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"Ceniamo insieme": lo spot della Coca-Cola è da censurare. Basta veicolare modelli negativi

“Ceniamo insieme” è lo slogan del nuovo spot Coca-Cola ambientato in una piazza, dove un gruppo di persone si trovano a una tavola imbandita insieme ad un testimonial di grido (Simone Rugiati, chef e conduttore del programma di successo “Cuochi e fiamme” in onda su La7).

L’ennesimo messaggio disastroso che propone bibite zuccherate a tavola, una pessima abitudine americana che Coca-Cola cerca in tutti i modi di trapiantare e inculcare anche in Italia.

 

Ecco il video del programma di Consumi&Consumi di RaiNews24, a cura di Vera Paggi in cui Roberto La Pira parla della bibita più famosa del mondo.

 

 

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10 Commenti

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    Ci provano, ci provano, ci provano in tutti i modi; bisognerebbe davvero che qualche associazione intervenisse! per fortuna, pare che per adesso non abbiano avuto successo (in Italia). Anche al super ci provano: mettono la coca vicino alla frutta e verdura con la dicitura "ceniamo insieme" o "portami a tavola" qualcosa del genere… ilo messaggio, chiaramente, è che la coca non è come tutte le altre bibite.

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    da che mondo e mondo ogni azienda fa’ pubblicita’ al suo prodotto per incrementare le vendite e se non lo fa’ ingannando la gente con false informazioni per me va bene non mi sembra questa pubblicita’ingannevole e comunque se non ci reputate tutti deficenti sta’a noi decidere se cenare o non cenare con la coca cola…e un ultima cosa…quando portate a mangiare la pizza i vostri figli cosa gli fate prendere da bere?

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    per Michele: concordo con te, non siamo tutti deficenti,ma non tutti acquistano un alimento solo perché pensa a cibarsene! una pubblicità deve reclamizzare il suo prodotto e non "l’emozione" che se ne può trarre bevendo tale bevanda o guidando tale auto.Peggio ancora la pubblicità di quelle acque che si spacciano per acqua della salute….insomma, la pubblicità comparativa, ad esempio, garantisce di più paragonando i prodotti tra loro ed evitando di invogliare la gente ad acquistare cibi solo perché puntano alle loro emozioni, di qualunque "emozione" si tratti.

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    sarò una mosca bianca ma non mi sembra così difficile evitare di comprare bibite gassate per i nostri figli. IO non ne compro, credo di aver comprato una bottiglia di coca l’estate scorsa al mare e di averne buttata il 70 percento perchè sgasata dopo due mesi. Perchè l’ho comprata? perchè c’era del rhum e degli amici a cena…mia figlia ha quasi 6 anni e non beve bevande gassate, solo acqua o al massimo the freddo senza zucchero (sapete quanti zuccheri aggiunti ci sono nel the freddo??????). E quando andiamo in pizzeria beve acqua…non mi sembra così difficile! Poi, una volta ogni tanto ci sta, ma per abitudine le bevande gassate andrebbero evitate!

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    Che stupidaggine, questo spot mostra un’occasione di festa in cui la gente accompagna i piatti con la Coca Cola. E che caspita, uno non può bere una bibita nemmeno quando c’è un’occasione speciale?
    Ma per favore.

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    Certo che si è liberi di mangiare e bere quello che si vuole e quando si vuole ma questo è una questione privata.
    E’ anche vero che le aziende tutte fanno pubblicità ai propri prodotti, ma in questo caso, trattandosi di comunicazione pubblica, devono sottostare ad alcune regole. Una di queste è il non spingere al consumo di prodotti potenzialmente nocivi. I produttori di sigarette ad esempio, non possono più pubblicizzarne l’uso. Quello che in questo momento la Coca Cola ed altri stanno facendo è forzare la regola prendendo per fessi i consumatori. Queste pubblicità sono sempre costruite e dirette ad un target ben preciso e non è difficile per chi vuol leggere a fondo capire a che target si stanno rivolgendo. Con questi spot prendono miratamente per fessi alcuni strati economico sociali di consumatori che, forse, non corrispondono sempre ai lettori di questa newsletter.
    Mi disturba molto che ci sia anche la collaborazione anche di personaggi che operano nel settore alimentare e che si pongono come testimonial della buona cucina, se non della buona nutrizione. Questo coinvolgimento è una delle leve che lo spot mette in atto.
    Che Simone Rugiati che tiene una trasmissione tv dove si propone come esperto di cucina, cibi ed anche buon gusto è sicuramente la parte più grave dello spot, scorretta sia da parte sua che da parte della CocaCola che in questo modo vuol passare in modo subliminale ( ma non tanto…) una serie di qualità del prodotto che non può dire esplicitamente.
    Vorrei consigliare Rugiati, se ci tiene a passare per uno chef di qualche valore di comportarsi in modo almeno poco poco professionale. professionalmente corretto. Se non se ne è ancora accorto, partecipare a queste pubblicità non fa bene alla sua reputazione sia professionale che personale.

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    Non capisco qual è il problema? Un’azienda fa la sua pubblicità per spingere suoi prodotti. La coca non ha mai ucciso nessuno, anzi e poi se non vuoimlo zucchero bevi la zero. Io lo faccio.
    Allora niente pubblicità per birra, vino e alcolici in genere!
    Niente pubblicità per il cioccolato (scusate ma perchè accettate la pubblicità della Novi?!)

  8. Avatar

    … il vostro articolo è "opprimente"!
    Va bene far il cane da guardia per orientare correttamente i vostri lettori, ma articoli dove si parla di "censura" mi sembra un pò troppo. Saluti

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    Interessante Articolo. Vorrei chiedere alla redazione di trattare il fenomeno del deperimento della coca cola nel tempo. Consiglio chi si vuole bere una coca cola non alterata dal degrado chimico, di controllare sempre la scadenza e se è inferiore ai 5 mesi lasciare la bottiglia sullo scaffale.

  10. Avatar

    I miei figli non bevono bevande gassate se non in occasioni speciali, ma quest’anno insegno in una seconda media con estrazione sociale davvero bassa in cui ho scoperto che i ragazzi bevono TUTTI i giorni almeno una coca cola…. tranne uno… che dire????