolare). Il fenomeno non si registrava nei ragazzi che non  rientravano  in famiglia che invece manteneva lo stesso peso. I  ricercatori svedesi del dipartimento di Scienze mediche e della salute dell’Università di Linköping hanno voluto approfondire il problema e hanno  scoperto che  basta un mese di eccessi alimentari (e scarsa attività fisica) per avere effetti a lungo termine sul peso.

Nello studio un gruppo di 18 giovani volontari normopeso, 12 uomini e 6 donne (età media 26 anni), ha raddoppiato il loro introito calorico per un mese  mangiando nei  fast-food per almeno due volte al giorno e non praticando alcuna attività fisica (erano ammessi  5 mila passi al giorno, mentre per essere considerati fisicamente “attivi” bisogna arrivare   a 10 mila). La loro composizione corporea all’inizio dello studio è stata misurata attraverso i raggi X (DXA). Il gruppo di confronto era invece costituito da  persone che non hanno modificato la dieta abituale. 

Al termine dell’esperimento, il primo gruppo di  giovani ha guadagnato mediamente 6,4 kg. Nei mesi successivi queste persone, hanno ripreso la loro alimentazione abituale, e sono dimagriti. Ma i chili rapidamente guadagnati non sono scomparsi del tutto. Un anno più tardi, si sono ritrovati a pesare mediamente 1,5 kg in più rispetto a prima dello studio e, soprattutto, con un aumento della massa grassa. Dopo 2,5 anni, i chili in più sono diventati 3. Nel frattempo, nessuna modifica significativa è stata rilevata nei giovani del gruppo di controllo, che avevano continuato a seguire un’alimentazione normale. 

Dato che la variazione di massa adiposa è risultata maggiore di quanto ci si aspettasse in base agli studi  epidemiologici e non c’è stato alcun incremento di peso corporeo nei soggetti del gruppo di controllo, i ricercatori si chiedono se un breve periodo di iper-alimentazione possa produrre un effetto di incremento della massa adiposa a lungo termine.

Nell’esperienza comune, si sa che ingrassare è facilissimo e veloce. Il contrario, molto più difficile: per rimettersi in forma, occorre molto tempo e costanti sacrifici.

Mariateresa Truncellito

Foto: photos.com

 © Il Fatto Alimentare 2010 – Riproduzione riservata

 

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