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Usa, fallisce l’autoregolamentazione sugli spot alimentari rivolti ai bambini che nell’84% dei casi pubblicizzano prodotti ricchi di grassi e zuccheri

bambini colazione succo
Negli USA il 95% degli spot pubblicitari di prodotti alimentari nei programmi per bambini propone cibi ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sodio

Il valore nutrizionale degli alimenti e delle bevande pubblicizzate negli Stati Uniti nei programmi televisivi per bambini è peggiore rispetto a quello dei prodotti presentati negli altri programmi. Una ricerca della University of Illinois a Chicago, pubblicata dalla rivista Childhood Obesity, ha esaminato dal 2009 per la prima volta gli spot nei programmi per bambini con uno share di audience di almeno il 35%. La conclusione fa riflettere visto che gli spot alimentari visti dai piccoli di età compresa tra due e undici anni, reclamizzano nel 95% dei casi prodotti ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sodio. La percentuale scende all’84% nelle trasmissioni seguite anche dagli adulti.

 

Questa constatazione evidenzia l’inefficacia dell’autoregolamentazione, iniziata nel 2006 con la Children’s Food and Beverage Advertising Initiative, sostenuta da sedici aziende alimentari. Analoghi impegni sull’autodisciplina sono stati assunti in Canada e nell’Unione Europea. Le pubblicità dirette ai piccoli provengono in poco meno della metà dei casi da aziende impegnate a rispettare l’autoregolamentazione. Tra queste il 97% degli spot reclamizza alimenti e bevande malsani, anche se nel loro assortimento esistono molti prodotti che rispettano le linee guida nutrizionali federali, raccomandate dall’Interagency Working Group on Food Marketed to Children.

Beniamino Bonardi

Foto: Photos.com

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  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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