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Lavare le verdure con gli ultrasuoni per eliminare i batteri dall’insalata: la proposta di alcuni ricercatori inglesi

insalata lavare acqua del rubinetto verduraNiente più trattamenti chimici per pulire le verdure a foglia prima di immetterle sul mercato. Piuttosto, una sonicazione (cioè un passaggio in un campo con ultrasuoni) in acqua, che assicura una perfetta sterilizzazione e allunga la shelf-life. È ambizioso l’obiettivo di una nuova tecnica di sterilizzazione messa a punto dai ricercatori dell’Università di Southampton, nel Regno Unito, descritta in uno studio pubblicato su Ultrasound in Medicine & Biology. Perché il metodo si propone di sostituire quelli impiegati attualmente, che non riescono a garantire un’eliminazione dei patogeni soddisfacente e, al tempo stesso,  aumentano la selezione di ceppi resistenti.

L’idea dei ricercatori inglesi, invece, è stata far passare direttamente sulle foglie correnti d’acqua percorse da ultrasuoni, che formano minuscole bollicine. Il campo di ultrasuoni crea echi sulla superficie delle verdure, e questo permette alle bolle e alle onde sonore di arrivare fino nelle più piccole nervature, che di solito non sono raggiunte dai metodi tradizionali di lavaggio. Inoltre il campo sonoro provoca un’increspatura molto rapida delle pareti delle bolle, e trasforma così ognuna di esse, proprio per la rugosità acquisita, in una microscopica macchina per il lavaggio. La superficie increspata della bolla, inoltre, fa sì che nell’acqua attorno a essa si originino forti correnti, perfette per spazzare via i microorganismi. I batteri, i biofilm che essi producono e le bolle stesse vengono quindi trascinati via, lasciando la pulita foglia pulita e priva di residui.

Un gruppo di ricercatori ha sperimentato l’uso degli ultrasuoni per lavare la verdura a foglia ed eliminare più efficacemente i microrganismi patogeni

Gli esperimenti sono stati effettuati su foglie di spinaci sottoposte a questo trattamento per due minuti e 40 secondi. Dopo sei giorni, la carica batterica presente era bassissima, e molto inferiore a quella rilevata su foglie lavate con acqua corrente per lo stesso tempo. In più, dal momento che gli ultrasuoni non danneggiano le foglie, gli spinaci trattati per due minuti avevano un aspetto decisamente migliore rispetto a quelli di controllo. Infine, si è anche visto che non è sufficiente un trattamento per 40 secondi, ma servono due minuti per ottenere effetti significativi sulla shelf-life.

Gli autori si augurano che questo tipo di tecnologia possa essere presto adottata dai produttori industriali di verdure a foglia larga, anche perché negli inverni 2018 e 2019 ci sono state, solo negli Stati Uniti e in Canada, alcune epidemie di infezioni da Escherichia coli veicolate da insalate non sterilizzate che hanno provocato diversi decessi, a riprova dell’insufficienza dei metodi attualmente più utilizzati. Inoltre gli ultrasuoni permettono di non ricorrere a sostanze inquinanti o comunque pericolose per l’uomo e per l’ambiente.

© Riproduzione riservata Foto: stock.adobe.com

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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3 Commenti

  1. Avatar

    Si facessero ricerche più utili… Per il lavaggio delle verdure un po’ di bicarbonato basta e avanza. C è chi utilizza anche l argilla, io no..

    • Avatar

      @Gina
      No, mi spiace ma non ci sono prove sul fatto che l’argilla assorba i pesticidi né che disinfetti in qualche modo, c’è piuttosto il rischio che otturi gli scarichi perchè è insolubile in acqua (si compone di silicati, quarzo, feldspati e altri minerali tutti non solubili).

      Lo stesso per il bicarbonato, non è affatto un disinfettante, come non lo sono aceto o limone perché hanno un’azione troppo debole, sono solo leggende metropolitane che continuano a diffondersi ma non hanno alcun valore.

      Aggiungere bicarbonato o argilla all’acqua di lavaggio delle verdure ha come sola conseguenza di dover sprecare più acqua per lavarle.

  2. Avatar

    Interessante… esistono già da tempo in commercio piccoli apparecchi domestici per la pulizia ad ultrasuoni di monili e gioielli, sarebbe interessante sapere che intensità occorre raggiungere durante quei 2 primi e 40 secondi per ottenere l’effetto rilevato sulle verdure, e se gli attuali pulitori domestici potrebbero essere adattati allo scopo.

    Sarebbe un ottimo modo anche per risparmiare acqua, che altrimenti nel lavaggio domestico dev’essere corrente, e senza dover aggiungere disinfettanti come l’amuchina (eccetto sia in corso una vera infezione da microorganismi sicuramente patogeni).