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Ore 16:00 di domenica 24 maggio 2026, Autogrill Vado Ligure/Savona: “Vorrei un caffè per favore”. “Preferisce quello preparato con miscela Lavazza Gran Espresso, al prezzo di 1,50 euro, oppure con Lavazza ¡Tierra! 100% arabica, che costa 2 euro?” La proposta, in apparenza, è semplice: vuole un caffè “normale” o uno di qualità superiore (e biologico). La differenza è 50 centesimi. Poca cosa, si potrebbe pensare. Ma in realtà il costo lievita del 33% senza una valida giustificazione. E se si guarda al costo della materia prima, il conto diventa interessante.

Per preparare un espresso servono circa 7 grammi di miscela. I prezzi al dettaglio dei caffè in grani variano molto, ma un buona miscela 100% arabica, come Illy, Lavazza Qualità Oro o Lavazza ¡Tierra!*, oscillano da 33 a 40 euro al chilo. Una miscela media arabica/robusta da bar varia da 23 a 28 €/kg.

Caffè macinato in filtro moka e macchina per il caffè, con grani sparsi
Il caffè all’Autogrill può costare 1,50 o 2,00 € dipende dalla miscela

I conti non tornano

Facciamo un calcolo prudente. Se il caffè “premium” costa 40 €/kg, i 7 grammi per una tazzina valgono 28 centesimi. Se la miscela è robusta il prezzo della materia prima scende a 17-18 centesimi. La differenza è nell’ordine di 10 centesimi, forse meno se il gestore acquista a condizioni migliori. Ma allora perché il cliente paga 50 centesimi in più? Non si discute il fatto che un’arabica possa costare più. È normale. Non si discute neppure che un bar possa scegliere una miscela migliore e farla pagare di più. Il problema è la proporzione. Nel nostro caso la differenza di prezzo è cinque volte superiore rispetto al reale incremento dei costi della materia prima.

Tutto il resto è uguale: stesso banco, stessa macchina, stesso personale, stessa tazzina, stesso zucchero, stesso servizio. Non c’è una preparazione diversa, non c’è un servizio al tavolo, non c’è una lavorazione particolare. Cambia solo la qualità dei 7 grammi di caffè.

33% in più!

Si può obiettare che offrire due miscele comporta qualche costo in più: servono due macinacaffè, due tramogge, una gestione più attenta del prodotto, il rischio che la miscela meno richiesta perda freschezza o venga sprecata. È vero. Si può anche sostenere che il caffè “premium” abbia un valore percepito diverso: il cliente che sceglie l’arabica o una miscela certificata non compra solo caffeina, ma un’idea di qualità, origine, sostenibilità e gusto superiore. Ma resta una domanda: basta tutto questo a giustificare un aumento del 33% sulla tazzina?

Caffè arabica o robusta

Gli esperti di marketing direbbero che il bar non sta vendendo solo una miscela più costosa. Sta vendendo un posizionamento. Sta creando due fasce: il caffè standard e il caffè “migliore”. È una logica ormai comune in molti settori alimentari dove la versione premium viene proposta un prezzo esagerato e (spesso) ingiustificato. Nulla di illegittimo, naturalmente. Il sovrapprezzo riflette soprattutto il valore commerciale attribuito alla parola “arabica”, alla marca, alla sostenibilità evocata, alla promessa implicita di una qualità superiore.

Alla fine, la questione non è se l’arabica valga più della robusta. Ma quanto valga davvero nella tazzina. Se la differenza reale della materia prima è di pochi centesimi, trasformarla in un sovrapprezzo di 50 centesimi è un modo elegante per far pagare un plus di valore ridotto. Il caffè resta piccolo. Il margine, invece, diventa grande.

* Il Lavazza ¡Tierra! è un caffè biologico 100% Arabica premium e sostenibile, nato da progetti della Fondazione Lavazza volti a contrastare il cambiamento climatico, alla riforestazione e a formare le comunità locali a tecniche agricole e imprenditoriali efficienti.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos

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Osvaldo F
Osvaldo F
3 Giugno 2026 19:04

