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Paghi la metà, se spegni il cellulare. L’iniziativa di un ristorante arabo in Israele per tornare al piacere del cibo e della conversazione

SONY DSCCi sono ristoranti che vietano l’uso del cellulare, altri che praticano sconti a chi lo spegne, ma nessuno era ancora arrivato a offrire il 50 per cento di sconto. Lo ha fatto Jawdat Ibrahim, proprietario di un ristorante in un villaggio arabo in Israele, simbolo di coesistenza, Abu Ghosh, a dieci chilometri da Gerusalemme.

Come riferisce l’Associated Press, dal momento del lancio dell’iniziativa, la scorsa settimana, il ristorante ha aumentato i propri clienti e praticamente tutti, tranne un membro di una troupe televisiva che ne aveva bisogno per lavoro, hanno spento i cellulari.

 

Secondo il proprietario, l’avvento degli smartphone ha ucciso la moderna esperienza culinaria e la sua speranza è che il generoso sconto riporti a un tempo più innocente, quando si andava al ristorante per conversare e apprezzare il cibo.

 

Beniamino Bonardi

©Riproduzione riservata

Foto: Photos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. Tempo fa ho letto un articolo di Daria Bignardi nel quale dice: A letto con un buon libro da leggere? E’ sempre più difficile, ai tempi dei telefonini che “cinguettano” (ovvero a causa di Twitter.) … se hai davanti un bel pomeriggio di convalescenza in cui potresti leggere senza essere assalito dalle “cose da fare” , con Twitter è più difficile trovare la concentrazione…
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    Noi tutte le sere leggiamo almeno per una mezz’ora, prima di dormire. Non è difficile. 😉
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    Forse sarebbe sufficiente spegnere il cellulare ad un certo punto della giornata oppure così come lo spegni al cinema ed a teatro ed in teoria al ristorante, perchè non spegnerlo quando leggi un libro, tanto più a letto, la sera?
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    Tempo fa eravamo fuori a pranzo ed al tavolo accanto a noi c’era una coppia con una bambina sui 9-10 anni che ha mollato lo smartphone solo per mangiare. Il padre ogni tanto controllava la posta e ad un certo punto anche la madre ha preso in mano il suo. Questa è vita familiare? E’ comunicazione?
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    P.S. A Milano c’è questo ristorante: refettoriomilano.it/

  2. Io trovo che tra “spegnere” e “non usare” ci sia differenza. Che ci sia un abuso che porta a casi surreali che racconta Paolo è vero, anche io sono stato testimone di situazioni simili. Trovo però che tenere acceso un cellulare per le emergenze non sia necessariamente sbagliato. O almeno, mi da tranquillità sapere che se qualcuno ha bisogno di me urgentemente per cose gravi o importanti mi possa contattare. E’ verissimo che quando i cellulari non c’erano il problema non si poneva…tuttavia il pensiero che una persona cara abbia bisogno di me e non mi possa contattare perchè sono al ristorante mi mette a disagio. Basta togliere la suoneria ed avere l’accortezza di uscire nel caso si dovesse rispondere.
    Una piccola considerazione sui libri non riferita a Paolo, ma in generale: premesso che ci sono anche altri modi per rendere costruttiva la mezz’ora prima di dormire (musica, dialogo con il partner…) se la lettura utilizzata è il libro del comico di turno, non trovo che necessariamente questo sia meglio della “twittata”…