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Spreco alimentare: Starbucks e Tesco donano le eccedenze alimentari in USA e Gran Bretagna

Starbucks
La pià importante caffetteria Usa decide di donare il cibo invenduto agli indigenti

Dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna due colossi del settore alimentare, Starbucks e Tesco, decidono di impegnare tutti i propri punti vendita nella donazione delle eccedenze alimentari a favore degli indigenti.

Il leader delle caffetterie Starbucks ha annunciato che entro cinque anni i 7.600 negozi statunitensi doneranno alle organizzazioni di beneficenza tutto il cibo invenduto. Questo significa cinque milioni di pasti nel primo anno, che diventeranno cinquanta milioni nel 2021. Il progetto di Starbucks, denominato FoodShare, inizialmente verrà realizzato attraverso la collaborazione con l’associazione Food Donation Connection e poi con una nuova partnership con Feeding America. Sinora Starbucks aveva riservato alla donazione per gli indigenti solo i  prodotti di pasticceria invenduti, mentre ora saranno donati anche i cibi freschi, ritirati dai negozi da camion dotati di impianto di refrigerazione.

Tesco
Tesco produce 30.000 tonnellate di rifiuti l’anno ancora commestibili: 70 milioni di pasti

In Gran Bretagna, la principale catena di supermercati, Tesco, ha annunciato che, dopo una sperimentazione in cento negozi irlandesi e in 14 punti di vendita britannici, entro la fine dell’anno tutti gli 800 grandi supermercati del Regno Unito doneranno a  cinquemila organizzazioni di beneficienza il cibo invenduto, affinché sia distribuito alle persone indigenti. Entro la fine del prossimo anno l’iniziativa sarà estesa a  tutti i punti di vendita Tesco, in collaborazione con l’organizzazione Fare Share, che gestisce una piattaforma online per mettere in collegamento i supermercati con le organizzazioni di beneficenza locali. Tesco produce 55.400 tonnellate di rifiuti alimentari l’anno, di cui circa 30.000 sono ancora commestibili ed equivalgono a circa 70 milioni di pasti.

 

  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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Un commento

  1. Scarso Stefano

    Sono d’accordo, personalmente consumo solo olio extravergine d’oliva e sono entusiasta di far parte di questa campagna contro l’olio di palma. Ce la faremo