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Suore contro McDonald’s: “Basta antibiotici adesso”. Le religiose in missione per conto dei consumatori

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Le suore Benedettine di Boerne sono azioniste di McDonald’s

Forse, laddove le autorità sanitarie e la comunità scientifica hanno avuto finora scarso successo, riusciranno le suore Benedettine di Boerne, in Texas, che hanno investito i loro denari anche in azioni di McDonald’s e, in quanto investitrici, sono titolate a dire la loro. Come riferisce la Reuters, le religiose lo stanno facendo con forza: non vogliono più carne di animali trattati con antibiotici. E non si accontentano dell’ultimo impegno preso dall’azienda nello scorso mese di marzo, e cioè quello di usare solo polli antibiotic-free entro due anni, ma chiedono che la catena cambi atteggiamento in tempi molto rapidi e in misura assai più radicale. In caso contrario le sorelle la boicotteranno, così come faranno con tutti coloro che si ostineranno a proporre carne con antibiotici. Le suore hanno infatti affermato di non capire la lentezza e soprattutto il doppio standard: se si dice basta ai polli, si deve dire basta anche ai manzi, ai maiali e in genere a tutta la carne con antibiotici, al fine di preservare la salute umana e limitare la diffusione dei batteri superresistenti.

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Le suore sono pronte al boicottaggio

Negli Stati Uniti l’impiego di antibiotici negli animali da allevamento anche a fini non terapeutici è legale, ma nel tempo questo ha generato abusi preoccupanti, se è vero che, come dicono stime ufficiali, oltre il 70% degli antibiotici utilizzati nell’uomo viene oggi impiegato negli allevamenti, col risultati che i farmaci riescono sempre meno a curare le infezioni.

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I farmaci riescono sempre meno a curare le infezioni

Da qui l’impegno delle religiose, che rappresentano anche un gruppo di consumatori di categoria, la Interfaith Center on Corporate Responsibility, dedicato appunto al controllo di ciò che viene venduto ai consumatori e alle relative azioni di lobbying; altri gruppi aderenti al comitato stanno muovendosi nella stessa direzione, ed è probabile che ottengano dei risultati. Anche perché, come si legge nel rapporto Chain Reaction, stilato dai gruppi (laici) di consumatori Friends of the Earth, NRDC, FACT, Consumers Union, Keep Antibiotics Working e Center for Food Safety negli stessi giorni, la diffusione della carne agli antibiotici continua a essere pervasiva. Nel rapporto alcuni tra i marchi principali, tra i quali Subway, Starbucks, KFC e Domino’s Pizza, sono stati catalogati con la lettera che definisce il peggio, da questo punto di vista, la “F”, e solo pochissimi, più piccoli, hanno la “A”, che premia chi ha una chiara politica di riduzione degli antibiotici, monitorata e portata avanti con ritmi serrati. McDonald’s ha invece una “C”, relativa appunto all’iniziativa sui polli, che dovrebbe essere portata a termine entro il 2017.

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La resistenza dei batteri agli antibiotici è in aumento

Ma è evidente che non basta, e che il processo è troppo lento. Anche perché, come dimostra un ulteriore rapporto di questi giorni, stilato dal National Center for Heath Statistics dei CDC, oltre un ragazzino americano su tre (il 34,3%, nella fascia di età compresa tra i 12 e i 19 anni) mangia almeno una volta al giorno in un fast food o in una catena che vende pizza, tutti i giorni dell’anno. Non solo: circa il 12% dei ragazzi trae il 40% delle proprie calorie giornaliere dalle stesse fonti, e non a caso il 17% di loro (pari a quasi 13 milioni di giovani) è obeso.

È chiaro che se tutti assumono carne trattata con gli antibiotici, la resistenza non potrà che continuare ad aumentare, facendo salire tanto il numero delle persone infettate con germi che non rispondono a niente (già oggi più di 2 milioni) quanto i relativi decessi (23.000 all’anno). Per questo le suore, insieme a molti altri religiosi, hanno deciso di andare in missione per conto dei consumatori.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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3 Commenti

  1. Grandissime!!

  2. molto lodevole l’iniziativa delle suore, ma rimango molto critico e seriamente preoccupato nei confronti del sistema di allevamento che prevede ormoni della crescita in nord America (proibiti in Europa) e mangimi OGM dappertutto (anche in Italia)…

  3. Quanto sarebbe meglio se non si allevassero animali per alimentazione. Non esisterebbe il problema antibiotici e se ne guadagnerebbe in salute.
    Quanto alle suore che investono nella McDonalds, potrebbero dare i loro soldi a chi ha bisogno e investire nella provvidenza.