Scaffali pieni di bottiglie di acqua minerale in un supermercati italiano

I consumi hanno raggiunto il record mondiale di 16,1 miliardi di litri, pari a 273 litri pro capite. Oltre 700 mila camion. Un impatto ambientale che pochi mettono in discussione.

In Italia, ogni anno oltre 700 mila camion trasportano da un angolo all’altro della penisola acqua minerale. Si tratta di 16,1 miliardi di litri, pari a un consumo di 273 litri a testa, a cui bisogna aggiungere 2 miliardi esportati. Sono numeri che fanno venire i brividi. Quando ne parli con amici e conoscenti e snoccioli i dati restano increduli. Si tratta di un record mondiale che solo l’associazione dei produttori sbandiera sottolineando con soddisfazione la costante crescita (+4%) e un fatturato di 3,5 miliardi di euro.

Beverfood, che ha diffuso i dati, definisce l’acqua minerale il prodotto più consumato — e forse più amato — dagli italiani. Una chiave di lettura drammatica visto che rapportando i consumi alla popolazione, siamo il Paese che imbottiglia e trasporta più acqua di tutti al mondo. Tutto ciò ha un impatto ambientale enorme, fatto di plastica, vetro, pallet, film da imballaggio, camion e milioni di chilometri percorsi. Tutto questo per un bene che, potrebbe essere sostituito dall’acqua del rubinetto: controllata, potabile, disponibile e infinitamente più economica.

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Secondo i dati di Beverfood, gli italiani consumano 273 litri di acqua minerale a testa ogni anno

L’impatto dell’acqua minerale

In Italia si discute giustamente di ridurre gli imballaggi, tagliare le emissioni e limitare i trasporti inutili. Poi però continuiamo a far viaggiare miliardi di litri d’acqua da una regione all’altra: Ferrarelle, Uliveto, San Pellegrino, Levissima, San Benedetto, Rocchetta e molte altre marche attraversano ogni giorno il Paese per arrivare sugli scaffali dei supermercati, nei bar e nei ristoranti. In molti casi le bottiglie possono percorrere fino a 1.500 chilometri per arrivare a destinazione.

I conti sono presto fatti. Se l’Italia dimezzasse il consumo di acqua minerale, il risparmio climatico sarebbe nell’ordine di 2-2,5 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente l’anno. Per dare un’idea della dimensione, è una quantità paragonabile alle emissioni annue di 1,2-1,5 milioni di automobili italiane: quasi due volte il parco auto registrato nel Comune di Milano. Lo stesso risparmio corrisponde, con tutte le cautele del caso, alle emissioni di oltre un milione di passeggeri su un volo Milano-New York andata e ritorno.

Il peso economico

Se l’impatto ambientale dei TIR e della CO2​ non bastasse, c’è un risvolto economico che rasenta l’assurdo. Comprare l’acqua in bottiglia ci costa mediamente 100 euro all’anno a persona. Non considerando il prezzo pagato per l’acqua bevuta al bar o servita al ristorante o in pizzeria che ammonta a 2,3 miliardi di litri. La stessa quantità (273 litri), attinta comodamente dal rubinetto di casa, costa complessivamente meno di un euro all’anno. Per una famiglia di quattro persone, il passaggio dalle bottiglie alla rete idrica si traduce in un risparmio netto e immediato di 400 euro all’anno (escluso ristoranti, pizzerie, bar…) in contanti, a cui si somma di non dover più trasportare tonnellate di fardelli su per le scale. Questa volta la buona notizia è che per risparmiare non serve una nuova tecnologia verde, basterebbe smettere di fare viaggiare l’acqua quando arriva già in casa.

© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock, Depositphotos

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