Io sono un consumatore, ma questa storia di stare dietro ai “motivi” dei prezzi mi lascia il tempo che trova. Ovvio che col “premium” hanno anche trovato un modo per guadagnare altri centesimi… Fare prodotti nuovi serve per aggiungere valore.
Peraltro, tra uno zucchero bianco normale ed uno di canna bio, siamo al doppio. C’è una bella differenza.
Ma c’è un discorso ancora più chiaro che fa capire che il prezzo ha “logiche sue”, commerciali: le offerte dei supermercati. Ha un senso che un prodotto lo pago 100, ma quando è in offerta lo pago perfino col 60% di sconto? C’è una motivazione sulle variazioni di prezzo della materia prima? Non credo proprio. E’ una questione che non ha logiche “matematiche”, ma segue altre strade.
Alla fine, ciò che importa è che il prezzo sia esposto, e possibilmente non troppo elevato, alla portata delle nostre tasche.
Poi per carità, voi dell’informazione fate il vostro lavoro.

io me
io me
Reply to  Osvaldo F
4 Giugno 2026 13:04

Il motivo è anche che a volte il prodotto sottoprezzo, su cui a volte il supermercato può andare pari o anche rimetterci, è motivo di attrazione per una spesa che ammortizzerà la rimessa sul un singolo prodotto.
Prezzo scontatissimo in risalto sui cartelloni e volantini.

Ultimamente poi spesso il prodotto civetta è proprio il caffè visti i rincari e la nostra passione per la bevanda. Alternati spesso con biscotti che hanno raggiunto prezzi in alcune marche, folli.

tippbe
tippbe
3 Giugno 2026 21:16

Da tempo ormai siamo costretti a subire proposte insistenti di marketing da parte del personale addetto. Si va dal caffè di varie miscele ai cioccolatini venduti a peso d’oro. Lo scopo è alzare il valore dello scontrino. In alcune occasioni mi è capitato, una volta al banco, di aver pagato un caffè del valore superiore da quello normale richiesto.
Personalmete rifiuto sempre, ma da un po di tempo evito le aree di servizio perchè oltre che proporre prodotti non ha personale sufficiente, è ricorrente che la stessa persona stia in cassa e poi ti consegna il panino e/o prepara le tazzine del caffè toccando piattino tazza e cucchiaino. Si sono dimenticati l’igiene!
Ormai viaggio col thermos e non è per risparmiare.

Osvaldo F
Osvaldo F
Reply to  tippbe
4 Giugno 2026 09:59

Hai ragione. Succede per dire anche alle poste, o in banca. Il dipendente DEVE seguire le disposizioni del datore di lavoro (se non sono reati), altrimenti rischia il posto. Probabile non sia piacevole nemmeno per lui, per me sarebbe intollerabile, per fortuna faccio altro

io me
io me
4 Giugno 2026 12:59

No, veramente il dialogo corretto è:

– “Buongiorno, un caffè, grazie”
– “Vuole l’arabica?”
– “No, grazie”

Non viene mai mai menzionato il prezzo extra, battono scontrino e tanti saluti…

Emanuele
Emanuele
5 Giugno 2026 14:28

Avete considerato il fatto che un caffè espresso 100% arabica potrebbe avere anche più di 8grammi per porzione?

Stefano
Stefano
6 Giugno 2026 00:54

I conti non si fanno in questo modo. Per fortuna non fate i commercianti, fallireste subito

Roberto La Pira
Reply to  Stefano
7 Giugno 2026 09:47

I consumatori però li fanno così

Roberto
Roberto
Reply to  Stefano
16 Giugno 2026 09:53

Concordo: il mercato ha le sue leggi ed il cittadino deve avere gli elementi per decidere.

Che dire allora di una borsetta da donna in pelle di Hermès che può costare 30.000 €?
Ci sono 30.000 € di materiali?

Tornando al caffè, in un bar gestito da una simpatica signora c’è un cartello con scritto:
Un caffè: 10 €
Un caffè, per favore: 5 €
Buongiorno, un caffè per favore: 1 €

Paoblog
8 Giugno 2026 08:30

Accantono l’analisi dei prezzi che è fatta “come la farebbero i consumatori” (cit.) tuttavia le dinamiche sono diverse, come spiegava tempo fa un’amica ristoratrice.

Vedi: https://wp.me/pjP1E-yGU

Piuttosto ci sarebbe da dire che fanno pagare di più un caffè che però difficilmente sarà fatto “come si deve”, come evidenziato dalle inchieste recenti di Mi Manda Rai 3, peraltro riferite a bar cittadini dove si potrebbe lavorare meglio che in un autogrill dove sembra di essere in una catena di montaggio, dove non ci sono i giusti tempi per avere un’ottima qualità del prodotto.

