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La carne tutti i giorni fa male alla salute dei bambini e del pianeta. Ecco la doppia piramide alimentare-ambientale per l`infanzia

Se si confrontano due menu giornalieri, entrambi equilibrati per apporto calorico e di nutrienti (proteine, grassi e carboidrati), ma uno a base di carne e uno vegetariano, si scopre che quello ricco di proteine animali ha un impatto sull’ambiente – in termini di inquinamento, energie e risorse consumate, rifiuti prodotti, spazio necessario…. –  due volte e mezzo superiore rispetto a quello vegetariano.

Ma tra le mamme del 2011 resiste il mito della bistecca che fa bene alla salute dei bambini, a tutti gli effetti un retaggio del boom economico seguito a un’epoca in cui la carne non compariva mai o quasi sulla tavola degli italiani.

Sembra incredibile, ma oggi i piccoli ingeriscono proteine fino a 4 volte in più rispetto alla quota ideale per la salute, e solo l’1% segue un’alimentazione corretta. Risultato: oltre un milione di bambini sono soprappeso e quasi 300mila sono obesi.

Sono tra i dati presentati di recente dal Barilla Center for Food & Nutrition, insieme con un approfondimento del modello della Doppia Piramide alimentare e ambientale (vedi anche Ilfattoalimentare.it: Barilla propone la piramide idrica e invita a bere tè e acqua di rubinetto per non inquinare. L’impronta idrica dei prodotti più comuni) incentrato sull’alimentazione nell’infanzia e nell’adolescenza, con abitudini a tavola che concilino le necessità della crescita con quella di ridurre l’impatto del nostro stile di vita sull’ambiente.

Numerosi studi internazionali dimostrano che nei Paesi sviluppati c’è un’eccessiva assunzione proteica da parte dei bambini in età pre-scolare e scolare. Ad aggravare la situazione c’è l’introito calorico giornaliero che, nella maggioranza dei bambini, non soltanto è superiore alle esigenze, ma anche improntato al consumo di grassi e zuccheri a scapito di frutta e verdura.

Solo l’1% dei bambini segue la dieta settimanale consumando porzioni e varietà di alimenti in accordo con quanto raccomandato dal modello della Piramide Nutrizionale.

Risultato: nel mondo i bambini in sovrappeso sono 155 milioni (1 su dieci), negli USA questa condizione riguarda il 25% dei ragazzi, mentre in Europa ogni anno sono 400mila i bambini considerati sovrappeso.

Il problema è che molte mamme pensano che se anche il bambino è un po’ cicciotello è comunque un bene perché “cresce” tanto (magari più degli altri), e che ha tutto il tempo per rimettersi in forma (e pensare alla salute) quando sarà grande. Errore: l’alimentazione corretta fin dall’infanzia è fondamentale per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, obesità e diabete in età adulta. Già dai 3 anni infatti si gettano le basi per la salute da adulto, per il funzionamento del metabolismo e per lo sviluppo del sistema immunitario.

La scarsa attenzione per l’alimentazione si traduce in patologie, ma anche in costi per la società: in Italia la spesa annuale per terapie per patologie cardiovascolari, diabete e tumori è di 40 miliardi di Euro, pari a circa 700 euro a testa. In Europa il costo delle patologie cardiovascolari è di circa 192 miliardi di euro, più 56,6 miliardi di euro di costi stimati per patologie tumorali. Per quanto riguarda il diabete, i costi sostenuti a livello globale ammontano a circa 232 miliardi di dollari.

La salute, e fare quanto è possibile per mantenerla a lungo, è un diritto per ciascuno di noi. Ma anche un dovere: verso noi stessi, e verso la collettività.

Secondo il nuovo studio del Barilla Center for Food & Nutrition fin dalla più giovane età è importante alternare quotidianamente tutti i principali alimenti. La dieta settimanale di un bambino dovrebbe prevedere:

cereali (soprattutto integrali), frutta e verdura, latte e latticini tutti i giorni;

carne 2-3 volte alla settimana;

pesce almeno 3 volte;

legumi almeno 2 volte;

formaggi 2 volte;

uova 1-2 volte.

Inoltre, l’apporto calorico quotidiano dovrebbe essere suddiviso su 5 pasti: la colazione dovrebbe contribuire per il 20%, la merenda a metà mattina per il 5%, il pranzo per il 35%, la merenda pomeridiana per il 10% e la cena per il 30%.

Il modello della Doppia Piramide alimentare e ambientale associa allo schema nutrizionale tradizionale una piramide che si basa su tre principali indici: consumo di territorio (Ecological Footprint), generazione di gas a effetto serra (Carbon Footprint), e consumo di risorse idriche (Water Footprint).

Riclassificando gli alimenti sulla base della loro Ecological footprint, il modello della Doppia Piramide mostra come i cibi per cui si consiglia un consumo più frequente perché più sani per la salute sono anche quelli che determinano gli impatti ambientali minori. Al contrario, gli alimenti per i quali si raccomanda un consumo ridotto sono quelli che provocano le maggiori conseguenze sulla salute del pianeta.

Anche le tecniche di cottura per preparare i cibi incidono in maniera differente sull’ambiente: per esempio, usare mezzo litro d’acqua in meno (4,5 lt invece di 5) per cuocere su un fornello a gas mezzo kg di pasta riduce l’impatto della cottura del 7%, pari a 30 g di CO2.

