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Smart shopping, etichette sostenibili e cibo “ready to eat”: ecco i trend del 2018 che saranno protagonisti nei supermercati

Per capire come stanno evolvendo i gusti dei consumatori, i comportamenti d’acquisto e le diverse esigenze, dettate da cambiamenti negli stili di vita che portano le persone a essere perennemente connesse e in movimento, basta fare un giro nei grandi ipermercati. Ispirandoci al mondo anglosassone, spesso precursore di cambiamenti e innovazioni nel marketing e retail, abbiamo provato a definire le cinque tendenze che secondo noi saranno protagoniste nel 2018.

Smart-shopping

Il nostro tempo a disposizione è sempre più limitato e quel poco di cui disponiamo magari non abbiamo intenzione di dedicarlo agli acquisti alimentari settimanali. La spesa online che arriva direttamente a casa, quasi impensabile fino a pochi decenni fa, adesso rappresenta una tendenza che accomuna diverse persone. Se guardiamo ai dati dell’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, tra i prodotti acquistati tramite il commercio elettronico, il settore “food and grocery” è quello con maggiori potenzialità: la stima del 2017 è una crescita del 43% rispetto all’anno precedente, pari a un importo di 850 milioni di euro. In particolare, lo scontrino medio di chi fa la spesa online è di 100 euro, il numero di pezzi per ogni ordine è elevato e l’acquisto risulta ricorrente. Questo vuol dire che dare la possibilità ai clienti di fare la spesa attraverso la rete può rappresentare un vantaggio competitivo per la catena. In effetti, rispetto a qualche anno fa, oggi ci sono diverse insegne che si sono attrezzate per garantire al consumatore la spesa elettronica, tra questi ricordiamo EasyCoop, Esselunga a Casa, Carrefour.it e U2-Unes. Ovviamente non poteva mancare Amazon, la società di e-commerce per eccellenza, che opera nel settore food anche in Italia. Con il sistema Dash Button, un piccolo dispositivo che non richiede di connettersi a un computer o a uno smartphone, si possono ordinare una serie di prodotti alimentari standard (come i biscotti o la pasta), e farli recapitare a casa nel giro di un giorno senza costi di spedizione.

Aumenteranno le cosiddette “etichette sostenibili”, certificate da istituzioni pubbliche e private

Sempre secondo i dati dell’Osservatorio, tra le motivazioni che spingono le persone a comprare online ci sono la comodità e il risparmio di tempo (53%), seguite dall’importanza di avere comunque informazioni sui prodotti per scegliere con consapevolezza (50%), e la possibilità di trovare offerte che fanno risparmiare (49%).

Etichette sostenibili

Le persone sono sempre più consapevoli dell’impatto che i diversi alimenti hanno sull’ambiente e sulla salute. Da qui la necessità per le piccole e grandi imprese, ma anche per i supermercati, di essere sempre più trasparenti nei confronti dei consumatori comunicando al meglio la sostenibilità. Al riguardo sono destinate ad aumentare le cosiddette “etichette sostenibili”, certificate da istituzioni pubbliche e private che attestano un adeguamento a certi principi di carattere economico, sociale e ambientale lungo la catena di approvvigionamento. A differenza delle etichette ambientali, quelle di sostenibilità incorporano anche aspetti etici, sociali (come il benessere animale o gli aspetti legati al commercio equo e solidale). Tra gli esempi di etichette sostenibili di carattere ambientale, ricordiamo quelle riferite alla produzione locale di cibo, all’impronta di carbonio, o a sistemi di pesca e acquacoltura.

Negozi di prossimità

La forte urbanizzazione e gli spazi limitati stanno imponendo la nascita dei cosiddetti negozi di prossimità, ossia supermercati di piccole metrature sempre facenti parte delle grandi catene, ma che offrono una dimensione più “umana”, e meno dispersiva rispetto ai grandi centri commerciali e agli iperstore spesso situati in periferia.

Cresceranno le proposte di cibi “ready & easy to eat” per venire incontro alle esigenze dei nuovi stili di vita

Aperture 24 ore su 24

Nelle grandi città la maggior parte delle insegne dei supermercati sta sperimentando aperture 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Questo è dovuto probabilmente al cambiamento degli stili di vita e all’allungamento progressivo delle ore trascorse al lavoro, ma anche alla necessità di voler reperire hic et nunc quello di cui abbiamo bisogno.

Cibo “ready & easy to eat

Secondo i dati Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) nel 2016 ben 13 milioni di italiani hanno consumato ogni settimana quattro o cinque pasti fuori casa. Per rispondere a queste esigenze, i supermercati si stanno attrezzando proponendo la vendita di prodotti già pronti non solo destinati alla pausa pranzo, ma anche in altre occasioni come per esempio durante l’aperitivo. Tra gli esempi da citare, ci sono le carote a fiammifero cotte a vapore, le barbabietole a cubetti, e l’insalata “agita e gusta” firmati Bonduelle. Fruttagel ha pensato a un mix di vegetali che possono essere lessati direttamente nel forno a microonde. Morato propone un pane dolce per la mattina, le bruschette per un pasto veloce, le Spuntinelle per le tartine dell’aperitivo, o i sandwich già farciti.

Ludovica Principato

@ludoprinc

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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