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Calorie vuote per bambini e teenagers: un quarto della loro alimentazione non ha un valore nutrizionale positivo

Young man holds a piece of fresh pizza in his hands to smell a scent with his eyes closed, isolated on a yellow background. Guy enjoys fast food on a yellow background.

Un quarto delle calorie che assumono i bambini e gli adolescenti americani è costituito dalle cosiddette calorie vuote, cioè da alimenti e bevande che non hanno un valore nutrizionale positivo, ma ne hanno solo uno calorico e contengono prevalentemente zuccheri e grassi.

Il dato, che inquadra una situazione denunciata da anni dai nutrizionisti, valida per diversi paesi (con percentuali più o meno simili) è emerso in uno studio presentato dai ricercatori del National Cancer Institute di Rockville, in Maryland, al congresso Nutrition 2020, svoltosi nei giorni scorsi online. In esso sono state prese in esame le abitudini dei bambini e dei ragazzi dai 2 ai 18 anni registrate nell’ambito della grande indagine di popolazione National Health and Nutrition Examination Survey, iniziata nell’inverno 2006-2007 e finita nel 2015-2016. Ciò che è emerso è innanzitutto una tendenza, positiva ma insufficiente: un costante decremento delle calorie vuote, proveniente soprattutto dalla diminuzione del consumo di zuccheri. A esso, però, è corrisposta solo una piccola diminuzione delle calorie totali, a dimostrazione dell’urgenza di interventi volti a riequilibrare l’alimentazione dei più giovani.

calorie vuote
Le calorie vuote sono quelle degli alimenti e bevande che non hanno un valore nutrizionale positivo e contengono prevalentemente zuccheri e grassi.

In particolare, i cibi più amati, costanti durante tutto il periodo di osservazione, sono risultati essere la pizza (5,8% delle calorie) e i sandwich (3,9%), le bevande dolci (3,4%), le merendine e i biscotti (3,1%). L’apporto calorico è diminuito di percentuali attorno al 6-7%, soprattutto a partire dal 2007 per i bambini più piccoli, ma le calorie vuote hanno sempre occupato e tuttora occupano un posto di assoluto rilievo: nei bambini da 2 a 3 anni rappresentano il 26,1% del totale, nella fascia 4-13 anni il 30% circa e in quella 14-18 anni arrivano al 35%. Inoltre, via via che l’età aumenta, i bambini e i ragazzi passano dalle bibite ai cibi solidi, scegliendo sempre meno succhi di frutta e altri liquidi zuccherati e sempre più alimenti dolci, merendine e simili o pizza.

In base a quanto osservato, gli autori hanno reso note le loro raccomandazioni per politiche che modifichino queste abitudini:
·      Progettare interventi mirati su queste tipologie di alimenti;
·      Informare ed educare i più giovani a identificare le fonti di calorie vuote, che spesso non sono evidenti;
·      Aumentare le pubblicità di alimenti sani, e limitare quelle di alimenti con calorie vuote;
·      Riformulare le ricette di cibi e bevande;
·      Progettare gli spazi di vendita in modo che ci sia ampio accesso ai cibi migliori e che quello ai cibi peggiori sia limitato.

Nel frattempo continuano ad approfondire i diversi aspetti di queste abitudini quali il ruolo dei singoli alimenti e la relazione con le condizioni socio-economiche della famiglia di provenienza.

© Riproduzione riservata

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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2 Commenti

  1. Avatar
    mauro gallazzi

    Purtroppo siamo sommersi da pubblicità martellanti e ingannevoli e le vittime sono proprio i giovani.
    Smettiamola di proporre tortine e merendine e torniamo al vecchio ma molto più sano pane, burro e marmellata, magari anche con ingredienti biologici.

    • Avatar

      Burro e marmellata? Sono grassi saturi e zuccheri semplici…
      Meglio frutta fresca! E una fetta di pane almeno semintegrale con una crema di frutta secca al 100% (mandorle, nocciole)