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A Torino torna Terra madre, il meeting mondiale delle comunità del cibo

Oltre 5 mila rappresentanti di comunità del cibo, cuochi, docenti, musicisti e giovani da 163 Paesi impegnati a promuovere una produzione alimentare locale, sostenibile, in equilibrio con il pianeta e rispettosa dei saperi tramandati di generazione in generazione. Saranno i protagonisti della quarta edizione di Terra Madre, a Torino dal 21 al 25 ottobre 2010, durante il Salone internazionale del gusto.

La rete di Terra Madre è costituita da tutti coloro che vogliono agire per preservare, incoraggiare e promuovere metodi di produzione alimentare sostenibili, in armonia con la natura, il paesaggio, la tradizione. Progetto concepito da Slow Food per dare voce e visibilità ai contadini, pescatori e allevatori; per aumentare, nelle comunità dei produttori e nell’opinione pubblica, la consapevolezza di quanto è prezioso il loro lavoro e per dare ai produttori qualche arma in più per continuare a lavorare in condizioni migliori. 

I lavori a Torino saranno dedicati all’approfondimento di temi cruciali per il futuro del pianeta: biodiversità, energie rinnovabili, conoscenze tradizionali. Al termine, verrà presentato un documento programmatico, con le proposte per un futuro sostenibile.

Fra le novità, la centralità delle diversità culturali e linguistiche, e dunque la salvaguardia delle etnie, delle lingue autoctone, la valorizzazione dei valori dell’oralità e della memoria. I protagonisti della giornata di apertura rappresenteranno alcune tra le più significative comunità indigene del mondo (americane, asiatiche, africane ed europee) e i discorsi della cerimonia saranno pronunciati nella loro lingua madre.


Carlo Petrini, presidente internazionale di Slow food, sottolinea il ruolo delle comunità del cibo nell’attuale sistema socio economico: «I concetti di economia locale e sovranità alimentare rappresentano un messaggio fortissimo perché rispondono alle esigenze delle comunità agricole di tutti i Paesi partecipanti a Terra Madre. Non è possibile superare questo periodo di crisi ricorrendo al concetto classico di sviluppo, solo industria e commercio, è necessario restituire all’agricoltura un ruolo primario. Oltre 2000 lingue indigene sono a rischio di estinzione ed è per questo che avranno un ruolo centrale alla prossima edizione di Terra madre, perché rappresentano un patrimonio culturale universale».

Durante i giorni dell’evento ci saranno postazioni fisse per ricevere informazioni e presentare i progetti legati all’educazione del gusto (orti, progetti con le mense…), alla biodiversità (Presìdi e Mercati della Terra) e per organizzare, nella propria comunità o nel proprio paese, il Terra Madre Day, la cui seconda edizione si terrà il 10 dicembre 2010, in tutto il mondo. Uno spazio importante sarà dedicato alla rete dei giovani di Terra Madre, e ai suoni di Terra Madre.

 

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