La moda dei cibi fortificati tra gli adolescenti non ha basi scientifiche ed espone a rischi per la salute
Tra le tante mode diffuse attraverso i social tra i più giovani ce n’è una che non ha alcun fondamento scientifico e che può portare rischi per la salute: quella dell’assunzione di integratori e cibi fortificati per aumentare l’apporto di proteine. Nei paesi ad alto reddito, infatti, i bambini e gli adolescenti non hanno affatto bisogno di rinforzare la propria dieta, se questa è bilanciata e prevede alimenti quali la carne, il pesce, i formaggi, le uova, i legumi e le verdure.
Eppure, dopo gli adulti, sulla spinta di un marketing sempre più aggressivo e con la complicità delle aziende, che riempiono gli scaffali dei supermercati di alimenti con più proteine (non solo pensando a chi assume farmaci anti obesità della famiglia dell’Ozempic, che può aver bisogno di un supporto in tal senso), anche i ragazzini cercano di consumare barrette, bevande, farine e altri prodotti proteici, e raccontano sui social i benefici che ne trarrebbero. Per ricordare soprattutto ai genitori quanto sia infondata l’idea che più proteine significhi una crescita migliore, il sito della BBC ha chiesto un commento ad alcuni esperti, che hanno sottolineato gli aspetti fondamentali delle proteine e del fabbisogno in base all’età.
Quantità variabili
Le proteine sono i mattoni fondamentali della vita: la stragrande maggioranza delle molecole che permettono a un organismo di funzionare è di natura proteica. Sono composte da unità fondamentali chiamate aminoacidi, alcuni dei quali non possono essere prodotti dall’organismo e sono quindi assunti attraverso il cibo. Il fabbisogno giornaliero è variabile, a seconda del momento e della condizione fisica. Per un adulto, si aggira attorno a 0,75 grammi per chilo di peso corporeo al giorno, equivalenti a circa 25-30 grammi di proteine per pasto (una regola grossolana ma relativamente esatta recita: quante ne contiene il palmo di una mano). I ragazzi possono avere necessità di assumerne di più, soprattutto se praticano un’attività sportiva intensa, arrivando a due grammi, ma ciò non significa che debbano assumerne in forma di integratore. Bastano aggiustamenti alla dieta.
Per quanto riguarda le ragazze, poi, i nutrienti a cui fare attenzione sono il ferro e il calcio, e concentrarsi troppo sulle proteine può voler dire trascurare questa necessità reale, dovuta sia al ciclo mestruale che al fatto che è fondamentale ottenere una densità ossea adeguata. In generale, pur tenendo conto della rapida crescita dei tessuti tipica dell’adolescenza, una dieta equilibrata fornisce tutto ciò che occorre anche a un organismo in sviluppo.

Il lato oscuro
Gli integratori proteici in forma di barrette, polveri e frullati, oltre a essere inutili, possono avere effetti collaterali quali diarrea, flatulenza, nausea e crampi.
Va ricordato poi che le proteine non si comportano come altre sostanze idrosolubili che, se in eccesso, vengono escrete con le urine, ma si accumulano e richiedono un sovraccarico di lavoro che può diventare pericoloso a reni e fegato: per questo nessuno, a nessuna età, dovrebbe eccedere.
In nessun paese, inoltre, gli integratori o gli alimenti fortificati sono soggetti a regole particolarmente restrittive, e non è inusuale che si scoprano al loro interno additivi nascosti, a volte stimolanti e quasi sempre zuccheri, coloranti, conservanti e altre sostanze non sempre dichiarate. Le diciture sulle confezioni, inoltre, non sempre rispecchiano effetti dimostrati: spesso si tratta solo di marketing che fa leva su ciò che può coinvolgere i ragazzi.
Gli integratori, inoltre, possono prendere il posto di altri alimenti integrali o che comunque contengono elevate quantità di sali di cui i ragazzi hanno bisogni quali zinco, calcio e magnesio, sottraendoli alla dieta: un altro fatto negativo.
Infine, in caso di patologie concomitanti possono interferire con i farmaci o essere all’origine di danni cui non è facile pensare, in prima battuta.
In definitiva, permettere ai figli di assumere integratori proteici è una pessima idea, che oltretutto comporta costi non indifferenti. Decisamente meglio concentrarsi su ciò che si offre loro a tavola.
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Giornalista scientifica


