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Acqua potabile, il Parlamento Ue chiede modifiche alla nuova direttiva: niente limiti a interferenti endocrini e microplastiche

uomo acquaCon 300 voti favorevoli, 98 contrari e 274 astensioni, il Parlamento europeo ha chiesto alcune modifiche alla nuova direttiva sull’acqua potabile proposta dalla Commissione Ue. L’attuale direttiva è in vigore da vent’anni e la proposta di un suo aggiornamento mira ad allineare gli standard di qualità dell’acqua potabile ai dati scientifici più aggiornati. Lo scopo è di tutelare la salute, intervenendo in particolare in quattro aree: l’elenco dei parametri, il ricorso a un approccio basato sul rischio, il rafforzamento della trasparenza e dell’accesso dei consumatori alle informazioni in merito all’acqua che bevono, i materiali a contatto con l’acqua.

Il Parlamento europeo, pur approvando l’impianto generale della proposta della Commissione Ue, ha proposto alcuni emendamenti, in particolare per quanto riguarda i parametri di qualità dell’acqua potabile. Infatti, la Commissione Ue propone un aggiornamento dei parametri in base alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), adottando per alcuni di essi una posizione ancor più rigorosa, in base al principio di precauzione. Secondo gli europarlamentari questo non è auspicabile, perché le raccomandazioni dell’Oms relative all’acqua destinata al consumo umano sono basate sul più completo stato dell’arte in ambito scientifico e forniscono le garanzie necessarie per la salute umana. Secondo il Parlamento europeo, il rafforzamento di alcuni valori di parametro senza un ampio consenso scientifico comporterebbe maggiori costi a carico di tutte le parti interessate responsabili dell’acqua potabile, a partire dai fornitori, che potrebbero trovarsi costretti ad applicare trattamenti aggiuntivi.

L’europarlamento non è neppure d’accordo rispetto all’introduzione, proposta dalla Commissione Ue, di valori relativi a nuovi parametri, come gli interferenti endocrini e le microplastiche. Per quanto riguarda gli interferenti endocrini, viene osservato che si tratta di valori basati su criteri ambientali e quindi non sono pertinenti in un testo sulla salute umana. Per quanto riguarda le microplastiche, si osserva che, nonostante il loro crescente interesse, la ricerca è solo allo stadio iniziale e quindi, in assenza di dati solidi e di un metodo di analisi convalidato dalla comunità scientifica, l’aggiunta di questo parametro non è ritenuta auspicabile. 

Quindi, in applicazione del principio di precauzione e secondo il modello della direttiva quadro sulle acque, l’europarlamento propone che alcuni parametri vengano sottoposti a controllo, senza fissare valori limite, al fine di contribuire al miglioramento delle conoscenze scientifiche e di anticipare la gestione degli inquinanti emergenti. Adesso inizieranno i negoziati tra Parlamento, Commissione e Consiglio dell’Ue, per raggiungere una posizione comune.

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  Beniamino Bonardi

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5 Commenti

  1. per carità, non sia mai che venga deciso uno scatto in avanti dal parlamento europeo in materia di aggiornamenti sui parametri delle sostanze contenute nelle acque potabili, in particolare per le microplastiche e per gli interferenti endocrini più in generale… ci si preoccupa delle spese a cui andrebbero incontro i fornitori e non degli effetti sulla salute dei consumatori. siamo alle solite: quali interessi vengono rappresentati dai nostri europarlamentari?

  2. “Quindi, in applicazione del principio di precauzione e secondo il modello della direttiva quadro sulle acque, l’europarlamento propone che alcuni parametri vengano sottoposti a controllo, senza fissare valori limite, al fine di contribuire al miglioramento delle conoscenze scientifiche e di anticipare la gestione degli inquinanti emergenti”.
    Ergo, in assenza di certezze scientifiche assolute stiamo a guardare cosa succede.
    Se questa è l’applicazione del principio di precauzione verso le microplastiche e gli interferenti endocrini, tanto vale smettere di rivendicarla, perché sembra maggiormente destinata agli aspetti economici dei gestori degli impianti, come sottolinea giustamente Luigi, piuttosto che alla salute degli europei.
    Incredibile sbilancio dei costi/benefici verso i costi/potenziali danni alla salute umana.

  3. Resto basita, il principio di precauzione non è certo quello che intendono e cioè non fissare limiti per alcuni parametri ma nel contempo tenerli sotto controllo … mi chiedo come?

  4. Mi spiegate cos’è il principio di precauzione? Vuol dire non fare delle cose (non mangiare, non bere, non utilizzare, ecc, ecc,) perché potrebbe essere pericoloso? Ma allora non dovremmo più andare in macchina, non dovremmo lavorare, non dovremmo fare nessuna attività, dovremmo metterci sotto una campana di vetro (ma infrangibile, vero?) e magari non respirare perché potrebbe essere pericoloso per ciò che con il respiro inaliamo nei polmoni? E’ ridicolo, non si basa su nessun principio scientifico, viene utilizzato solo per alcune cose e non per altre. Sarebbe meglio fare delle proposte serie, basate su ricerche fatte dalle varie organizzazioni, e prendere spunto da queste ricerche senza invocare un fantomatico principio di precauzione che risulta peggio della pasta del pane o della gelatina, che si può tirare in tutte le direzioni senza che si rompa e che ognuno adatta alle proprie esigenze

  5. Principio di precauzione:
    https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=LEGISSUM:l32042&from=IT

    Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) – garantire alimenti e mangimi sicuri nell’UE
    SINTESI DI:
    Regolamento (CE) n. 178/2002 – Principi e requisiti generali della legislazione alimentare, istituzione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare e indicazione di procedure nel campo della sicurezza alimentare:
    https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=LEGISSUM:f80501&from=IT