L'ingresso della mensa del Villaggio Olimpico di Milano, Olimpiadi Milano Cortina 2026 - Reuters

Nei villaggi olimpici si servono milioni di pasti ma i nomi delle società di ristorazione e dei marchi usati in cucina restano segreti. Tra sponsor in esclusiva e accordi di riservatezza spicca lo yogurt e il burro cinese

Se al primo posto nelle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 c’è l’entusiasmo per le medaglie vinte dall’Italia, al secondo c’è la soddisfazione degli atleti per la pizza, la pasta, le mozzarelline, i cannelloni, il tortino di cioccolato, la polenta e decine di altri piatti preparati dagli chef. Le società che gestiscono i ristoranti dei villaggi di Milano, Cortina e Predazzo sono almeno tre, sono state scelte con molta cura dagli organizzatori e i risultati si vedono. Purtroppo i nomi dei cuochi come pure quelli delle società sono top secret, come tutto ciò che ruota intorno al servizio di ristorazione delle Olimpiadi. Al punto che non ci sono segni o marchi  stampati su camici o grembiuli del personale di sala e cucina come è consuetudine. Accordi di riservatezza sono stati sottoscritti per cui nessuno parla e anche l’accesso alle sale mensa è pressoché impossibile.

Alcune testimonianze dal villaggio olimpico di Milano riferiscono di strutture di ottimo livello e di un servizio accurato che ruota intorno alla cucina. Non conosciamo i nomi di queste società di ristorazione, ma di  certo non si tratta né di Elior e nemmeno della società slovena Jezeršek, di cui si era parlato in un primo momento.

Self service del villaggio olimpico di Milano - Olimpiadi Milano Cortina 2026
Self service del villaggio olimpico di Milano

Solo partner

Abbiamo chiesto lumi sui fornitori e sui prodotti a Fondazione Milano Cortina 2026 che ha comunicato di non poter divulgare queste informazioni  limitandosi a ricordare i partner del settore Food & beverage: Coca-Cola, Corona Cero, Mengniu, Esselunga, Grana Padano, Herbalife, IDM Alto Adige, Prosecco Doc, Trentino Marketing e Valtellina Taste Of Emotion. La fondazione ha inoltre precisato che le delegazioni alloggiano nei tre Villaggi Olimpici principali di Milano, Cortina e Predazzo e in 11 hotel dislocati tra Bormio, Livigno ed Anterselva. Precisando che in  tutti questi luoghi la ristorazione i menu sono allineati, così da garantire uniformità. Insomma sapere cosa mangiano atleti, staff e accompagnatori nei è impossibile, l’unico dato riguarda il consumo di 3mila uova e 450 chilogrammi di pasta al giorno.

Top secret su Nutella e marmellate

Impossibile quindi sapere quale marmellata o crema alla nocciola utilizzano gli atleti sulle fette biscottate, quali sono gli yogurt preferiti, se ci sono biscotti nell’assortimento e così via. Sono notizie top secret, ci ripete l’organizzazione. La regola è molto semplice. Le aziende Official Partner hanno l’esclusiva commerciale all’interno delle aree ufficiali per le singole tipologie di prodotti. Nelle varie location (villaggi olimpici, aree hospitality, zone accreditate, punti ristoro interni) sono presenti quindi solo i prodotti dei partner escludendo i  concorrenti.

Se Grana Padano è partner nella categoria “formaggio stagionato DOP”, nelle aree ufficiali non è servito il Parmigiano Reggiano. Così pure le bibite a disposizione nel villaggio sono tutte quelle collegate a Coca-Cola e non altre. La birra senza alcol è solo Corona zero e non altre come Moretti zero o Heineken zero.

Distributore di bibite Coca-Cola all'interno di uno dei villaggi olimpici delle Olimpiadi Milano Cortina 2026
Coca-Cola ha disseminato distributori delle sue bibite in tutti i villaggi

In altre parole alle Olimpiadi devono circolare solo i nomi dei partner, tutto il resto non deve essere nominato. Attenzione però: questo non vuol dire che gli altri prodotti non ci siano, tutt’altro. Nei villaggi la gestione delle cucine è affidata a società di ristorazione incaricate dal Comitato Organizzatore che hanno piena autonomia nella scelta dei fornitori e degli ingredienti, tranne per i prodotti dei partner ufficiali che non possono avere concorrenti in cucina e fuori. Per le categorie merceologiche non coperte da accordi di sponsorship, le società di ristorazione possono scegliere liberamente fornitori e prodotti, nel rispetto degli standard qualitativi e nutrizionali stabiliti. Vediamo allora chi sono questi partner.

Coca-Cola monopolizza le bevande alle Olimpiadi

Gli atleti bevono solo bibite che fanno capo a Cola-Cola. L’assortimento non si limita alla classica lattina rossa, ma copre l’intero fabbisogno degli atleti. L’acqua minerale è Lurisia (brand acquisito da Coca-Cola) poi ci sono Fanta, Sprite e Fuze Tea. Per i succhi di frutta e gli smoothie il marchio è Innocent (anch’esso parte del gruppo Coca-Cola). Ovviamente sono presenti Powerade e l’acqua Smartwater, addizionata di sali minerali. Sebbene Coca-Cola possieda Costa Coffee, per l’edizione italiana è stata stretta una partnership con l’italiana Caffè Vergnano, che gestisce le aree hospitality ed è presente nei locali mensa con dei corner dedicati.

