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Greenpeace contro la plastica di Nestlé: bliz degli attivisti alla fabbrica di imbottigliamento San Pellegrino. La replica dell’azienda

La lotta alla plastica non si arresta. Ieri alcuni attivisti di Greenpeace hanno manifestato davanti alla fabbrica di imbottigliamento di Nestlé/San Pellegrino a Ruspino (Bergamo).
Sugli striscioni srotolati ai cancelli d’ingresso si legge: “Nestlé, Basta Plastica Usa e Getta”, mentre l’altro raffigura il “Plastic Monster”, il mostro simbolico del danno che la produzione indiscriminata di plastica produce al Pianeta. Durante il bliz alcuni militanti si sono incatenati davanti allo stabilimento, altri hanno posizionato dei bidoni etichettati con il famoso brand di acqua San Pellegrino”.

L’associazione ha più volte denunciato l’emergenza plastica, evidenziando le criticità del riciclo e puntando il dito contro le grandi aziende del settore degli alimenti e delle bevande, coinvolti anche loro nell’inquinamento marino. La scorsa estate Greenpeace aveva avviato un’attività di raccolta e catalogazione dei rifiuti in sette spiagge Italiane. I risultati non lasciano scampo alle multinazionali: l’80 per cento circa degli imballaggi e dei contenitori in plastica ritrovati (che è stato possibile identificare) erano firmati: Coca-Cola, San Benedetto, Ferrero, Nestlé, Haribo e Unilever.

Greenpeace«Mentre i mari soffocano – dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia– Nestlé continua a fare enormi profitti inondando il mercato globale con grandi quantitativi di plastica usa e getta. Lo scorso anno la multinazionale sosteneva di prendere sul serio il problema e, invece, ha prodotto 1,7 milioni di tonnellate di plastica, il 13 per cento in più rispetto al 2017. Di fronte a questi dati non possiamo fidarci delle promesse di Nestlé che, da irresponsabile, produce ogni anno sempre più imballaggi e contenitori in plastica usati per pochi secondi ma che inquinano il Pianeta per secoli».

Quest’iniziativa si inserisce nell’ambito di una più ampia protesta che l’associazione  porta avanti insieme ad altre organizzazioni della coalizione Break Free From Plastic, in diversi siti produttivi di Nestlé in Slovenia, Kenya, Germania e Filippine. Nei mesi scorsi Greenpeace ha anche lanciato una petizione, che ha raccolto più di tre milioni di firme in tutto il mondo. L’appello chiedeva ai grandi marchi di pubblicare dati chiari su quanta plastica immettono sul mercato ogni anno e di proporre piani d’azione concreti, per ridurre la produzione di plastica e investire in sistemi di consegna alternativi.

Aggiornamento del 17 aprile 2019. Pubblichiamo di seguito il comunicato che ci ha inviato Nestlé.

Nestlé, sorpresa dell’iniziativa di Greenpeace: a Ruspino il vetro raggiunge il 90%. Molto forti i nostri impegni per ridurre i rifiuti legati alla plastica. Ridurre l’inquinamento da plastica, specialmente negli oceani è una priorità per Nestlé. Prendiamo questa responsabilità seriamente e supportiamo tutti gli sforzi per aumentare la consapevolezza e trovare soluzioni, abbiamo già comunicato questo nostro impegno a Greenpeace. “Siamo quindi sorpresi per questa iniziativa visto che nello stabilimento di Ruspino il 90% del peso degli imballaggi è costituito da bottiglie in vetro a cui si aggiunge una piccola percentuale di PET che è una plastica riciclabile al 100% e di alluminio per  la produzione di soft drink, anche questo riciclabile al 100%.” ha detto  Manuela Kron direttore comunicazione del Gruppo Nestlé in Italia. Lo scorso anno, Nestlé ha annunciato nuove azioni per accelerare il raggiungimento dell’obiettivo del 100% del suo packaging riciclabile o riutilizzabile entro il 2025.

Nestlé Waters ha inoltre dato vita al consorzio NaturALL Bottle Alliance per realizzare e lanciare su scala commerciale una bottiglia al 100% di origine bio.

Il tema della protezione dell’ambiente è fondamentale e solo gli sforzi comuni di tutti gli attori coinvolti, dalle Istituzioni ai Cittadini passando per il mondo produttivo potranno portare a soluzioni sostenibili ed implementabili.

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  Valeria Nardi

Valeria Nardi
Giornalista

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2 Commenti

  1. “il 90% del peso degli imballaggi è costituito da bottiglie in vetro” mi sembra fuorviante, perché non dicono in termini assoluti il numero di bottiglie di plastica utilizzate rispetto a quelle di vetro.
    una bottiglia di vetro può pesare anche 10 voltre il peso di una di plastica.

  2. Tiziana Moiola

    sì, il vetro delle finestre, forse…ed è inutile che dicano di immettere sul mercato plastica riciclabile, quando è universalmente conosciuto ormai il problema dell’impossibilità di riciclarla tutta, per non parlare degli ignoranti che le buttano in mare!