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Cereali per la colazione: Kellogg’s e General Mills sotto accusa negli Usa per un antiossidante controverso, eliminato dai cereali in Europa

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La blogger Vani Hari ha lanciato una petizione che chiede di eliminare il BHT dai cereali

La presenza in alcuni cereali per la colazione venduti in Nord America di un antiossidante sintetico controverso, il BHT (butilidrossitoluolo), indicato in Europa con la sigla E321, sta mettendo i produttori in crisi. Kellogg’s dichiara che sta testando con impegno alternative naturali e General Mills afferma di essere a buon punto nel processo di sostituzione dell’additivo, che da almeno è considerato con sospetto dagli studiosi.

 

Le dichiarazioni sono state fatte subito dopo che la food blogger statunitense Vani Hari ha lanciato sul proprio sito, Food Babe, una petizione che chiede alle due compagnie di eliminare il BHT dai loro cereali, come hanno già fatto in altri Stati e in Europa. In ventiquattro ore la petizione ha raccolto 17.000 adesioni, inducendo Kellogg’s e General Mills a reagire immediatamente, pur affermando che essa non ha avuto alcuna influenza sui loro programmi di sostituzione del BHT, e non è motivata da ragioni di sicurezza, dal momento che è autorizzato dalla Food and Drug Administration (FDA).

 

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In ventiquattro ore la petizione ha raccolto 17.000 adesioni

La petizione di Food Babe, al contrario, sostiene che la sicurezza del BHT non è dimostrata, dato che in alcuni studi sugli animali è collegato ai tumori ed è un interferente endocrino.

Secondo la food blogger statunitense, le due compagnie stanno cercando di salvare la faccia, dato che fino a qualche settimana fa affermavano che il BHT era sicuro, mentre ora dichiarano che è sicuro ma che hanno comunque deciso di sostituirlo, senza indicare, però, i tempi con cui questo avverrà.

 

Beniamino Bonardi

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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