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In Gran Bretagna l’industria alimentare taglia il sale, ma in ospedale abbondano sodio e grassi saturi

L’industria alimentare spesso è accusata di ogni nefandezza, e le si attribuisce la maggiora responsabililtà per l’epidemia di obesità che colpisce i paesi ricchi e che sta dilagando anche n quelli in via di sviluppo.

Ma una ricerca condotta in Gran Bretagna ha scoperto che proprio là dove si predica meglio sull’alimentazione e la salute, si razzola maluccio: negli ospedali.

E stavolta il problema non è nelle qualità organolettiche – nel linguaggio comune il “menù ospedaliero” indica pasti sciapi e monotoni – , ma proprio nel contenuto nutrizionale.

Così, mentre l’industria alimentare inglese sta compiendo sforzi per migliorare le ricette e ridurre il sale nei cibi, i pasti degli ospedali destinati ai ragazzini contengono quantità di sodio e di grassi saturi che eccedono gli standard stabiliti nelle linee guida per l’alimentazione scolastica.

La ricerca è stata effettuata da Consensus Action on Salt and Health (CASH) and Sustain, un gruppo di specialisti che sta operando sull’industria e le istituzioni per richiamare l’attenzione degli effetti negativi del sale sulla salute, e conseguenti azioni che portino alla riduzione del contenuto di sodio nei cibi industriali e casalinghi.

I menu di 451 ospedali sono stati esaminati per controllare i livelli di sodio e grassi saturi nei pasti serviti ai bambini. I risultati hanno mostrato che un cibo su tre in tutti i menù sarebbe considerato “rosso” secondo il sistema di etichettatura a semaforo della Food Standards Agency’s.

Pur sottolineando l’importanza che i bambini trovino del cibo gradevole quando sono costretti a stare in ospedale, resta il fatto che una porzione di pizza servita in ospedale contiene quasi il doppio del sale (2,43 g contro 1,35 g) di quella delle mense scolastiche, e una porzione di lasagne ha rivelato un quantitativo di sale 6 volte maggiore rispetto a una stessa porzione servita in una mensa scolastica (3,2 g contro 0,57g).

«Con tutte le conoscenze che abbiamo in merito al rischio nei bambini di sviluppare ipertensione e malattie metaboliche correlate alla dieta, come l’obesità, è essenziale fare in modo che il loro consumo di sodio e grassi saturi sia il più basso possibile, pur mantenendo l’appetibilità degli alimenti», ha sottolineato Graham MacGregor del Wolfson Institute of Preventive Medicine e presidente di Cash. «E mentre sono stati fatti notevoli passi avanti nei menù scolastici, è incredibile che non ci sia altrettanta attenzione nei pasti serviti ai bambini che sono ricoverati in ospedale».

Mariateresa Truncellito

Foto: photos.com

 © Il Fatto Alimentare 2010 – Riproduzione riservata

  Redazione Il Fatto Alimentare

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