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Soda tax: in California si registra un drastico calo dei consumi di bibite zuccherate. Il ruolo fondamentale dell’informazione

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La soda tax introdotta a Berkeley, in California, nel 2015, continua a fornire spunti di riflessione e a mostrare quanto questo tipo di decisioni possa essere positivo, anche in modi non del tutto scontati. Secondo uno studio pubblicato dai ricercatori dell’università locale su Economic Inquiry, le vendite di bibite dolci hanno iniziato a diminuire drasticamente anche prima dell’entrata in vigore della normativa. Il motivo è a ricercare nel grande dibattito pubblico che ha coinvolto tutta la popolazione e ha fatto aumentare la consapevolezza sui danni associati a un consumo regolare di bevande gassate e zuccherate.

La discussione era iniziata già nel luglio del 2014, attraverso manifesti, trasmissioni radiotelevisive, volantini e così via, perché i cittadini sarebbero stati chiamati a esprimersi tramite un referendum nel novembre dello stesso anno: le campagne delle aziende, di segno opposto, erano costate nel complesso oltre tre milioni di dollari.

Com’è noto hanno vinto i favorevoli alla soda tax, entrata ufficialmente in vigore – con il nome di Measure D – nel marzo del 2015. Ma le vendite hanno iniziato a mostrare segni di cambiamento già all’inizio di quell’anno. Analizzando i dati dei ristoranti dell’università su base mensile, dal gennaio del 2014 al dicembre del 2016, gli autori hanno visto che le vendite di soda sono diminuite di una percentuale che va dal 18 al 36% . Il calo più vistoso (in media tra il 10 e il 20%) si è verificato nei tre mesi precedenti l’avvio vero e proprio della tassazione, cioè tra novembre 2014 e febbraio 2015; nell’intera città (cioè nei negozi e ristoranti al di fuori del circuito del campus) la diminuzione è stata del 10%.

Anche se non si può sapere se i negozi abbiano iniziato ad alzare i prezzi anche prima dell’entrata in vigore della tassa, comportamento che potrebbe aver avuto una sua influenza, secondo gli autori questo andamento evidenzia il ruolo delle informazioni e delle campagne di educazione, anche perché in altre città californiane dove sono presenti altri campus come Davis, sparsi per tutta la California, non si è visto niente del genere. Discutere e informare serve, e forse bisognerebbe farlo sempre, e non solo quando ci si divide su una tassa.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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