Secondo il Global Footprint Network (GFN), per un cittadino di un Paese ad alto reddito i consumi alimentari sono la prima voce in termini di impatto ambientale, con una rilevanza sull’impronta ecologica complessiva pari a circa il 30-40%. Il cittadino italiano medio sfrutta 42 i metri quadri globali sfruttati per l’alimentazione, contro una media globale di 60 m2.

 

SINTESI DELLE MACRO-LINEE GUIDA PER LA CRESCITA SANA

1. Adottare una dieta sana ed equilibrata che, alternando quotidianamente tutti i principali alimenti, fornisca tutti i nutrienti e micronutrienti (calcio, ferro, vitamine, ….) di cui l’adolescente ha bisogno.

2. Evitare l’eccessiva introduzione di calorie non consumando cibi eccessivamente calorici o con elevata concentrazione di grassi.

3. Ripartire con equilibrio i nutrienti nel corso della giornata assicurando la presenza di un giusto bilanciamento tra apporto di proteine vegetali e animali, che deve essere pari a uno, di zuccheri semplici e complessi (attraverso l’assunzione di meno dolci, più pane, pasta, patate o riso), di grassi animali e vegetali (utilizzando meno strutto o burro e ppiù olio d’oliva).

4. Ridurre al minimo l’apporto aggiuntivo di sale al fine di dominuire i fattori di rischio di sviluppo di ipertensione, soprattutto in età adulta.

5. Distribuire l’assunzione di cibo in cinque momenti della giornata: prima colazione, spuntino della mattina, pranzo, merenda e cena.

6. Evitare di consumare cibi al di fuori dei cinque momenti precedenti.

7. Svolgere attività fisica per almeno un’ora al giorno, comprensiva sia dell’attività sportiva sia del gioco.

8. Ridurre il più possibile la vita sedentaria, in particolare quella davanti al video (Tv e computer).

 

Mariateresa Truncellito

foto: Photos.com, Barilla Center for Food & Nutrition

Il position paper sulla Doppia Piramide Alimentare edizione 2011 si può scaricare al sito  www.barillacfn.com

  Agata Deppieri

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8 Commenti

  1. Sono veramente sconcertato e deluso nel leggere questo articolo che avalla le informazioni nutrizionali di chi produce merendine, che sono una delle causa principale dell’obesità infantile. Tra l’altro è utile anche ricordare che recentemente proprio gli artefici delle piramidi alimentari (Dipartimento Agricoltura degli USA) hanno sostituito la piramide con un piatto piano di forma circolare diviso in 4 parti dove la metà del piatto è occupata da porzioni di frutta e verdura, mentre lâ

  2. Sono veramente basita nel leggere questo articolo, possibile che possiate riportare pedissequamente il Verbo di Barilla senza nemmeno essere un poco critici? Ma come potete affermare che sia la carne all’origine dell’obesita’ infantile? allorquando e’ noto a tutti che sono proprio le merendine (di barilla) insieme alle bevande zuccherate a provocare l’obesita’(vedasi su questo sito il video del Comune di New York: ovvero una Coca e’ uguale a 16 bustine di zucchero). Che delusione ma da che parte state? L’impronta idrica poi..ma secondo voi quando mangiamo non dovremmo prima di tutto preoccuparci di avere prodotti sicuri? Saluti
    Daniela

  3. mi sembra molta teoria e poca realtà. Ai bambini bisogna dare cibi sani e genuini, di stagione ed evitare tutte quelle merendine e tutte quegli snack. Non credo che i bambini ingeriscano 4 volte in piu di proteine,la carne c’e sempre stata e una volta non esistevano le merendine…e una volta i bambini non erano in sovrappeso!

  4. Roberto  La Pira
    Roberto La Pira

    La doppia piramide proposta dal centro studi finanziato da Barilla a noi sembra il frutto di una ricerca seria e per questo l’abbiamo proposta ai lettori. La stessa cosa per la piramide idrica che non è stata inventata da Barilla ma da universitari e ricercatori anni fa. Ricordo di avere pubblicato un articolo per Il sole 24 ore nel 2009.
    Ilfattoalimentare si occupa spesso di Barilla, come pure di Ferrero e di altri grandi produttori italiani e anche di merendine. Basta leggere i nostri articoli con attenzione per capire qual è la nostra posizione.

  5. Concordo con Dani!La vostra e’ una posizione un po’ di parte! E poi Come puo un sito essere indipendente quando e’ sponsorizzato da aziende alimentari?

  6. Roberto  La Pira
    Roberto La Pira

    Luca sostiene che la nostra è una posizione di parte e rispetto il suo parere anche se non lo condivido.
    Sull’indipendenza del sito vorrei precisare che noi facciamo i giornalisti,le aziende che sponsorizzano il sito non interferiscono sulle scelte editoriali. Queste sono le regole riportate chiaramente nei nostri contratti pubblicitari e nella pagina Chi siamo.

  7. Ottima risposta. purtroppo quando si tocca la carne molti adulti pensano, a torto, che sia l’alimento migliore e meno calorico e questo è vero solo in parte.
    il fabbisogno nutrizionale necessario è certamente inferiore a quello che solitàmente siamo abituati a consumare e l’obesità dei bambini dipende anche da l’eccessivo consumo proteine animali oggi troppo disponibili.

  8. Peccato che la piramide ambientale sia completamente sbagliata
    http://www.climatemonitor.it/?p=21742