Secondo Altroconsumo, i rincari dipendono soprattutto dall’aumento dei costi di produzione. Per alcuni gelati conta anche la shrinkflation.
I gelati confezionati costano sempre di più. Secondo un’analisi di Altroconsumo, negli ultimi cinque anni i prezzi medi sono aumentati del 39,6%, superando la crescita dell’inflazione alimentare nello stesso periodo. La fase più critica è stata tra il 2022 e il 2023, quando, secondo i dati Istat, i prezzi sono saliti rispettivamente del 13% e del 16% rispetto all’anno precedente.
Alla base dei rincari ci sono soprattutto l’aumento dei costi di produzione, a partire dall’energia e da materie prime come il cacao. In alcuni casi, però, i produttori hanno adottato anche un’altra strategia: ridurre la grammatura mantenendo un prezzo simile o addirittura più elevato. È il fenomeno della shrinkflation (o sgrammatura, per dirlo in italiano), che contribuisce ad aumentare ulteriormente il costo effettivo del prodotto.
I gelati diventati più piccoli
Tra i prodotti che hanno ridotto il formato ci sono alcuni gelati molto noti. Il Magnum Classic di Algida, per esempio, è passato da 79 a 75 grammi, la Coppa del Nonno da 72 a 65 grammi e il Maxibon da 102 a 96 grammi (questi ultimi sono entrambi prodotti da Nestlé). Ovviamente la riduzione della grammatura fa crescere il prezzo effettivo del prodotto: rispetto a cinque anni fa, per acquistare un Magnum Classic si spende il 26% in più a porzione, per un Maxibon il 43% in più e per una Coppa del Nonno il 25% in più. Se si guarda il prezzo al chilo, l’aumento è ancora più evidente: +53% per Maxibon, +38% per Coppa del Nonno e +32% per Magnum Classic.
La sgrammatura non sembra avere nemmeno vantaggi nutrizionali: le calorie per porzione sono rimaste uguali o sono diminuite solo leggermente, mentre grassi totali e grassi saturi risultano spesso sostanzialmente invariati rispetto al 2021, quando non addirittura aumentati. Ciò è dovuto alla sostituzione del burro con grasso di cocco, un ingrediente meno costoso, ma con più grassi saturi.
La shrinkflation non vale per tutti
Il fenomeno della shrinkflation riguarda però solo una parte dei prodotti analizzati da Altrosonsumo. Molti gelati sono rincarati pur mantenendo lo stesso peso, con aumenti che vanno dall’11% al chilo degli Stecchi Ricoperti Valsoia al 75% del Nuii Ice Cream Adventure. Anche tra prodotti simili le differenze sono rilevanti. Il Cono Esselunga è aumentato del 20% al chilo e quello Coop del 27%, mentre il Cinque Stelle Sammontana ha registrato un rincaro del 43% e il Cornetto Algida di quasi il 60%. Tra gli stecchi ricoperti, sempre a parità di formato, gli aumenti vanno dall’11% di Valsoia al 35% di Conad, dal 41% dei Gruvi Sammontana al 50% di Eurospin, fino al 75% di Nuii.
Attenzione ai formati
A complicare il confronto ci sono anche confezioni dello stesso prodotto con porzioni diverse. È il caso del Cornetto Algida: esiste una confezione da sei cornetti da 75 grammi ciascuno (13,32 euro al chilo) e una da otto cornetti da 60 grammi (14,50 euro al chilo). Per questo è sempre consigliabile non fermarsi al prezzo della confezione, ma controllare sempre il prezzo al chilo, la grammatura e il numero di porzioni.
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