Nessuna informazione ufficiale sui prodotti utilizzati in cucina. Ma nel self service spiccano gelati Motta e yogurt Granarolo

L’acqua del rubinetto alle Olimpiadi?

Non è dato sapere, ma in sala dovrebbero esserci uno o più rubinetti, o comunque erogatori di acqua potabile, in linea con quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 18 del 23 febbraio 2023. Questo particolare è importante perché sono sempre di più le persone sensibili al tema della sostenibilità che si rifiutano di consumare acqua minerale in bottiglia, soprattutto in località di montagna dove l’acqua di rete dovrebbe essere ottima.

Lo yogurt ‘cinese’ fatto in Italia

La grossa sorpresa è la presenza come secondo sponsor delle Olimpiadi ambito alimentare di Mengniu, un colosso nel settore lattiero caseario cinese, considerato come la decima azienda al mondo. Non potendo inviare latte, formaggio e yogurt dalla Cina, Mengniu ha stipulato un accordo con l’azienda piemontese Inalpi che prepara con latte 100% italiano yogurt bianco intero delattosato e burro da 500 grammi per la cucina. I vasetti di yogurt ‘cinesi’ esposti nei banchi sono riconoscibili perché riportano il marchio Mengniu sulla confezione. La presenza cinese alle Olimpiadi si ferma qui e riguarda solo questi due prodotti presenti nel villaggio olimpico di Milano e nella China House (spazio ufficiale allestito dalla delegazione cinese per rappresentanza e promozione).

Esselunga, sponsor delle Olimpiadi

Il terzo sponsor importante delle Olimpiadi è Esselunga. Anche in questo caso la catena di supermercati si trincera dietro gli accordi di riservatezza, per cui non rivela il nome dei prodotti a marchio presenti nelle sale mensa. Difficile però negare la presenza dell’olio extravergine Esselunga 100% italiano, delle barrette energetiche e l’approvvigionamento quotidiano di pane.

Vari formati di pasta
Gli atleti consumano 450 kg di pasta italiana al giorno ma i marchi restano top secret

Nelle altre posizioni di sponsor troviamo Grana Padano, IDM Alto Adige, Prosecco Doc Valtellina Taste of Emotion e Trentino Marketing. Queste realtà sono presenti sulle tavole olimpiche con il formaggio grana, le mele IGP, lo speck, il pane Schüttelbrot e i vini del territorio. Valtellina ha i prodotti tipici della zona di Bormio e Livigno (come bresaola e pizzoccheri). Herbalife24 dovrebbe proporre agli atleti integratori, bevande ipotoniche, shake proteici e amminoacidi.

Gli spaghetti sono italiani

Ma gli spaghetti al pomodoro che piacciono tanto agli atleti sono firmati Barilla, La Molisana, Divella, Garofalo, Granoro? E il pomodoro è marchiato Mutti, Cirio, Pomì? La farina delle pizze? In cucina si usano solo prodotti di marca o ci sono anche private label? Su questo punto le bocche sono cucite. Nella realtà le società che gestiscono le cucine nei villaggi di Milano, Cortina e Predazzo e le altre location utilizzano i loro fornitori di fiducia.

Ognuna in piena autonomia ordina le materie prime, per cui non bisogna meravigliarsi se in sala c’è un enorme barattolo di Nutella con dispenser a pressione e nel self service si trova il gelato Motta, lo yogurt Granarolo bio e quello iperproteico insieme a budini vari o al formaggio Jocca. Nel vassoio condimenti c’è la salsa Tabasco, olio al peperoncino Olitalia… Questo è quanto si può vedere in sala, nelle cucine dove non siamo riuscite a entrare si trovano pasta pomodoro, formaggi di varie marche che però devono restare top secret.

Mengniu è il secondo partner delle olimpiadi e fornisce yogurt e burro preparato da Inalpi
Mengniu è il secondo partner del settore alimentare delle olimpiadi e fornisce yogurt e burro preparato da Inalpi

Trionfa la cucina

Alla fine possiamo dire che tutti i prodotti utilizzati per i pasti degli atleti, dello staff e degli accompagnatori sono italiani, ma i marchi restano top secret. Per questo il produttore delle mozzarelline che fanno impazzire gli atleti cosi come degli spaghetti che piacciono tanto sono destinati a restare sconosciuti. Abbiamo provato a chiedere ad aziende Barilla, Ferrero e Granarolo… notizie sui loro prodotti alle olimpiadi ma nessuno aveva informazioni.

In conclusione possiamo dire che i prodotti degli sponsor hanno grande visibilità in tv ma concretamente coprono una minima parte dei prodotti utilizzati in cucina. Tutti hanno pagato un sacco di soldi ma il loro contributo gastronomico è tutto sommato secondario. Trionfa invece la professionalità degli chef e degli  staff di cucina e la scelta di materie prime italiane con standard di qualità di eccellenza, imposte nei capitolati da Fondazione Milano Cortina 2026 alle società di ristorazione per preparare  3 milioni di pasti.

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