Home / Sicurezza Alimentare / Fiesta Ferrero non è una merendina per bambini: ha l’8,5% di liquore. I genitori lo sanno?

Fiesta Ferrero non è una merendina per bambini: ha l’8,5% di liquore. I genitori lo sanno?

Fiesta FerreroBenedetta ci scrive su Facebook:

“Sono reduce da una lunga discussione sulla Fiesta della Ferrero. Ho infatti scoperto che alcune mamme danno questa merendina ai propri figli nonostante contenga l’8,5% di liquore.

Secondo me si tratta di una cattiva prassi alimentare. Forse la spiegazione è che, essendo una merendina, viene data ai bambini, anche se non è un prodotto pensato per loro. Esiste una normativa che preveda l’obbligo di apporre una scritta sulla confezione quando l’alimento non è adatto ai bambini?

Benedetta

La nostra lettrice ha evidenziato un problema spesso sottovalutato, quello di dare ai più piccoli alimenti che, per gli ingredienti o l’apporto calorico, non sono destinati a loro. In questo caso l’errore può essere facilmente commesso anche da genitori attenti, perché le merendine sono vissute nell’immaginario collettivo come uno snack per bambini, comodo da mangiare e da portare a scuola.

In genere questo discorso ha una sua coerenza, ma ci sono alcune eccezioni come nel caso della Fiesta Ferrero, una merendina non destinata ai bambini avendo un contenuto di liquore pari all’8,5%.

Fiesta FerreroAbbiamo chiesto l’opinione di Enzo Spisni, docente di Fisiologia della Nutrizione all’Università Bologna.

«La mamma ha ragione. I bambini hanno una capacità enzimatica bassissima di elaborare l’alcool, che non deve essere presente negli alimenti destinati a loro. Per questo motivo esiste una regolamentazione specifica nella preparazione degli alimenti per la prima infanzia molto restrittiva.

Quanto alla reale pericolosità di una singola Fiesta, mi sentirei di rassicurare la mamma in quanto l’alcol etilico evapora rapidamente a temperatura ambiente.

Una certa quantità di alcol contenuto nella merendina finisce quindi nell’atmosfera all’interno della confezione e un’altra parte evapora dopo l’apertura. Alla fine la quantità ingerita diminuisce notevolmente rispetto a quella indicata negli ingredienti».

Più precisamente, una singola Fiesta di 40 g contiene 1 g circa di alcol. Ma quanto è diffusa l’abitudine di impiegare questo ingrediente nei prodotti alimentari che vengono consumati anche dai più piccoli?

«Un altro alimento che spesso contiene etanolo come conservante è il pane in cassetta. Anche in questo caso è sufficiente aprire la confezione e tenerla una decina di minuti a temperatura ambiente, oppure mettere le fette nel tostapane, per eliminare quasi tutto l’etanolo».

Fiesta FerreroAbbiamo guardato vecchie e nuove pubblicità della Ferrero che correttamente, negli spot e nei messaggi di questa merendina, utilizza solo adulti.

La confusione dei consumatori aumenta quando, navigando nel sito dell’azienda, presentano la Fiesta insieme agli altri dolci pensati proprio per i bambini, senza alcun tipo di separazione o di avviso.

Per quanto riguarla normative e obblighi di etichettatura abbiamo sentito il parere dell’avvocato Franco Gentile esperto di diritto alimentare che dice:

«La normativa specifica in tema di etichettatura è carente. Il reg. (UE) n. 1169/2011 ha introdotto l’obbligo di un’indicazione cautelativa rivolta ai bambini e alle donne in gravidanza, ad esempio, per le bevande a elevato tenore di caffeina (escluse quelle a base di tè e caffè). Mentre la citazione del tenore alcolico è prescritta solo per le bevande con tenore alcolico superiore a 1,2% in volume.

È però utile ricordare quanto stabilito nel General Food Law in tema di sicurezza degli alimenti, quando si dice che la valutazione non può prescindere dal considerare il normale consumo previsto, le esigenze di categorie vulnerabili di consumatori (tra cui senza dubbio i bambini, oltreché gli allergici e i celiaci) e l’informazione che accompagna l’alimento.

Da tale considerazione – prosegue Gentile – deriva l’opportunità per gli operatori di segnalare la presenza di alcol nell’alimento, quando ciò non sia immediatamente percepibile, ad esempio nella denominazione di vendita (“cioccolatini al rhum”)».

Foto: Ferrero.it

Se sei arrivato fino a qui...

...sei una delle 40 mila persone che ogni giorno leggono senza limitazioni le nostre notizie perché diamo a tutti l'accesso gratuito. Il Fatto Alimentare, a differenza di altri siti, è un quotidiano online indipendente. Questo significa non avere un editore, non essere legati a lobby o partiti politici e avere inserzionisti pubblicitari che non interferiscono la nostra linea editoriale. Per questo possiamo scrivere articoli favorevoli alla tassa sulle bibite zuccherate, contrastare l'esagerato consumo di acqua in bottiglia, riportare le allerta alimentari e segnalare le pubblicità ingannevoli.

Tutto ciò è possibile anche grazie alle donazioni dei lettori. Sostieni Il Fatto Alimentare basta anche un euro.

