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Niente verdure, siamo neonati. Solo frutta, patate e carote nei cibi per bambini piccoli americani: così non si abituano ai sapori particolari

Baby refuses to eat bambino seggiolone svezzamentoTra le iniziative auspicate dalle autorità sanitarie per migliorare l’alimentazione dei bambini, e prevenire così cattive abitudini e malattie come l’obesità, vi è l’educazione fin dalla più tenera età alla varietà dei gusti, soprattutto a quelli di frutta e verdura freschi. Eppure, almeno negli Stati Uniti, questa non sembra affatto essere la preoccupazione dei produttori di cibi per bambini piccoli, che lasciano ai genitori il compito di inserire nella dieta tutte le verdure, limitando la loro offerta a pochi, specifici tipi.

Questo è il quadro emerso da un’indagine effettuata dai ricercatori dell’Università del Colorado, che hanno passato al setaccio 548 prodotti per l’infanzia proposti da 20 tra le principali aziende alimentari. Gli autori hanno scoperto così che solo 52 di essi erano a base di una verdura specifica, caratteristica importante per conoscere e gustare un certo ortaggio, e che oltretutto in nessun caso l’unica verdura presente era una cosiddetta ‘dark green’ (cioè a foglia verde scuro, come per esempio gli spinaci o i cavoli), o qualche tipo di legume (per esempio fagioli o piselli). Negli alimenti a più ingredienti, poi, in molti casi (nel 37,5% del totale) il principale componente era la frutta, mentre tra le verdure il ruolo di protagonista era assegnato a carote e patate dolci (nel 23,7% del totale). Le verdure a foglia verde avevano invece un ruolo del tutto secondario, con un 1,1% di presenze.

pappa bambini omogeneizzato broccoli
Trovare sugli scaffali alimenti per bambini contenenti verdure singole diverse da patate e da carote non è un’impresa facile

Secondo alcune stime il 30% dei neonati americani non mangia verdure tutti i giorni, e questo favorisce l’instaurarsi di abitudini scorrette. È noto come nell’età della formazione del gusto i piccoli preferiscano quelli dolci – ricordano gli autori dello studio, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition – e proprio per questo è necessario che i genitori si impegnino nell’introdurre con gradualità, ma anche con regolarità, gusti come l’aspro e l’amaro, che caratterizzano alcune verdure. Alcuni lo fanno, ma non trovare sugli scaffali di supermercati e farmacie omogeneizzati e alimenti per i bambini contenenti verdure singole, che aiutano a familiarizzare con uno specifico sapore e aroma, e non sempre e solo carote e patate (o comunque quelle più comuni), rende il loro compito più difficile.

Le cattive abitudini assunte nei primi anni dopo lo svezzamento, compreso lo scarso interesse verso molti dei particolari sapori vegetali – concludono – influenzeranno tutto il loro rapporto con il cibo, e non li aiuteranno a raggiungere le cinque porzioni giornaliere consigliate per mantenere il peso sotto controllo e godere di tutti i benefici per la salute che solo le verdure possono apportare. La questione è importante, al punto che i genitori andrebbero avvisati di questa grave lacuna attraverso specifici richiami negli opuscoli distribuiti dopo la nascita.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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