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Esposizione al caramello: l’EFSA rivede le stime. Tutto bene, fatta eccezione per i bambini e alcune categorie di adulti

efsa meeting, assembleaA chiusura del 2012, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha riveduto le stime già effettuate sull’esposizione dei consumatori a tre coloranti caramello – E 150a, E 150c, E 150d – utilizzati in numerosi alimenti e bevande. Gli esperti del panel additivi (ANS) sono partiti analizzando nuovi dati sui consumi alimentari europei e sull’impiego di questi coloranti in alimenti e bevande. Al termine del 2012 hanno concluso che l’esposizione dei consumatori è notevolmente inferiore rispetto a quella valutata nel 2011.

 

Una buona notizia, non c’è dubbio. Nella maggior parte dei casi l’esposizione ai tre coloranti caramello è risultata ben al di sotto della dose giornaliera ammissibile (DGA), stabilita dagli esperti dell’EFSA nel 2011. Tuttavia per i bambini della prima infanzia e adulti abituati a assumere prodotti con molto caramello l’esposizione potrebbe superare le DGA per il caramello E 150c.

 

 

cognacRicordiamo che questi  coloranti sono aggiunti a numerosi alimenti per intensificarne il colore bruno: bevande aromatizzate analcoliche (dalle cole al chinotto), dolciumi, cereali per la prima colazione, minestre, condimenti (dall’aceto balsamico alla salsa di soia) e bevande alcoliche (come birra, sidro, cognac e whisky).

Questi coloranti sono, inoltre, miscele complesse di composti derivanti da un trattamento termico dei carboidrati suddivisi in quattro classi: E 150a, E 150b, E 150c, E 150d. a seconda del reagente utilizzato per la loro produzione (ammoniaca e/o solfito o nessun reagente).

 

Sono innocui? Non tutti.

bambina gelato cioccolato L’E 150d, il colorante caramello solfito-ammoniacale, è un possibile cancerogeno secondo uno studio pubblicato nell’aprile 2011 da Lancet Oncology. La ricerca, condotta dallo Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha classificato il 4-MEI, un residuo del processo di produzione dell’E150d, tra le 249 sostanze potenzialmente cancerogene per l’uomo, cioè nel cosiddetto gruppo 2B.

 

Anche l’E 150c a certe dosi non è affatto innocuo: il panel di esperti dell’EFSA nutre dei dubbi sui possibili effetti provocati sul sistema immunitario da uno dei suoi costituenti: il 2-acetil4-tetraidrossibutilimmidazolo (THI).

 

Le stime rivedute dall’EFSA a chiusura del 2012 sono rassicuranti, con un’eccezione per l’E 150c: i bambini nella prima infanzia e gli adulti con elevati livelli di consumo facilmente superano la quantità di E150c ritenuta sicura e priva di rischi apprezzabili per la salute.

Le principali fonti di esposizione di questo particolare colorante sono i prodotti da forno, gelati, ghiaccioli per i bambini e le bevande alcoliche per gli adulti. Una ragione in più per limitare il consumo di dolciumi e alcol.

 

 

Anissia Becerra

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