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L`Inran è stato soppresso, lo ha deciso il governo Monti. Il Paese della "dieta mediterranea" rimane senza istituti di ricerca che si occupano di nutrizione

L’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) famoso nel mondo per avere promosso la dieta mediterranea, è stato soppresso. Le competenze saranno trasferite al Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA), un ente illustre, che in 35 anni di attività giornalistica dedicata prevalentemente ai temi alimentari non ho mai sentito il bisogno di consultare.

 

La notizia ha dell’incredibile, ma in un’Italia dove si aumentano i finanziamenti per le scuole private e si decurtano quelli per le università pubbliche, la soppressione dell’Inran non deve meravigliare. Ilfattoalimentare ha promosso due settimane fa una raccolta firme per salvare l’Inran. La petizione è stata sottoscritta da oltre 3500 persone. La notizia è stata rilanciata da diversi siti e giornali e ringrazio tutti  per l’attenzione.

 

Adesso i dubbi sono diventati certezze. L’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione è stato cancellato e mi chiedo chi aggiornerà le linee guida e chi deciderà i livelli di assunzione dei nutrienti per la popolazione italiana, utilizzati dalle aziende come riferimento per le etichette dei prodotti, per i menù scolastici…

 

Il paese della dieta mediterranea rimane così senza istituti di ricerca che si occupano di nutrizione. Purtroppo questa scelta è stata fatta seguendo logiche di lobby, per cui si sono stati salvati enti meglio collegati alla situazione politica e si è sacrificata una realtà senza appoggi che svolgeva un ruolo pubblico importante. Forse il presidente dell’Inran non è stato in grado di spiegare qual è il ruolo dell’Istituto, ma è anche vero che alle riunioni tenute hanno partecipato funzionari incapaci di comprendere il ruolo della ricerca nell’ambito della nutrizione. Chi ha partecipato alle poche riunioni presso il Ministero dell’Agricoltura in cui si è discusso del problema si è reso conto di avere di fronte persone molto ferrate sulle mucche e sulle sementi, ma poco disponibili a capire il ruolo decisivo del cibo e dell’alimentazione.

 

La decisione è pesante anche perché all’interno di altri Ministeri non esistono figure di riferimento in grado di portare avanti un discorso nutrizionale. I politici e i ministri che sbandierano in tutto il mondo il made in Italy, non si rendono conto che d’ora in poi dovranno muoversi senza un supporto scientifico. Insomma in futuro si vedrà forse qualche salsiccia e qualche formaggio in più, ma non ci sarà più chi spiegherà perchè il tutto va consumato con moderazione e intelligenza.

 

L’ultimo appunto riguarda l’Expo 2015 che ha come slogan “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”. Ammesso che si riesca a realizzare questo grande evento di cui tutti parlano, c’è da chiedersi come mai il Governo decide di cancellare l’unico istituto che forse doveva risiedere nel gruppo degli organizzatori.

 

Roberto La Pira

Foto: Photos.com

Aggiornamento 6 luglio 2012 ore 9:00

Il Presidente dell’Inran Mario Colombo questa mattina ci ha confermato la soppressione dell’ente di ricerca.

 

 

 

 

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8 Commenti

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    Da un governo di lobby cosa ci si poteva aspettare?! Di tutto wuesto dobbiamo ringraziare il nostro presidente Napolitano e i parlamentare che hanno venduto l’Italia e la loro dignità.

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    è vergognoso ma Monti perche non se torna a casa?? il problema siamo noi Italiano sempre pronti a lamentari per i soprusi subiti ma non siamo capaci di insorgere e allora non ci lamentiamo!!!! subiamo e tacciamo

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    Matteo De Felice

    Ma i dipendenti dell’INRAN dove confluiranno? E seconda domanda: perché parlate di aumento dei finanziamenti alle scuole private?

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    donata paduano

    Che vergogna!
    Laureata in Dietistica

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    INRAN: Presidente il prof. Colombo (Lega Nord, professore associato in Entomologia presso la facoltà di Agraria all’Universita’ degli studi di Milano,). Consiglio di Amministrazione composto da: Paolo Baccolo, Direttore Generale Direzione Generale Agricoltura Regione Lombardia; Amedeo Gerolimetto, (ex Consigliere regionale del Veneto Pdl); Emanuele Paratore ( professore ordinario di geografia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dellâ

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    Condivido in pieno quanto afferma Attilio, se i dati sono realmente questi, meglio sopprimere enti del genere, che sono esclusivamente riserve per politici trombati o aspiranti politici che con competenze totalmente fuori luogo rispetto all’oggetto dell’ente scientifico non hanno, al pari dei loro sponsor, la decenza di dire no!

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    massimo mazzarini

    Avendo collaborato sia come lavoratore sia come studente presso l’Inran, con relatori della portata della prof.Sa Perozzi, e del Prof. Quaglia, ritengo che la chiusura di un ente scientifico di tale portata scientifica, é la risultante del processo criminoso condotto contro ricerca e università che si sta perpetuando in questo paese, dove i tagli e le revisioni di spesa non colpiscono mai esercito e spese militari, ma sempre istruzione, ricerca e sanità. Confidiamo in un nuovo cammino politico in Italia a presto.

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    Ma le imprese alimentari che ad oggi continuano a pagare l’INRAN (come anche la SSICA) devono continuare a pagarla ??