Frozen strawberry close-up. Food background.

epidemia dimenticata fragole 466698333In Europa, negli ultimi tempi si sono manifestati tre focolai di epatite A. L’ultimo ha colpito tredici persone in Svezia ed è stato attribuito a un lotto di fragole surgelate provenienti dalla Polonia. Undici casi sono stati confermati e due sono sospetti. Le infezioni accertate riguardano nove donne e due maschi tra gli 11 e i 92 anni, e l’ultimo caso è stato segnalato il 18 giugno. Come riferiscono Food Safety News e Food Ingredients First, tutte le persone avevano consumato all’inizio di maggio frullati e in un caso un dessert in una casa di cura contenenti fragole importate congelate, non riscaldate prima del consumo. Le fragole non sono state vendute direttamente ai consumatori.

Le analisi delle autorità sanitarie svedesi hanno rilevato nelle fragole congelate importate dalla Polonia lo stesso tipo di virus dell’epatite A, genotipo 1B, che ha contagiato le vittime. I frutti sono stati importati da un grossista svedese, che le ha poi vendute ad aziende di catering e ristoranti. Una segnalazione è stata inviata dalle autorità svedesi il 28 giugno attraverso il Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff).  Secondo le autorità la contaminazione è stata riscontrata in un solo lotto di fragole surgelate, per le quali è in corso un richiamo, venduto solo in Svezia.

Gli altri due focolai di epatite A, che hanno iniziato a manifestarsi in gennaio, coinvolgono otto Paesi europei e, pur essendo riferibili a due differenti ceppi di virus, sono collegati perché riguardano turisti europei provenienti dal Marocco. Le persone colpite sono 163 e comprendono sia individui che hanno viaggiato in Marocco sia altre persone.

Come riferisce Eurosurveillance sulla base dei dati relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 18 giugno, il primo focolaio ha prodotto il maggior numero di contagi nel Regno Unito (36), mentre da uno a sei casi sono stati segnalati in Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Olanda, Spagna e Svezia. Una persona, che non aveva altre patologie, è deceduta a causa dell’infezione. In tre casi, le persone contagiate avevano effettuato viaggi in Marocco nei 50 giorni precedenti all’insorgenza della malattia. La causa non è stata ancora identificata ma, visto l’alto numero di infettati autoctoni, si sospetta che sia da ricercare in un alimento importato.

datteriIl secondo focolaio ha causato 33 contagiati confermati, di cui 25 hanno viaggiato in Marocco in marzo e otto no. La maggior parte delle infezioni sono state segnalate dalla Germania con 15 casi, seguita dalla Francia con otto e dal Regno Unito con sei, mentre la Svezia e i Paesi Bassi hanno riportato rispettivamente uno e tre casi. Le indagini, al momento, indicano nei datteri i responsabili di questo focolaio, che a differenza dell’altro vede un alto numero di viaggiatori in Marocco, rispetto agli autoctoni.

Tutti gli otto paesi Ue colpiti dai focolai di epatite A hanno diramato  raccomandazioni di vaccinazione contro l’epatite A per chi viaggia in paesi con situazioni endemiche come il Marocco, in conformità con le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità. Poiché la vaccinazione non protegge da altre infezioni di origine alimentare, i ricercatori che hanno pubblicato lo studio su Eurosurveillance raccomandano di fornire ai viaggiatori istruzioni di carattere igienico.

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