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Dalla Francia arrivano nuovi sviluppi sulle morti sospette di due neonati nello scandalo del latte artificiale contaminato da cereulide.

Dalla Francia arrivano aggiornamenti sulle morti sospette di due neonati avvenute nel pieno dello scandalo del latte in polvere contaminato da cereulide, una tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus (ne avevamo parlato in questo articolo). Nel primo caso le analisi avrebbero individuato “un tasso radicalmente anomalo di tossina” nel lotto coinvolto, nell’altro invece non sembrano esserci collegamenti con l’allerta cereulide, che tra dicembre e gennaio è stata al centro delle cronache di tutta Europa con centinaia di prodotti, tra latte in polvere e liquido, richiamati da Nestlé, Danone, Lactalis e altre aziende.

Le indagini sulle morti sospette

Una prima neonata era deceduta il 23 dicembre ad Angers dopo aver consumato del latte formula Guigoz, marchio di Nestlé, appartenente a uno dei lotti richiamati dalla multinazionale svizzera. Come riporta France Info, secondo quanto comunicato il 6 marzo scorso dai legali della famiglia, le analisi condotte sul lotto in questione avrebbero rivelato la presenza di un tasso elevato della tossina. Resta ancora da confermare se il latte in polvere contaminato sia effettivamente la causa della morte, ma alla luce di questi risultati l’ipotesi si fa più concreta.

Barattolo di latte in polvere per neonati o formula di proseguimento; concept: latte crescita, latte artificiale
Le analisi condotte sul lotto di latte artificiale consumato da una neonata morta ad Angers avrebbero rivelato la presenza di un tasso elevato di cereulide

Anche il secondo neonato coinvolto, deceduto nella zona di Bordeaux all’inizio di gennaio, aveva consumato latte artificiale a marchio Guigoz. Tuttavia, in questo caso la morte non sembra essere collegata al prodotto. Lo ha annunciato la procura di Bordeaux, che aveva disposto le indagini sulla morte del bambino. Le analisi sul prodotto condotte dall’ANSES in Francia e da un laboratorio in Belgio infatti non hanno evidenziato la presenza di cereulide nel prodotto. Ora le indagini medico-legali proseguiranno per stabilire la causa del decesso.

Lo scandalo cereulide nel latte artificiale

L’allerta per il latte in polvere contaminato è iniziata lo scorso dicembre, quando Nestlé ha cominciato a richiamare alcuni lotti in diversi Paesi per una possibile contaminazione microbiologica. Lo scandalo, tuttavia, è scoppiato solo all’inizio di gennaio, quando il numero di prodotti richiamati è esploso ed è stata resa nota la natura della contaminazione e la sua origine: un olio ricco di acido arachidonico importato dalla Cina. L’allerta si è poi estesa anche al latte artificiale prodotto da altre aziende, come Danone e Granarolo, coinvolgendo centinaia di prodotti venduti in decine di Paesi. Secondo un rapporto di EFSA ed ECDC, sette Paesi europei hanno segnalato almeno 150 casi di gastroenterite nei neonati potenzialmente causati dal consumo del latte contaminato.

Per consultare la lista di tutti i prodotti e i marchi di latte artificiale richiamati in Italia, clicca qui.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

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