Donna tiene tra le mani cibo in un contenitore in plastica per asporto, takeaway o food delivery, con posate di plastica

L’ascesa degli agonisti del GLP-1 non riguarda solo la salute: nuovi mercati e prodotti alimentari nascono intorno ai farmaci anti-obesità

C’è chi dice che siamo entrati nell’era Ozempic, affermazione che rispecchia i dati sull’assunzione dei farmaci analoghi sintetici del GLP-1: tra il 2019 e il 2023, le prescrizioni di questi prodotti in persone senza il diabete sono aumentate di circa il 700%. Spesso salutati come la soluzione al peso di troppo, i vari Ozempic, Wegovy, Saxenda, Mounjaro, Zepbound – tutti farmaci che imitano il comportamento dell’ormone GLP-1 che regola la glicemia e l’appetito – nascondono dei lati oscuri, il primo dei quali è il modo stesso in cui viene concepita l’obesità.

Il sovrappeso e l’obesità sono infatti condizioni complesse, multifattoriali, legate a stili di vita poco sani, a un’alimentazione basata su cibi industriali, frutto di disuguaglianze sociali e aspetti urbanistici. Quando si affronta questa tematica è necessario ricordare che al giorno d’oggi l’obesità è sempre più spesso accompagnata dalla malnutrizione e dalla denutrizione, un apparente paradosso esacerbato dalla rapida espansione degli alimenti ultra processati nei Paesi a basso e medio reddito e dalle cosiddette “paludi alimentari” o “deserti alimentari”, cioè quelle aree urbane o rurali popolate da fast food o mini market ma prive di supermercati dove poter comprare frutta e verdura fresca. Eppure, al netto di queste consapevolezze, i farmaci dimagranti stanno avendo un gran successo che va oltre il settore della salute: il loro peso economico è così forte da determinare le tendenze di altri mercati.

Nestlé VitalPursuit
Nestlé ha lanciato una linea di piatti pronti per persone in terapia con gli agonisti del GLP-1

Il peso dell’Ozempic sull’economia danese

Per capire il ruolo giocato dai farmaci agonisti del GLP-1 sull’economia è sufficiente pensare al caso di Novo Nordisk, la multinazionale farmaceutica che produce i farmaci anti-diabete e anti-obesità Ozempic e Wegovy. Il suo impatto sulla crescita della Danimarca è stato sconcertante tanto da riuscire a influenzare i bilanci statali. Nel 2024, grazie alla spinta delle esportazioni farmaceutiche, l’economia danese è cresciuta del 3,7%.

Quest’ascesa si è arrestata lo scorso anno, quando a fine estate 2025 le previsioni di sviluppo sono passate dall’iniziale 3% all’1,4%. Il ridimensionamento della potenza trainante di Novo Nordisk è stato determinato soprattutto dalla crescente concorrenza negli USA e dall’accumulo di scorte del farmaco che ha rallentato la produzione. Sebbene si sia assistito a una frenata del peso economico dei farmaci agonisti del GLP-1, questi dati ci mostrano chiaramente il giro d’affari che hanno mosso e ci spiegano il motivo per cui sempre più realtà stanno cercando il loro risvolto positivo dal ‘fenomeno Ozempic’.

Herbalife GLP-1 Nutrition Companion
Herbalife propone dei kit di prodotti per soddisfare le esigenze delle persone utilizzatrici di farmaci agonisti del GLP-1

I prodotti GLP-1 friendly

Oltre alle case farmaceutiche, anche le aziende del settore food vogliono capitalizzare questo trend ed è così che negli ultimi anni sono apparsi sul mercato prodotti specifici per chi assume farmaci analoghi del GLP-1 per la perdita di peso. È questo, per esempio, il caso di Vital Pursuit, il marchio lanciato nel 2024 negli USA da Nestlé. Si tratta di pasti surgelati presentati in porzioni controllate ricchi di fibre e di proteine. L’obiettivo del nuovo brand è quello di “integrare le abitudini alimentari di milioni di americani a cui è stato prescritto un medicinale per la perdita di peso o che stanno attivamente lavorando per gestire il proprio peso”, uno scopo che trova la sua ragione nel fatto che nel 2023 negli USA a un adulto su 60 è stato prescritto un farmaco agonista del GLP-1.

Nel 2024, è apparsa anche una nuova linea di Herbalife pensata per soddisfare le esigenze delle persone utilizzatrici di farmaci agonisti del GLP-1. Anche Abbott, multinazionale che opera nel settore della salute, ha presentato nel 2024 il nuovo brand Protality, che comprende frullati ad alto contenuto proteico dedicati a chi sta cercando di perdere peso anche attraverso un percorso farmaceutico.

Abbott Protality
Anche Abbott si è lanciata nel mercato degli alimenti per chi è in cura con Ozempic & co

Integratori per “supportare” l’Ozempic

Oltre ai pasti pronti e ai vari shake, sugli scaffali dei supermercati e delle farmacie sono comparsi gli integratori “GLP-1 Support”, cioè prodotti a base di fibre, proteine e polifenoli che dovrebbero aiutare a gestire l’appetito. Sebbene non si tratti di terapie farmacologiche, queste soluzioni, che trovano nei social un’importante cassa di risonanza, portano con loro la stessa idea fallace dei farmaci analoghi del GLP-1: si soffermano sul sintomo senza agire sull’effetto. Se è vero che il sovrappeso e l’obesità sono spesso causati da una cattiva alimentazione, ciò su cui bisognerebbe insistere è l’accesso a un’alimentazione bilanciata, soprattutto perché la dieta mediterranea sembra essere quella che riesce meglio a stimolare la produzione intestinale dell’ormone GLP-1.

Il ruolo del marketing

Seppur per una grande parte di chi utilizza i farmaci agonisti del recettore GLP-1 non sia sufficiente adottare la dieta mediterranea per raggiungere i propri obiettivi, sorge spontaneo domandarsi quale sia il ruolo del marketing nel creare nuovi bisogni. È lecito, infatti, chiedersi perché dei pasti surgelati o dei frullati iper proteici dovrebbero essere migliori delle fibre provenienti dalla verdura e delle proteine nobili dei legumi. Ancora una volta, invece di concentrarsi sulla qualità del cibo e dell’ambiente che ci circonda nel tentativo di affrontare il problema alla sua radice, si preferisce sperare nel miracolo di una puntura o di un integratore.

Questa scelta non coinvolge però un cambiamento sistemico: se da una parte consegna la responsabilità all’individuo che rischia di sviluppare una dipendenza dai farmaci al fine di evitare di riprendere peso, dall’altra non incentiva quell’idea di educazione alimentare volta a ridurre in modo capillare le bevande zuccherate, il cibo spazzatura, le porzioni extralarge, il marketing aggressivo, le etichette incomprensibili.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

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