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Peste suina africana, nessun rischio per i consumatori. Le rassicurazioni del BfR dopo la scoperta del virus in Germania

Cresce, nel pubblico, la preoccupazione per il focolaio di peste suina africana, o ASF, segnalato nella regione del Brandeburgo, in Germania. E per evitare che si diffonda un panico immotivato, l’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio, il BfR, ha pubblicato un documento incentrato sui rischi per gli esseri umani e sui comportamenti da tenere per minimizzare qualunque rischio; a questo è poi allegata una lista di domande, le FAQ.

La segnalazione del primo caso di peste suina africana nel paese, ricorda il BfR, è avvenuta il 10 settembre, quando è stato scoperto un cinghiale selvatico malati ai confini con la Polonia, ma la malattia è in progressiva diffusione in Europa fino dal 2007. In quell’anno, infatti, sono stati segnalati i primi casi in Georgia e, da lì, altri focolai via via in Armenia, Azerbaigian e Russia. Il virus nel 2014 è poi approdato nei paesi baltici, e da lì è giunto in Romania, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca. Nel 2018 è stato il turno del Belgio, e ora tocca alla Germania.

cinghiale
Il virus della peste suina africana è stato trovato in cinghiali selvatici arrivati in Germania dalla Polonia, dove era già presente da qualche anno

Il virus della peste suina africana è molto stabile e può rimanere vivo nella carne cruda. Da questa può passare ad animali non infetti. Inoltre si trasmette facilmente dai suini selvatici a quelli domestici. Non ci sono invece rischi per la salute umana ma, come avviene per tutta la carne, è indispensabile conservarla in frigorifero, separatamente dagli altri alimenti, e poi cuocerla adeguatamente ad almeno 70°C per non meno di due minuti.

Oltre a queste notizie generali, le FAQ riportano altre informazioni. In particolare:

Come si trasmette il virus? Il virus si può trasmettere in diversi modi, oltre che per contatto tra animali. Può essere veicolato da alcune specie di zecche, anche se questa via di trasmissione sembra essere irrilevante in Europa settentrionale, dato che i parassiti in questione hanno areali di diffusione molto limitati nel continente.

carne suina maiale
Il virus della peste suina africana può sopravvivere per alcuni mesi nelle carni suine

Può essere trasmesso anche attraverso le feci, perché rimane stabile e capace di riprodursi per molto tempo. Uno dei rischi principali, in questo senso, è rappresentato da animali sani che mangiano carni di individui infetti. È probabilmente questa la via che ha trovato per passare da un paese all’altro: gli alimenti realizzati a partire dalle carni di suini affetti da peste suina africana, come i salumi mantengono il virus vitale per diversi mesi. Gli scarti alimentari e gli avanzi dovrebbero quindi sempre essere smaltiti in modo che non entrino in contatto con i cinghiali selvatici né con altri suini.

Gli esseri umani si possono infettare mangiando alimenti contaminati dal virus? Il virus non infetta gli esseri umani e non rappresenta un pericolo neppure se ingerito.

Anche se presente nella carne di maiale, il virus non è pericoloso per gli esseri umani

Ci sono raccomandazioni generali relative al consumo di carni suine (maiali o cinghiali)? I maiali e i cinghiali possono ospitare altri patogeni, oltre a questo virus. Perciò, come per tutte le carni crude, è importante osservare le regole igieniche prima di cucinare. In particolare, non bisogna interrompere la catena del freddo, e bisogna evitare le cross-contaminazioni, cioè tenerle separate da altri alimenti crudi ed evitare di utilizzare gli stessi utensili per preparare cibi da consumare senza cottura o già cotti. È inoltre indispensabile che il taglio di carne raggiunga i 70°C al cuore per almeno due minuti.

Ci si può ammalare entrano in contatto con un animale malato? Non è mai stata dimostrata una trasmissione dall’animale all’essere umano.

Che cosa possono fare i consumatori per contenere la diffusione del virus? Molte delle trasmissioni da un paese all’altro sono avvenute attraverso cibi contaminati. È importante rispettare le normative vigenti e in generale evitare che alimenti che contengono ingredienti di origine animale entrino in contatto con suina.

© Riproduzione riservata

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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Un commento

  1. Avatar

    Una dieta vegetariana sarebbe la soluzione. A molti problemi.

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