Il problema della bevande sportive provenienti da Taiwan contenenti ftalati – segnalato da Ilfattoalimentare.it. “Bevande sportive contaminate da ftalati: il centro di ricerca della Commissione europea mette a punto nuovi metodi per individuarli” – sembra essere risolto.

A seguito di una riunione tenutasi all’inizio del mese di agosto, le autorità di Taiwan si sono incontrate con i rappresentanti di Vietnam, Malesia, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Australia, Gran Bretagna, Brasile, Giappone, Sud Africa e Canada, e hanno annunciato che la situazione è completamente sotto controllo.

La contaminazione, riscontrata lo scorso maggio, aveva causato importanti riduzioni commerciali nei mercati con il Sud-est asiatico e, in misura marginale, anche l’Unione Europea ne era stata colpita.

Vari Paesi avevano preso precauzioni in merito all’importazione di prodotti alimentari e bevande da Taiwan (Canada e Stati Uniti avevano instaurato regimi di controllo straordinario, paesi come Hong Kong e Corea del Sud richiedevano specifici certificati in merito alla sicurezza dei prodotti, mentre Malesia, Cina e le Filippine erano persino arrivati a vietare l’importazione degli alimenti stessi).

Durante la riunione, i rappresentanti dei vari stati sono stati informati dal ministero della Salute di Taiwan che tutti i prodotti contaiminati dai plastificanti sono stati eliminati e solo alcuni sono ancora conservati per eseguire ulteriori test.

Inoltre, il 1° Agosto, è stata revocata la decisione del governo taiwansese secondo la quale per l’esportazione dei cinque tipi di prodotti alimentari potenzialmente contaminate da ftalati (bevande sportive, succhi di frutta, tè, sciroppo e marmellate, compresse e preparati in polvere) era necessario un certificato che ne garantisse l’assenza.

Luca Foltran

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