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Carne e rischio microbiologico: le linee guida dell’Istituto Zooprofilattico in 5 tappe, dall’acquisto al consumo, per evitare le contaminazioni

linee guida5 tappe per gestire correttamente la carne ed evitare contaminazioni: sono le nuove linee guida che l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha pubblicato in un’infografica chiara e esaustiva. Nella mappa vengono quindi indicati i 5 passaggi critici dall’acquisto del prodotto fino al suo consumo, spiegando come comportarsi correttamente dal trasporto alla  conservazione, prima e dopo la cottura e durante la lavorazione.

 

Qui è possibile trovare la risposta ad alcune domande e dubbi, sfatare miti e aggiustare le proprie abitudini. La carne congelata, per esempio, non andrebbe mai scongelata a temperatura ambiente, sul termosifone o sotto l’acqua. Per il trasporto dal supermercato a casa si suggerisce l’uso delle borse termiche, mentre durante la preparazione i consigli riguardano l’igiene personale e quella degli utensili utilizzati. Meglio inoltre preparare prima la verdura e poi la carne. Se decidiamo di conservare in frigorifero eventuali avanzi, dobbiamo essere certi che la carne sia fredda e che quella cotta sia messa più in alto rispetto a quella cruda. Questi e altri consigli, suddivisi appunto per momenti critici, sono utili a tutti per ridurre il rischio di contaminazione, che dipende anche dal consumatore.

 

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Sara Rossi

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. Bella e chiara la grafica ed alcuni consigli di indubbia utilità anche se qualche affermazione può risultare discutibile e viene riportata qualche inesattezza come nella parte consigli al punto 5 dove, parlando della conservazione e del frigorifero, si afferma che “le zone più fredde sono in alto”. A me risulta il contrario.

    • Roberto La Pira

      Dipende dal frigorifero .Ormai ne esistono diversi modelli per cui la cosa più semplice e misurare la temperatura.

    • So che esistono firgoriferi “ad aria forzata” che dovrebbero fornire una temperatura costante nelle varie zone, ma normalmente vale la legge che l’aria calda va in alto e la fredda in basso e non viceversa.
      Si tratta probabilmente di una svista.
      ….è che, dato il numero di mani che avrà passato prima di essere ‘dato alle stampe’, mi pare incredibile che non sia stato evidenziato e corretto.