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Salviamo la ricerca alimentare. L`Inran non deve chiudere

Il Paese della dieta mediterranea intende fare a meno dell’Inran, l’Istituto che ha promosso nel mondo questo stile alimentare. Il ministero delle Politiche Agricole parla di soppressione o di accorpamento con altri Enti. Si tratta di una ristrutturazione che comprometterebbe l’identità e l’autonomia dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione.

In questo video del programma Consumi&Consumi di RaiNews 24 dell’15 giugno, Roberto La Pira promuove una raccolta firme contro l’ipotesi di chiusura.

 

Per firmare l’appello basta cliccare qui 

 

 

 

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3 Commenti

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    Maria Antonietta Dessì

    Naturalmente di quanto sopportano le imprese per tenere in piedi l’Inran nessuno parla. Sono contributi che vanno a sommarsi al già lunghissimo elenco di balzelli che le aziende italiane devono pagare. Ci fossero risultati tangibili….ma dove sono?

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    Caro Direttore,

    a giudicare dai recenti dati epidemiologici, l’Italia ha una disperata necessità di un Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione. Che non sia però una scatola vuota, parcheggio dorato di incompetenti dalle amicizie altolocate, capace solo di generare un enorme buco di bilancio tra progetti scientifici mancati e sedi costate troppo e mai finite.

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    Maurizio Fadda

    Come professionista che si occupa di nutrizione da circa 30 anni firmerei più volentieri una petizione per la sua chiusura. Quando sarà una cosa simile alla USDA americana firmerò la petizione perchè rimanga tale