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lattugaL’acqua di un canale è stata identificata come una possibile origine dell’epidemia di Escherichia coli (E. coli) causata dalla lattuga romana coltivata in inverno nella regione di Yuma, in Arizona, che negli Usa ha colpito 210 persone in 36 Stati, con cinque morti, 96 ricoveri in ospedale, 27 dei quali per sindrome emolitica uremica, un tipo di insufficienza renale. Sei persone ammalate, con un ricovero in ospedale, sono state segnalate anche in Canada. L’epidemia è iniziata il 13 marzo e ora è stata dichiarata conclusa dalle autorità statunitensi, non essendo più in circolazione la lattuga romana coltivata nella regione di Yuma.

La Food and Drug Administration (FDA), i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e le autorità locali hanno analizzato campioni di acqua, suolo e letame di mucca nella zona interessata dalla coltivazione della lattuga romana sotto accusa e nell’acqua di un canale hanno identificato la presenza di E. coli 0157:H7 con la stessa impronta genetica del ceppo epidemico. 

Il commissario della FDA Scott Gottlieb ha detto che “c’è ancora molto lavoro da fare per determinare come e perché questo ceppo di E. coli O157:H7 sia entrato in questo specchio d’acqua e come ciò abbia portato alla contaminazione della lattuga romana in più coltivazioni”. Ora si teme che questa contaminazione ambientale possa compromettere la prossima semina di lattuga romana nello Yuma, il cui inizio è previsto in agosto.

I sintomi più frequenti dell’infezione provocata dal batterio E. coli sono forti crampi allo stomaco, vomito e diarrea sanguinolenta. La maggior parte delle persone migliora entro 5-7 giorni. Alcune infezioni sono molto lievi, ma altre sono gravi o addirittura pericolose per la vita. Quella appena conclusasi è l’epidemia di E. coli più grave dal 2006, quando la fonte d’infezione furono gli spinaci, con 238 persone colpite e cinque morti in diversi Stati Usa. Allora, però, all’origine dell’epidemia c’era una sola azienda produttrice, mentre questa volta la contaminazione è stata più diffusa e non sono ancora state identificate le coltivazioni coinvolte.

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