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La pesca eccessiva deve finire: il WWF chiede firme per una petizione al Parlamento UE. Italia maglia nera

«Vogliamo più pesci perché vogliamo un mare bello e sano. E lo vogliamo ORA! Un mare senza pesci è un mare morto». È lo slogan con cui il WWF raccoglie firme in vista della presentazione di una lettera al Presidente del Parlamento europeo e ai suoi membri.

Come già anticipato dal Fattoalimentare.it, ha ora inizio a Bruxelles il dibattito sulla riforma della politica Ue sulla pesca. La commissaria europea per gli Affari marittimi e per la Pesca Maria Damanaki ha proposto un intervento deciso: i pescherecci nei mari europei sono troppi e catturano quantità eccessive di pesci, rispetto alla loro capacità di riprodursi. Si è innescato «un circolo vizioso che è urgente interrompere».

Il Parlamento ha espresso favore verso la riforma proposta mentre alcuni Stati membri, Francia e Spagna in primis, hanno subito obiettato. L’Italia a sua volta – con i suoi 13.638 pescherecci registrati (il 16,1% del totale europeo per numerosità, il 10,1% per tonnellaggio) – ha la maglia nera per la pesca a strascico, al primo posto in Europa.

Ma così non si può proprio andare avanti. «Se non si attua una riforma, soltanto 8 stock su 136 avranno ancora un livello sostenibile nel 2022, ha dichiarato Maria Damanaki in un’intervista alla Gazzetta economia. In altre parole, se non realizziamo cambiamenti strutturali al nostro modo di gestire le attività di pesca, perderemo uno stock dietro l’altro».1

Il Wwf interviene con un messaggio chiaro, che si basa tra l’altro proprio sugli studi e le dichiarazioni della Commissione: la pesca eccessiva ha consumato gli stock ittici in Europa e nel mondo. Di pesce, ormai ce n’è poco. E sono i pescatori, oltre a noi, a dirlo. Si pescano più pesci di quanti ne nascono. Specie simbolo come il tonno rosso del Mediterraneo o il baccalà dell’Atlantico sono stati enormemente sfruttati per decenni.

I cittadini europei hanno diritto di esprimere la volontà di cambiare rotta. Ecco il testo della lettera che il WWF propone di sottoscrivere e spedire:


«Al Presidente e membri del Parlamento Europeo
. A un ritmo insostenibile, abbiamo sfruttato il mare ed i suoi abitanti.
Tutti abbiamo delle responsabilità. Non c’è più pesce e le comunità di pescatori stanno lottando per sopravvivere. Abbiamo bisogno di una riforma ambiziosa e radicale della Politica della Pesca Europea. 
Vi chiediamo:

– che la pesca venga gestita in maniera coerente, costante e con prospettive di lungo termine, a livello di bacino, per consentire agli stock di ricostituirsi;

– che un insieme di regole condivise consentano ai pescatori di prendere ciò che è ragionevole, scientificamente deciso, e soprattutto quando è necessario;

– di applicare questi stessi principi a tutti i pescherecci europei ovunque essi operino nel mondo.

 

Dario Dongo

foto: Photos.com

 

Per maggiori informazioni:

(1) La Gazzetta economia, 29.7.11, servizio dal titolo “La UE getta le reti e riforma la pesca”, a cura di Oreste Barletta

(2) WWF, la petizione per porre fine alla pesca eccessiva, su http://wwf.it/client/render.aspx?content=0&root=7050

 

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