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Un frigorifero solidale: nasce in Spagna l’ultima frontiera del foodsharing che coinvolge un’intera comunità

La cittadina di Galdakao, nel nord della Spagna
La cittadina di Galdakao, nel nord della Spagna

Camminando per le strade di Galdakao, nel nord della Spagna, ci si può imbattere in un frigo lasciato sul marciapiede circondato da una staccionata. Ogni tanto qualcuno lo rifornisce eogni tanto qualcun altro lo svuota. È il “frigorífico solidario”, un sistema molto semplice inventato dagli abitanti del paese, che conta meno di 30.000 abitanti per ovviare allo spreco alimentare.

L’idea è venuta ad Álvaro Saiz insieme a un gruppo di volontari della città, parlando di quanto cibo venisse sprecato dai supermercati. Se al posto dei bidoni ci fossero dei frigoriferi la gente potrebbe usufruirne, dicevano; dopo una breve ricerca su internet, prendendo ispirazione dai berlinesi, hanno realizzato il progetto.

Ottenuti tutti i permessi, il lavoro è iniziato. Chiunque può partecipare, sia lasciando che prendendo del cibo. Inizialmente la gente era scettica, e credeva si trattasse solo  di beneficenza, ma poi ha accolto di buon grado il frigorifero quando ha capito che è a disposizione di tutti. “Non importa chi lo prende – ha dichiarato Saiz – potrebbe anche passare di qua Julio Iglesias e servirsi. Lo scopo è recuperare il cibo e lottare contro lo spreco.”

frigorifero solidale
Dei volontari controllano periodicamente che il cibo sia in buone condizioni, ma pare che non sia necessario tanto il frigo è frequentato

Ci sono delle regole: no al pesce, carne e uova crudi, ai prodotti confezionati o in lattina oltre la data di scadenza e il cibo fatto in casa deve riportare la data in cui è stato cucinato. Dei volontari controllano periodicamente che il cibo sia in buone condizioni, ma pare che non sia necessario tanto il frigo è frequentato.

Anche la città di Murcia, nel sud della Spagna, ha inaugurato il suo primo frigorifero solidale; Saiz riceve mail da tutto il mondo per parlare della sua idea. Non sarà la soluzione definitiva, ma è  un modo per poter coinvolgere un’intera comunità nel foodsharing. Esistono molti gruppi sui social network per organizzarsi e condividere gli avanzi, ma inevitabilmente vengono esclusi coloro che non usano internet. In questo modo, invece, è tutto più diretto e semplice, soprattutto in aree di piccole dimensioni. Arriverà anche il primo frigorifero solidale in Italia?

 

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  Giulia Bottaro

Giulia Bottaro

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Un commento

  1. Avatar

    Idea semplice e geniale!
    Domando:
    – è il comune che ha realizzato (suppongo) tettoia e allaccio elettrico e che paga l’energia?
    Osservo:
    – la regola di non accettare prodotti confezionati o in lattina oltre la data di scadenza (che più correttamente è data preferenziale di consumo) sia uno spreco.