Home / Sicurezza Alimentare / Come arginare l’antibiotico-resistenza? Meno antibiotici nelle aziende agricole: le regole Ue

Come arginare l’antibiotico-resistenza? Meno antibiotici nelle aziende agricole: le regole Ue

antibiotico-resistenzaLimitare l’uso di antibiotici nelle aziende agricole. Circoscrivere l’uso profilattico. Ricorrere al trattamento di gruppo solo quando non si può evitare. Riservare alcuni antibiotici per esclusivo uso umano. Sono queste le strategie individuate dall’Unione europea per arginare il grave fenomeno mondiale dell’antibiotico-resistenza. Il Parlamento comunitario ha approvato l’accordo con 583 voti favorevoli, 16 contrari e 20 astensioni. Il provvedimento nasce dalla consapevolezza che “se non si fa nulla, la resistenza antimicrobica può causare entro il 2050 più morti del cancro”. Sono le parole di Karin Kadenbach, relatrice del piano d’azione “One Health”, ai parlamentari europei.

La nuova legislazione stabilisce che “i farmaci veterinari non devono in nessun caso servire a migliorare le prestazioni o compensare la scarsa cura dell’animale”. Si limita l’uso profilattico, ossia quando non sono presenti segni clinici di infezione, che in ogni caso va applicato a singoli animali e non a gruppi. Il trattamento di numerosi animali contemporaneamente quando si manifesta un’infezione e inizia quindi un’epidemia deve essere prescritto obbligatoriamente da un veterinario che abbia valutato attentamente la situazione.

La Commissione europea ha ora la facoltà di selezionare quali antibiotici riservare esclusivamente al trattamento degli esseri umani. Disporre di un armamentario terapeutico ‘riservato’ può consentire di curare infezioni eventualmente trasmesse all’uomo da animali, utilizzando una molecola a cui l’agente infettivo non sia diventato resistente. Inoltre sono previsti incentivi per gli enti o le aziende farmaceutiche che investiranno nella ricerca di nuovi principi attivi antimicrobici. I prodotti alimentari importati, infine, devono essere conformi alle norme comunitarie.

“Si tratta di un importante passo avanti per la salute pubblica” afferma la relatrice Françoise Grossetête. “Al di là degli agricoltori o dei proprietari di animali, l’uso di medicinali veterinari riguarda tutti noi, perché ha un impatto diretto sul nostro ambiente e sul nostro cibo; in breve, sulla nostra salute. Grazie a questa legge, saremo in grado di ridurre il consumo di antibiotici negli allevamenti, un’importante fonte di resistenza. L’antibiotico-resistenza è una vera spada di Damocle, che minaccia di rimandare il nostro sistema sanitario al Medioevo”.

antibioticoresistenza
I batteri divenuti resistenti a un antibiotico in qualsiasi ambiente, circolano ovunque e possono infettare sia l’uomo sia gli animali.

 

© Riproduzione riservata

Se sei arrivato fino a qui...

...sei una delle 40 mila persone che ogni giorno leggono senza limitazioni le nostre notizie perché diamo a tutti l'accesso gratuito. Il Fatto Alimentare, a differenza di altri siti, è un quotidiano online indipendente. Questo significa non avere un editore, non essere legati a lobby o partiti politici e avere inserzionisti pubblicitari che non interferiscono la nostra linea editoriale. Per questo possiamo scrivere articoli favorevoli alla tassa sulle bibite zuccherate, contrastare l'esagerato consumo di acqua in bottiglia, riportare le allerta alimentari e segnalare le pubblicità ingannevoli.

Tutto ciò è possibile anche grazie alle donazioni dei lettori. Sostieni Il Fatto Alimentare basta anche un euro.

  Elena Mattioli

Elena Mattioli

Guarda qui

Simple white cake with glaze on a gray background.

Biossido di titanio, uno studio mette in dubbio le ragioni del divieto francese. Ma spuntano finanziamenti dell’industria…

La decisione del governo francese di vietare il biossido di titanio (noto anche come E171) da …

Un commento

  1. Avatar

    Vera prima tappa molto importante per contrastare l’antibiotico-resistenza originata dagli allevamenti industrializzati di animali.
    Ora serve un piano di operatività verso gli unici ed esclusivi responsabili e controllori della corretta applicazione della direttiva comunitaria che seguirà alla decisione: i veterinari sia istituzionali sia professionisti, che dovranno essere responsabili per competenza e controllo di cosa si somministra negli allevamenti.