Vedi: https://www.raiplay.it/video/2026/02/Caffe-corretto—Mi-Manda-RaiTre-21022026-9390ed67-7989-46c1-9f75-b59dd06f5a44.html

Luipez
Luipez
16 Giugno 2026 09:26

Agli Autogrill non si dovrebbe comprare niente,
Ogni cosa venduta lì costa sempre molto di più di quanto costi in città.
Infatti sulle autostrade italiche sembra di essere in un’altro mondo dove tutto deve costare tanto, la benzina, il caffè, la cioccolata, e via discorrendo.
Si potrebbe sapere il PERCHÉ?

Guido
Guido
Reply to  Luipez
16 Giugno 2026 10:43

si chiama “rendita di posizione” ed è un fenomeno economico abbastanza semplice. Se vuoi il caffè (la benzina, la cioccolata…) mentre sei in autostrada puoi comprarlo solo da me (monopolio) e quindi il prezzo non risente della concorrenza. Se non ti sta bene esci dall’autostrada (Perdita di tempo e denaro per la benzina in più). Il “libero mercato” funziona così… A molti -anche per questo- non piace!

Paoblog
Reply to  Luipez
20 Giugno 2026 08:01

Perché i gestori delle aree di ristoro devono pagare una percentuale sugli incassi alla società autostradale e va da sé sono costi che vengono scaricati sullo scontrino.

Poi ci sono altre dinamiche: https://www.raiplay.it/video/2026/03/Quanto-costa-la-sosta—Mi-Manda-RaiTre-22032026-a26c6ea5-53e4-4d20-85ba-7782e5d32db1.html

Barbara
Barbara
16 Giugno 2026 09:29

Ho notato che fermarsi all’autogrill , per una famiglia , ma anche per due persone è diventato proibitivo .
Non solo per il caffè , ma anche per l’acquisto di eventuali panini , etc

Francesco
Francesco
Reply to  Barbara
16 Giugno 2026 10:00

Io l’unica novità che applicherei nelle nostre autostrade far pagare il bagno come nel resto d’Europa ….almeno quello igienicamente pulito CAPPERO….per il resto , attraversato il confine con la svizzera andando verso i PaesiBassi ,una tazzina di espresso da 4 euri in sù, distributori automatici!!!!!!

maurizio
maurizio
16 Giugno 2026 09:42

Il caffè è la punta dell’iceberg, questi signori farebbero bene a preoccuparsi delle sempre piu frequenti aperture di strutture a poche centinaia di metri dal casello di uscita delle autostrade dove si trovano carburanti a prezzi normali, anche metano spesso introvabile in autostrada, parcheggi all’ombra, bar e tavole calde molto belle con prodotti ( spesso) del posto e bagni puliti ed ordinati.
Dipende tutto da noi consumatori, scegliere il meglio a costi più bassi !!!!

Alfredo
Alfredo
16 Giugno 2026 09:57

Ormai è la regola,gli aumenti non sono mai fatti in conseguenza delle materie prime,ma a seconda dei luoghi.Un esempio un caffè macchiato ,al banco ,aeroporto di Catania 1,90 euro.Dove c’è più gente,al contrario dei supermercati, più si paga.

Costantino Spinelli
Costantino Spinelli
16 Giugno 2026 11:47

A monte di qualsiasi considerazione sul prezzo c’è la libera scelta, ovvero il liberto mercato.
Il “prezzo” è un punto d’incontro tra offerta del venditore e richiesta del consumatore. in particolare per consumi chiaramente opzionali quali un caffè o …una borsa firmata.
A mio avviso è un articolo solo “ideologico”, di una ideologia…fuori tempo massimo.

Valeria
Valeria
Reply to  Costantino Spinelli
16 Giugno 2026 15:04

Il libero mercato è dove io a poca distanza dal suo bar, posso aprire il mio e praticare prezzi concorrenziali, in autostrada il libero mercato non esiste …

Marina
Marina
16 Giugno 2026 12:08

Io ,ormai da tempo,le soste all’auto grill non le faccio più.Tutto troppo costoso e per quanto riguarda il cibo la qualità è latitante,per cui borracce termiche e snack portati da casa se il viaggio è lungo.

Valeria
Valeria
Reply to  Marina
16 Giugno 2026 15:01

Però quando si viaggia molto per lavoro, una pausa ogni paio d’ore è necessaria, girare intorno all’auto non è una soluzione, gli autogrill sono presenti proprio per questo, non per chi fa 30 Km di autostrada, che però può averne comunque necessità, e dovrebbero essere tenuti puliti, avevre cibi controllati e non scaduti e costi accessibili. L’enorme avidità di chi specula sulle necessità delle persone mi da molto noia.

