I caratteri minuscoli sul retro delle confezioni svelano la presenza di additivi critici anche nei prodotti percepiti come salutari.
I coloranti e gli additivi alimentari suscitano spesso dubbi nei consumatori, divisi tra la ricerca di prodotti naturali e una certa difficoltà a riconoscerli tra gli scaffali. Di recente abbiamo ricevuto due lettere su questo tema che cerchiamo di approfondire insieme. Sugli scaffali troviamo prodotti con diciture e confezioni accattivanti che riportano sul retro la composizione con caratteri tipografici meno visibili. Saper leggere le etichette diventa così l’unico strumento per fare scelte consapevoli, soprattutto quando in famiglia ci sono bambini e ragazzi.
La prima lettera
Buongiorno, l’altro giorno al supermercato la mia attenzione è ricaduta su un prodotto, credo nuovo, della San Benedetto: Avena fragola. Mi ha subito interessato perché apprezzo molto le bevande vegetali e mi piace scegliere alimenti sani anche tra quelli industriali. Sul fronte della confezione c’era anche un bel “bollone” con scritto “gusto e nutrizione”. Leggendo però sul retro della confezione ho notato che tra gli ingredienti c’è un colorante critico, l’E129. È uno di quelli che può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini (e infatti il prodotto riporta sul retro l’avvertimento specifico previsto dalla normativa).

Visto che si tratta di un prodotto che punta al “benessere” o comunque pensato per le persone attente all’alimentazione e che magari ne danno un po’ anche ai propri bambini, mi chiedo che necessità ci sia di usare questo ingrediente. Oltre al fatto che nel 2026 esistono moltissimi coloranti di origine vegetale totalmente sicuri. Inoltre poco importa il colore della bevanda ai consumatori che quando la acquistano non lo possono vedere visto che la bottiglia non è trasparente. Vi mando le foto in allegato. Franco
La seconda lettera
Vi scrivo perché pochi giorni fa mi è successa una cosa che mi ha fatto riflettere parecchio e vorrei condividerla con altri genitori che vi leggono. Durante la festa di compleanno di mio figlio, stavo versando da bere ai ragazzi e, per puro caso, l’occhio mi è caduto sulle scritte in caratteri minuscoli presenti sul retro di una bottiglia di bibita gassata molto nota (un ginger analcolico). Proprio sotto l’elenco degli ingredienti, ho letto questa frase: «Può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini». Ammetto che sulle prime sono rimasto spiazzato. Come è possibile che una bevanda venduta tranquillamente al supermercato, spesso posizionata vicino ai succhi di frutta e consumata durante feste e aperitivi in famiglia, porti con sé un’avvertenza del genere?
Sento spesso parlare di alimentazione sana a scuola o di merendine, ma quasi mai ci soffermiamo su cosa c’è nei bicchieri dei nostri figli. Spero che pubblicare questa mia lettera aiuti altri genitori a girare le bottiglie e a leggere attentamente le etichette prima di portarle a tavola. Andrea

Coloranti “critici”
Le due segnalazioni toccano un tema centrale per la trasparenza alimentare e dimostrano un paradosso sempre più frequente sugli scaffali: la presenza di additivi con avvertenze di rischio sia in prodotti edonistici come i ginger gassati, sia in referenze che si presentano con claim salutistici legati al benessere e alla nutrizione.
La dicitura “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini” è un obbligo di legge stabilito dal Regolamento CE n. 1333/2008. Deve essere inserita quando un alimento contiene uno dei sei coloranti artificiali presi in esame dallo studio dell’Università di Southampton per la Food Standards Agency britannica, tra cui figura proprio il Rosso Allura (E129) (ne avevamo parlato in questo articolo). La ricerca ha evidenziato come queste molecole sintetiche possano stimolare iperattività e deficit di attenzione nei più piccoli. L’Unione Europea, applicando il principio di precauzione, ha deciso di consentirne l’uso ma imponendo questa chiara avvertenza in etichetta.
Il cortocircuito del marketing
Come giustamente nota Franco, il vero nodo critico è di tipo commerciale e produttivo. Oggi gran parte dell’industria alimentare ha progressivamente eliminato i coloranti di sintesi sostituendoli con concentrati vegetali naturali (carota nera, barbabietola, cartamo, ravanello). Continuare a utilizzare additivi come l’E129 in bevande a base di avena o d’altro tipo — facendo leva su bollini di “nutrizione e benessere” in etichetta — appare un cortocircuito formulativo, che delude proprio i consumatori più attenti.
L’impatto sui bambini
Ricordiamo che, come sottolineato sia dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) sia dall’agenzia francese ANSES, il corpo dei bambini non è quello di un adulto. A parità di bicchiere consumato, un bambino di circa 20 kg assorbe una concentrazione di additivi fino a 4 volte superiore rispetto a un adulto. Se a questi coloranti si sommano gli zuccheri semplici presenti in molte bibite, l’impatto su attenzione, iperattività e qualità del sonno nella fascia sotto i 12-14 anni diventa rilevante.
A rendere il quadro ancora più preoccupante è la diffusione esponenziale degli energy drink tra i preadolescenti, che assumono così bombe di caffeina e zuccheri mescolate a coloranti sintetici con avviso di rischio sull’attenzione.
Di seguito, una panoramica di alcuni prodotti analizzati suddivisi per categoria, con l’indicazione della presenza o assenza dei coloranti di sintesi soggetti all’avvertenza obbligatoria per i bambini.

L’alternativa possibile
Molti grandi marchi negli ultimi anni hanno riformulato i propri prodotti sostituendo i coloranti di sintesi con estratti vegetali naturali (come il concentrato di carota, ravanello o cartamo), proprio per evitare l’obbligo di stampare una frase così penalizzante.
Per un’alimentazione consapevole, il consiglio principale è abituarsi a controllare sempre la lista degli ingredienti: se compaiono le sigle di questi coloranti di sintesi o la relativa frase di avvertimento, è consigliabile orientarsi su bevande che impiegano estratti vegetali naturali o che non contengono affatto additivi cromatici. Va inoltre ricordato che, al di là della presenza di coloranti, prodotti come i ginger e le bibite gassate presentano quantità elevate di zuccheri semplici, un fattore che di per sé ne impone un consumo molto limitato nella dieta dei bambini.
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