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Alimentazione dei bambini: i ‘primi mille giorni’ fondamentali per la prevenzione

Nei primi mille giorni di vita di un bambino l’alimentazione è fondamentale per la prevenzione delle malattie croniche nell’arco di tutta la sua vita. A questo argomento è dedicato un numero speciale della rivista scientifica Nutrients curato da Andrea Vania  e Margherita Caroli. La pubblicazione è il risultato di quattro anni di lavoro per la realizzazione di un documento che contiene le raccomandazioni destinato ai pediatri per l’alimentazione complementare, come strumento per la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili e per la riduzione delle ineguaglianze sociali. Il documento è condiviso dalla Società italiana di pediatria preventiva & sociale (Sipps), dalla Federazione italiana medici pediatri (Fimp), dalla Società italiana di nutrizione pediatrica (Sinupe) e dalla Società italiana developmental origins of health and disease (Sidohad).

Un’alimentazione adeguata ed equilibrata dal concepimento ai primi anni di vita è infatti indispensabile per una crescita e uno sviluppo ottimali dei neonati, dei lattanti e dei bambini ed è anche la premessa fondamentale di una vita in salute a lungo termine. L’alimentazione complementare – meglio nota come svezzamento – cade in un periodo della vita, i già citati ‘primi mille giorni’ (per l’esattezza 180 giorni di gravidanza più 730 giorni dei primi due anni di vita), che ormai si sanno essere cruciali per il futuro della salute.

autosvezzamento bambino cibo solido
L’alimentazione nei primi mille giorni di vita di un bambino sono fondamentali per la prevenzione delle malattie croniche nell’età adulta

I ‘prime mille giorni’ rappresentano infatti una straordinaria finestra di opportunità preventiva. Il successo limitato dell’adozione in età adulta di stili di vita salutari è un’ulteriore dimostrazione che in questa fase della vita gran parte dei giochi è già stata fatta. Mantenere il peso, ad esempio, è estremamente difficile anche perché il cervello è già stato orientato alla ricerca del cibo molti decenni prima. Questo perché i fattori ambientali che condizionano l’alimentazione dell’embrione, del feto, del neonato e del lattante sono anche, in questo periodo della vita, i più importanti per guidare l’espressione dei geni del bambino e tutto ciò che ne deriva.

La corretta alimentazione parte naturalmente con l’allattamento materno, evento tanto naturale quanto importante, che si è sempre compiuto in modo simile in tutti i Paesi del mondo. Non ci possono essere dubbi in merito all’allattamento al seno, che è sempre più supportato da tante ricerche che chiariscono meccanismi biologici dei suoi molteplici effetti positivi. L’alimentazione complementare invece è ancora condizionata da scelte socio-culturali, dalla disponibilità di determinati alimenti e non di altri, dalle tradizioni famigliari ed anche infine dalle convinzioni del pediatra. Non deve quindi meravigliare se esso è ancora oggetto di non pochi dubbi e controversie. Alcune tradizioni alimentari escono rafforzate dall’analisi scientifica, altre vanno abbandonate, altre ancora necessitano di ulteriori studi, particolarmente difficili da compiere, sia per problemi di disegno, sia per problemi etici

Il documento delle società scientifiche vuole essere uno strumento, basato sulle evidenze nel campo dell’alimentazione complementare, che possa essere utile ai pediatri nel loro lavoro di promozione della salute del bambino, dell’adulto e dell’anziano. Per scaricare il documento clicca qui.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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