Tabata Bianchi
Tabata Bianchi
16 Giugno 2026 12:20

anche il cappuccio è 2.20 normale e 2.60 grande. Ma alla cassa non ti avvisano della differenza e non viene segnalata nemmeno con un cartello. Alla cassa di default ti addebitano la cifra di € 2.60

Silvia
Silvia
16 Giugno 2026 12:49

Meglio non parlare di Autogrill… semplicemente imbarazzanti. non puoi pagare un panino con cotto ( spalla) 8/ 9 € …idem acqua 3 € e tutto il resto ….ma un povero camionista , o turista pausa pranzo veloce inaccettabile. Ne fanno già tanti di soldi a nostre spese, autostrade le paghiamo care, i servizi non ci sono ma come siamo messi? ITALIA è diventata il paese dei balocchi, tutti possono fare e nessuno dice nulla .

Giorgio Massa
Giorgio Massa
16 Giugno 2026 13:32

Il caffé ormai non è solo una cosa è un rito e una cultura globale, un modo di essere, un passaporto internazionale della comunicazione e una certezza assoluta acquisita per sempre. Per questo è anche il prodotto più scambiato nel mercato dei derivati finanziari Trading Economics, il più variegato nelle offerte commerciali e il più volatile nei prezzi: puoi pagarlo 1 euro nella macchinetta dell’ufficio e più di 10 euro in un bar a Venezia. Forse non è un caso che con assoluta regolarità compaiono studi che lo confermano come elisir di lunga vita. Per il caffé tutto è possibile.

Maurizzzio
Maurizzzio
16 Giugno 2026 14:13

La questione vale per qualunque prodotto “bio” rispetto a uno “normale”. Magari frutta, verdura, pasta, etc vendute (a volte solo spacciate) per bio costassero appena il 33% in più delle altre

Valeria
Valeria
16 Giugno 2026 14:54

A mio parere il problema è l’abuso di posizione dominante regolato dall’Articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), monitorato dalla Commissione Europea, articolo che esisteva in Italia anche prima di questo europeo, che ci sia la posizione dominande è fuori discussione perché nessuno potrebbe mettersi con un furgone attrezzato in una piazzola adeguata a vendere caffè e altro, la concorrenza in autostrada non è ammessa, quindi i prezzi dovrebbero essere consoni, oltre al caffè in autogrill hanno prezzi elevatissimi anche per tutti gli altri prodotti, le date di scadenza non vengono mai controllate quindi anche gli acquisti non sono sicuri, bisogna fare attenzione, le autostrade le ha pagate e costruite il Governo, loro le hanno in gestione, tra l’altro a costi sui quali ci sarebbe molto da dire, eppure sono intoccabili. Tempo fa avevo scritto ad AGCM, mi hanno risposto dopo circa 3 mesi dicendo che non riscontravano anomalie …
Per chi viaggia molto, non vale ovviamente per un caffè, ma per i pasti sicuramente più sani e con ingredienti migliori, oltre ad un prezzo normale, c’è l’app gratuita “Fuori casello” che a mio avviso è molto efficace.

Giovy
Giovy
Reply to  Valeria
22 Giugno 2026 07:14

Non sapevo dell’esistenza dell’app che nomini, guardando le recensioni però molti dicono che non è più aggiornata, dicono che non si possono aggiungere ristoranti quindi nemmeno volendo si possono tentare aggiornamenti utili e che a volte inspiegabilente segnala ristoranti molto costosi omettendone invece quelli buoni ed economici. Nonostante ciò proverò ad installarla, tutto quello che può porre rimedio allo sconcio dei prezzi in autostrada va tentato senza remore.

marco
marco
16 Giugno 2026 15:39

La proposta sarebbe anche accettabile ma il vero problema che ho riscontrato risiede nella tostatura. Il caffè arabica che viene servito è troppo tostato, al punto da perdere tutte le sue proprietà bebefiche , per non dire del gusto che a mio parere e’ eccessivamente amaro anche con l’aggiunta di zucchero, quindi imbevibile.

Gianfranco
Gianfranco
16 Giugno 2026 16:14

provo a raccontare una mia esperienza in un chiosco sul litorale romano.
Un caffè, grazie 0,70€
un caffè 1,4€
la lista continuava e non la ricordo, ma soprattutto un cappuccino con latte 1,5€
un cappuccino con latte di soia o similari 3€.
purtroppo non ho più avuto la possibilità di tornare, ma un caffè, grazie era fantastico

Ornella
Ornella
17 Giugno 2026 10:57

Anche se lo chiedi “macchiato”, il prezzo sale a 2 €

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