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Sport drink sotto accusa: possono danneggiare i denti e favorire il sovrappeso se non usati correttamente. I risultati di uno studio dei dentisti inglesi

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Soltanto chi fa svolge un’attività sportiva molto intensa dovrebbe consumarli

Irresponsabile”, così la British Dental Association ha definito il comportamento dei produttori di sport drink, dopo la pubblicazione di uno studio dell’Università di Cardiff sul British Dental Journal. L’accusa  rivolta alle aziende è di pubblicizzare e vendere bibite a ragazzi che non hanno bisogno e ne traggono quindi solo danni per i denti e per l’eccesso di calorie. Gli sport drink sono ricchi di zuccheri e hanno un pH basso, che favorisce la carie, tanto da essere consigliati, teoricamente, solo a chi fa svolge un’attività sportiva molto intensa, perché in quel caso i danni vengono controbilanciati dai benefici. Per le altre persone –  tuonano i dentisti inglesi – sono più che sufficienti acqua e latte.

Nello studio che ha scatenato la reazione degli specialisti, sono stati selezionati 160 ragazzi di quattro scuole del Galles del sud di età compresa tra i 12 e i 14 anni. A  tutti sono state poste diverse domande sulle  abitudini di consumo in relazione alle bevande. Il risultato è stato abbastanza sorprendente: l’89% beveva o aveva bevuto sport drink, e il 68% lo faceva regolarmente, cioè da una a sette volte alla settimana. L’elemento che ha disorientato  i ricercatori è che quasi nessuno dei ragazzi e neppure iloro genitori aveva la percezione che quelle bibite  potessero costituire un fattore di rischio per i denti e dare una bella spinta alla bilancia. Secondo la metà degli intervistati erano solo bevande come altre da bere in compagnia.

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Il 68% dei ragazzi intervistati beve regolarmente gli sport drink

La rilevazione ha fatto emergere alcuni elementi chiave sui quali occorrerebbe intervenire. Otto ragazzi su dieci bevono sport drink perché li trovavano in molti negozi, compresi quelli vicini a scuola, e perché hanno un prezzo accessibile. Da qui la richiesta, fatta dall’associazione dei dentisti, di vietarne la vendita negli shop e nei supermercati localizzati in prossimità di scuole e luoghi di ritrovo dei giovani, e di evitare sconti e prezzi troppo bassi. Il 90% degli intervistati ha dichiarato di apprezzare gli sport drink per il gusto dolce, e solo il 18% sa che si dovrebbero bere soltanto dopo un’attività sportiva di grande sforzo. Anche in questo caso, si potrebbe pensare di modificarne il gusto rendendolo meno attraente per i più giovani.

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Gli sport drink sono ricchi di zuccheri e hanno un pH basso, che favorisce la carie

Pronta la reazione dei produttori, riuniti nella British Soft Drinks Association, che hanno ricordato di aver deciso, nello scorso mese di gennaio, di evitare ogni pubblicità diretta ai ragazzi con meno di 16 anni, compresa quella su internet, e di avere in progetto ulteriori restrizioni per la vendita nei  pressi delle scuole. Le aziende si sono difese ricordando che sulle confezioni è sempre posta la dicitura “da consumare con moderazione”. Altrettanto rapida e secca la replica dell’associazione dei dentisti, che attraverso Russ Ladwa, il presidente, ha detto: “Stiamo vedendo da tempo un aumento di carie e altre malattie dentali, soprattutto a carico dello smalto, in alcune categorie di atleti come i giocatori di football e in generale di persone che fanno con regolarità sport faticosi. Aggiungere queste bevande a quelle che i ragazzi consumano per divertimento costituisce un pericolo e i  genitori devono essere consapevoli, così come lo deve essere il governo, preposto alla tutela della salute dei cittadini. Raramente gli sport drink fanno bene, e possono costituire un pericolo per la salute orale e non solo”.

Gli autori dello studio fatto notare che c’è grande confusione  tra energy e sport drink, anche se dal punto di vista della salute,le diversità non sono così marcate. Entrambe le bevande sono da sconsigliare alla stregua dei soft drink.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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