Mentre i casi di epatite A segnalati in Campania continuano ad aumentare, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha emesso un’ordinanza, in vigore dal 19 marzo, per vietare la somministrazione e il consumo di frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici. Chiunque non rispetti rischia sanzioni fino a 20 mila euro. L’ordinanza invita inoltre cittadini e cittadine a non consumare molluschi bivalvi crudi nemmeno in casa.
I casi di epatite A in Campania
Dall’inizio dell’anno la Campania sta registrando un aumento anomalo dei casi di epatite A, un’infezione virale acuta del fegato causata principalmente dal consumo di acqua e cibo contaminato. La maggior parte delle persone colpite è residente nell’area di Napoli, ma anche altre province campane segnalano un numero crescente di casi. Come riporta Adnkronos, l’ospedale Cotugno di Napoli registra 73 ricoveri a marzo, con cinque pazienti in pronto soccorso, mentre a Caserta si contano più di 50 contagi, circa 25 in provincia di Salerno e una decina sia ad Avellino, che a Benevento.

In totale sono già più di 180 i casi segnalati, con un aumento di quasi 50 unità rispetto alla settimana precedente, quando è scattata l’allerta sanitaria. Inoltre, il numero di infezioni registrate è quasi 10 volte superiore rispetto i primi sei mesi del 2025, quando si erano verificati appena 20 casi in tutta la regione (dati dell’ultimo bollettino SEIEVA – Sistema epidemiologico integrato delle epatiti virali acute). Un dato confermato anche dal Dipartimento di Prevenzione della ASL Napoli 1 Centro che registra una diffusione dieci volte superiore alla media dell’ultimo decennio.
Un bollettino emesso dall’Istituto Superiore di Sanità nella giornata odierna mostra l’andamento in forte rialzo dei casi notificati di epatite A, con un picco massimo osservato a marzo, mese nel quale 160 persone hanno riportato l’esordio dei sintomi: in totale, in tutta Italia si contano più di 360, la metà dei quali nella sola Regione Campania. Secondo l’ISS, l’aumento delle infezioni osservato nel 2026 è sostenuto prevalentemente dal consumo di frutti di mare: 262 persone contagiate nel 2026 riportano questa esposizione, rispetto alle 43 nello stesso periodo del 2024.

Come ridurre i rischi
Per cercare di arginare la diffusione dell’infezione, la Regione Campania, oltre a potenziare i controlli sulla filiera agroalimentare, ha disposto una campagna straordinaria di vaccinazione contro il virus dell’epatite A. Particolare attenzione, poi, deve essere posta alle principali fonti di contagio, soprattutto i molluschi bivalvi, in questo caso.
Per prevenire l’infezione è opportuno infatti evitare il consumo di molluschi crudi o appena scottati (ne avevamo parlato già in questo articolo a proposito del consumo di molluschi crudi e dei rischi associati). I frutti di mare non sono l’unico veicolo di contagio: anche frutta e verdura fresca e frutti di bosco surgelati possono essere contaminati. Di seguito, un’infografica dell’ASL Napoli 1 Centro con tutti i consigli di igiene in cucina per ridurre il rischio di contagio.
© Riproduzione riservata Foto: Fotolia, AdobeStock Infografiche: Istituto Superiore di Sanità, ASL Napoli 1 Centro
Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.