  Valeria Nardi

Valeria Nardi
Giornalista

Guarda qui

topo cucina piatto igiene padella

Bassi standard igienici nei ristoranti di Just Eat e Deliveroo. L’inchiesta della BBC

Quando si va al ristorante può capitare di trovare le tovaglie macchiate, le posate sporche, …

14 Commenti

  1. Avatar

    trovo i dati forniti un pò strani.
    Come può una merendina contenere l’8,5% del proprio peso di Etanolo quando un cuioccolatino al liquore ne contiene solo l’8%?
    L’alcool etilico è volatile ma mica così tanto! Se la sera dopo una partita a carte con gli amici mi dimentico la bottiglia di wodka aperta sul tavolo la mattina dopo la stessa bottiglia non sarà di certo "evaporata" escludendo ovviamente l’intervento umano…
    Poi l’alcool etilico viene usato immagino per conservare la morbidezza del pandispagna e impedirne la degenerazione microbiologica, il pandispagna però è avvolto da un "guscio" di cioccolato che di fatto limita lo scambio con l’atmosfera impermeabilizzando il tutto.
    Ora….mi pare di capire che la soluzione suggerita dalla dott.sa Nardi si che l’infante durante la ricreazione scarti la merendina, la tagli in due e la guardi per una ventina di minuti prima di ingollarla.
    Sarebbe forse meglio suggerire di cambiare prodotto.
    cordiali saluti

  2. Avatar

    buon giorno

    vorrei ricordare che il reg 852/04 richiama la necessità per le aziende, di sviluppare il piano haccp secondo i dettati del codex alimentarius.
    in questo documento, tra le attività di sviluppo di tale piano, si indica quella di identificare la destinazione d’uso del prodotto.
    questo aspetto è pochissimo considerato dalle aziende e, cosa assai più grave, anche dagli organismi di controllo che non evidenziano mai tale carenza

  3. Il Fatto Alimentare
    Il Fatto Alimentare

    Gentile Alessandro, per fortuna le moderne tecniche di preparazione e conservazione dei cibi consentono di produrre anche a livello industriale alimenti senza lâ

  4. Avatar

    La Fiesta non è mai stata pubblicizzata come prodotto per i bambini nè tantomeno come prodotto per l’infanzia; credo che ormai tutti siano in grado di capire leggendo l’etichetta che c’è una percentuale di alcol nel prodotto (tra l’altro percebilissima al gusto e all’olfatto), visto ormai si parla di consumatore "attento. io direi che sono anche i genitori che devono un pò svegliarsi e non l’azienda che eventualmente deve inserire una qualche voce sulla confezione.

  5. Avatar

    i miei figli di 9 e 14 anni adorano la fiesta, anche se non la compro spesso. effettivamente assaggiandola sento il sapore di liquore, quindi è strano che piaccia ai bambini, anche se è così.

  6. Avatar

    Sono la lettrice che ha dato origine alla discussione. Vorrei far notare che non tutti i consumatori leggono l’ etichetta ma nonostante ciò vanno tutelati i bambini (anche dai genitori disattenti) per questo sarebbe utile un’indicazione sulla confezione o quantomeno un posizionamento diverso nelle aree di vendita (al momento la Fiesta si trova in ogni supermercato tra le merendine da bambini). Per un principio di precauzione trovo più utile una scritta in più che affidarsi a quello che un consumatore sa o dovrebbe sapere.

  7. Avatar

    Il consumatore deve sempre essere attento e, come minimo, leggere l’etichetta. Gli ingredienti sono indicati chiaramente copreso l’alcol. E poi è chiaro al sapore che c’è! Non si può responsabilizzare l’azienda supponendo che il consumatore sia disattento! Ad ognuno la sua. Allora cosa dovremmo fare? Posizionare le Fiesta tra i liquori e vietarne la vendita ai minori? Mi sembra eccesivo.

  8. Avatar

    scusate, ma continuate a definire le merendine in generale "merendine da bambini"..ma chi lo dice???????? io da bambina non le ho MAI mangiate!!!perchè mia mamma non ci comprava MAI le merendine…è il genitore a decidere cosa far mangiare ai figli!!! non scaricate colpe sulla ferrero, quando la colpa è dei genitori..

  9. Avatar

    Gentile Martina,
    non abbiamo parlato di â

  10. Avatar

    Sempre della Ferrero, mi sono arrabbiata con mia mamma perchè ho scoperto che questa estate dava ai miei figli di 2 e 5 anni un paio di Grand Soleil al giorno (contiene l’1% di alcool). Non li avrà ammazzati ma non è nemmeno un toccasana!

  11. Avatar

    Ma per favore! mi sembra quantomai limitante basare le considerazioni sulle merendine solo sul contenuto di alcool!!!! Ma ci rendiamo conto della quantità di zuccheri e grassi idrogenati che contengono questi prodotti e dei danni che possono fare alla lunga?? Anche agli adulti quindi figuriamoci ai bambini!!!

  12. Avatar

    Nel sito Ferrero la Fiesta è inclusa tra le "merendine" e non tra i "dolci pensati proprio per i bambini". La confusione secondo me nasce dal fatto che le merendine vengono tutte, indistintamente, considerate "per bambini", quando invece non è così e per i bambini pane e marmellata sarebbe un’alternativa migliore. D’altra parte voi stessi avete scritto che nelle pubblicità della Fiesta il messaggio è sempre stato trasmesso da adulti per adulti e non per bambini.

  13. Valeria Nardi

    Gentile Isabella, sono dâ

  14. Avatar

    La Fiesta non fa parte della linea Kinder, che comunque è conposta da prodotti che sarebbe meglio far consumare ai bambini solo saltuariamente, visto che, nonostante la gran pubblicità del + lattemenocacao sono molto sbilanciate su grassi e zuccheri semplici. Leggere l’etichetta è fondamentale per sapere cosa mangiamo e cosa diamo ai nostri figli!