Bottiglie di plastica e lattine di Coca-Cola, Fanta, Sprite e Powerade

A due anni dalla prima inchiesta del BMJ, le nuove regole hanno stretto i criteri ma non hanno eliminato i rapporti tra alcuni membri del SACN e l’industria alimentare.

Nel Regno Unito quasi un terzo dei membri dello Scientific Advisory Committee on Nutrition (SACN), organismo governativo fondamentale per gli orientamenti di salute pubblica in campo alimentare, ha preoccupanti legami con aziende: lo stesso SACN classifica questi conflitti di interessi come “significativi”. E anche se la situazione sembra migliorata rispetto a due anni fa, permangono però criticità che, secondo alcuni esperti, richiederebbero misure molto più drastiche, fino a impedire l’ingresso nel comitato anche a chi abbia avuto in passato determinati rapporti finanziari con le aziende.

Non fa sconti a nessuno il British Medical Journal (BMJ), che in un articolo illustra la situazione attuale del SACN, dopo che nel 2024 un altro approfondimento aveva rilevato conflitti di interesse ancora più diffusi. La House of Lords aveva poi ripreso i risultati dell’inchiesta e, nel settembre 2025, il SACN aveva aggiornato il proprio codice di condotta. Sono passati due anni, qualche piccolo passo è stato fatto, ma molti ne restano da fare.

Ancora troppi conflitti di interessi

I membri del SACN sono 19, e se nel 2024 oltre la metà dei 17 membri allora in carica aveva rapporti con Big Food e non solo, nella rilevazione aggiornata sei, cioè circa un terzo, dichiarano interessi che il nuovo regolamento definisce “significativi” e che impedirebbero una nuova nomina o la riconferma. Tra le tipologie di tali interessi vi sono il possesso di azioni e la partecipazione ai board aziendali in qualità di esperto, nonché consulenze e finanziamenti di diverso tipo. Altri tre membri hanno rapporti considerati meno gravi, definiti rilevanti, tra i quali compaiono attività di consulenza per aziende più piccole o finanziamenti per specifici progetti di ricerca.

I rapporti con le multinazionali

Tra i rapporti attuali e pregressi emersi nelle due inchieste compaiono Danone, Nestlé, Alpro, Kellogg’s, Coca-Cola, PepsiCo, produttori di formule per lattanti, organizzazioni del settore lattiero-caseario olandese e danese, associazioni di produttori di carne come Meat Technology Ireland, e ancora Almond Board of California, Greggs, Mondelēz, Sainsbury’s e con organizzazioni finanziate da aziende, come la British Nutrition Foundation.

Barretta di cioccolato Milka Oreo 03.06.2022
Tra i conflitti di interessi passati e presenti del SACN figurano legami con Danone, Nestlé, Kellogg’s, Coca-Cola, PepsiCo, Mondelēz…

La criticità risulta evidente, dal momento che il SACN è chiamato a esprimere pareri su temi quali gli ultra processati, la vitamina D, l’alimentazione dei neonati e quella delle donne in allattamento, le proteine e i cereali integrali e così via, e che i suoi documenti contribuiscono a definire, tra l’altro, le politiche nazionali e le raccomandazioni del servizio sanitario.

Secondo le nuove regole varate nel settembre 2025, quei sei membri oggi non potrebbero entrare a far parte del SACN né ottenere una riconferma mantenendo gli stessi conflitti di interessi. Le norme non impongono però le dimissioni immediate a chi era già in carica: tutti i membri dovranno adeguarsi alla nuova policy entro due anni e, nel frattempo, il SACN esclude quelli con interessi significativi dalle discussioni pertinenti.

I conflitti di interessi minano la fiducia

Secondo alcuni commentatori intervistati dal BMJ, le norme dovrebbero essere estese anche a rapporti pregressi, anche se, come ha sottolineato Chris van Tulleken, professore di infezioni e salute globale all’University College London e autore del bestseller internazionale Cibi ultra processati, non ci sono accuse di comportamenti scorretti o di tentativi deliberati di influenzare le conclusioni del SACN. Tuttavia, i rapporti finanziari con un’azienda privata possono influenzare anche inconsapevolmente convinzioni e comportamenti e favorire esiti più favorevoli al finanziatore, come del resto dimostrano diversi studi svolti sull’argomento.

Oltre a questo rischio, i conflitti di interesse hanno una conseguenza drammatica e molto difficile da azzerare: minano alla base la fiducia nei pronunciamenti dei comitati, elemento assolutamente cruciale perché la popolazione accolga quei consigli. I comitati di quel genere devono essere del tutto indipendenti. Pertanto, sempre secondo l’esperto, nonostante gli sforzi per migliorare, apprezzabili, il SACN deve fare di più per garantire la propria indipendenza dalle aziende.

Situazioni dello stesso genere emergono anche in altri Paesi ogni volta che qualcuno va a controllare, vista la capacità di penetrazione e di lobbying di Big Food. Secondo Van Tulleken la conseguenza è sotto gli occhi di tutti: già nel 2024 lo scienziato aveva sottolineato che, nonostante due decenni di attività del SACN, il Regno Unito aveva registrato un forte aumento delle malattie legate all’alimentazione.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

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