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Il parlamento britannico propone una tassa di 25 centesimi sui bicchieri da caffè usa e getta. 2,5 miliardi di tazze vengono gettate via ogni anno, senza essere riciclate

bicchieri da caffèI parlamentari britannici chiedono l’istituzione di una tassa di 25 centesimi di sterlina sui bicchieri da caffè usa e getta, a cui potrebbe seguire un divieto assoluto a partire dal 2023 se non migliorerà il tasso di riciclaggio. Un rapporto della commissione parlamentare sull’ambiente indica che i proventi della tassa dovrebbero essere destinati al miglioramento degli impianti di riciclaggio e trattamento.

Come riferisce BBC News, il presidente della commissione parlamentare, Mary Creagh, osserva che ogni anno nel Regno Unito vengono gettati via 2,5 miliardi di tazze da caffè monouso, che messe in fila farebbero il giro del pianeta cinque volte e mezzo. Ogni giorno finiscono in pattumiera mezzo milione di tazze monouso, di cui non viene riciclato quasi nulla. Produttori e distributori non hanno intrapreso alcuna azione per rimediare a questa situazione e il governo è stato con le mani in mano, accusa Creagh. A ciò si aggiunge che il mercato dei coffee shop è in forte crescita nel Regno Unito e quindi è necessario iniziare una rivoluzione nel riciclaggio.

Il rivestimento in plastica dei bicchieri da caffè monouso le rende costose da riciclare e i parlamentari affermano che le aziende produttrici non sostengono tutti i costi del loro smaltimento. Ma i produttori, riuniti nella Paper Cup Alliance, si oppongono alla proposta di nuova tassa, affermando che sarebbe inefficace e avrebbe un impatto negativo sui consumi. I produttori, poi, affermano che le tazze monouso sono prodotte in modo sostenibile e si impegnano ad aumentare i tassi di riciclaggio. Il governo, da parte sua, ha detto di concordare sull’esistenza del problema e che verificherà la praticabilità ed efficacia di una tassa sulle plastiche monouso.

Intanto, in attesa di una decisione, le principali caffetterie, come Starbucks, offrono già uno sconto di 25 centesimi di sterlina a chi si porta da casa i bicchieri riutilizzabili, e in questi giorni la catena Pret a Manger ha raddoppiato l’incentivo. Tuttavia, sinora la percentuale di clienti che ha risposto positivamente, portandosi una propria tazza al negozio, è pari solo all’1-2 per cento.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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2 Commenti

  1. Piuttosto che soluzioni improbabili ed ininfluenti, come portarsi una tazza da casa, un adeguato sovrapprezzo per tutti i contenitori monouso, realizzati in plastiche non compostabili, destinato esclusivamente alla realizzazione di impianti di riciclaggio, può essere una soluzione al problema.
    Sulle preoccupazioni dei produttori che queste imposte possano ridurre le loro vendite, ci svelano tutta la loro irresponsabilità nel fabbricare disastri ambientali, ai quali poi la comunità dovrà caricarsi di rimediare.
    Sarebbe per loro molto più onorevole ed etico prevenire investendo direttamente negli impianti di riciclaggio delle loro opere indistruttibili.

  2. Altra prevenzione ugualmente importante per risolvere il problema all’origine è l’educazione, fin da piccili, alla gestione delle tazze dopo aver consumato il contenuto: lo sforzo di gettare la tazza in un contenitore di raccolta appropriato è in effetti minimo, sempreché il percorso mentale sia avviato, automatizzato ed allenato. Questo non vale solo per l’Inghilterra, ed anche per altri comportamenti che nella “società attuale” stanno andando completamente fuori controllo.