L’infezione si estende a Roma e provincia: 50 casi nella Capitale e 120 in tutta la regione. Il virus legato al consumo di molluschi provenienti dalla Campania. Autorità: “Situazione sotto controllo”, ma aumentano i contagi.
Dopo i casi registrati di cozze contaminate in Campania nelle scorse settimane, l’epatite A si estende anche al Lazio. Secondo i dati diffusi oggi dalla Regione, sono 120 i contagi complessivi, di cui 50 concentrati a Roma (nelle Asl Rm1 e Rm2). Altri 24 casi sono stati segnalati in provincia di Latina, distribuiti in diversi comuni tra cui Aprilia, Fondi, Formia, Latina e Terracina. Il primo episodio nel Lazio risale al 20 febbraio.
Le cozze contaminate
L’origine dei contagi sembra ormai delineata: il virus HAV è associato al consumo di frutti di mare, in particolare cozze contaminate. Secondo le prime ricostruzioni, si tratterebbe di una partita proveniente dalla Campania, dove già a gennaio erano stati registrati i primi casi. Sono in corso verifiche per identificare e ritirare tutti i lotti coinvolti, mentre si cerca di ricostruire la filiera di distribuzione.

“Situazione sotto controllo”, ma i casi aumentano
La Regione Lazio invita alla cautela, ma esclude un’emergenza.«La situazione è monitorata e i casi circoscritti», fanno sapere dagli uffici regionali. Anche il presidente Francesco Rocca ribadisce:«Non è una situazione di emergenza, ma va monitorata con attenzione» Le strutture sanitarie, insieme ai NAS, sono impegnate nel contenimento della diffusione. Tuttavia, i dati nazionali raccontano un quadro più ampio. Secondo il bollettino della sorveglianza Seieva, Lazio, Campania e Puglia sono tra le regioni con il maggiore aumento dei casi.
Cozze: problema ricorrente
In Campania, dove il focolaio è partito, le autorità si sono attivate già da giorni. Il Comune di Napoli e la Regione hanno intensificato i controlli, mentre l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM) ha potenziato i laboratori e rafforzato la sorveglianza sulla filiera dei molluschi, con attività anche nei giorni festivi. L’episodio riporta l’attenzione su un rischio noto: i molluschi bivalvi, come cozze e vongole, possono accumulare virus e batteri se allevati o raccolti in acque contaminate. Per questo motivo è fondamentale acquistare prodotti.
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giornalista redazione Il Fatto Alimentare


