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Plastic-free, aperto ad Amsterdam il primo punto vendita Ekoplaza vendita senza imballaggi di plastica. Ne parla Günther Karl Fuchs su Papille Vagabonde

ekoplaza plastic free scaffaliLa lotta alla plastica arriva anche nei supermercati, con l’iniziativa della catena olandese Ecoplaza, che ha aperto il primo punto vendita “plastic-free” ad Amsterdam. Ne parla il blogger Günther Karl Fuchs su Papille vagabonde.

Iniziativa molto interessante nei Paesi Bassi: nella grande distribuzione, la catena di supermercati Ekoplaza ha realizzato in un punto vendita di Amsterdam il primo settore “plastic-free”, dove si vendono 680 prodotti senza plastica come carne, riso, latticini, biscotti, yogurt, snack, frutta e verdura.

I punti vendita Ekoplaza, sono noti per la grande offerta di prodotti naturali e provenienti da agricoltura biologica. Nel rispetto di questa filosofia aziendale, hanno voluto creare e testare prodotti realizzati con  imballaggio limitato e con materiali biocompostabili (da fibre vegetali), che offrono un’alternativa decisamente accettabile alla plastica.

Da quando c’è la raccolta differenziata della spazzatura ci si rende conto di quanta plastica c’è negli alimenti, tanto da dover vuotare il contenitore anche tutti i giorni. Il 90% degli imballaggi alimentari è in plastica, dalle bottiglie dell’acqua alla frutta.

ekoplaza colazione plastic free
Nel supermercato Ekoplaza plastic-free di Amsterdam sono in vendita 680 prodotti in confezioni realizzate con carta e materiali di origine vegetale

I maggiori problemi derivano dagli ingredienti per ottenerla, dalla lavorazione della plastica e dallo smaltimento. Non tenendo conto che una piccola dose di sostanze chimiche può migrare nel cibo. Ci sono, infatti, normative a livello europeo che stabiliscono dei limiti perché alcune sostanze possono interferire con il sistema endocrino.

Negli ultimi anni diversi progetti di realizzare bioplastica dagli scarti della lavorazione delle mele e della barbabietola da zucchero hanno dato degli ottimi risultati.

Il trend del “plastic-free è partito in realtà nel Regno Unito con il movimento “A plastic planet”: ad esempio, alcuni supermercati, come Islands, hanno sostituito la plastica dei prodotti surgelati con sacchetti di carta riciclabili.

Entro tre mesi saranno 74 i punti vendita “plastic-free” di Ekoplaza. Non è dato sapere se si sia aperta una nuova fase, ma questo progetto è interessante, perchè in qualche modo dimostra che è possibile, se si cambia atteggiamento, un mondo con meno plastica, e di conseguenza un mondo meno inquinato dalla plastica difficilmente riciclabile.

In questo caso, è da sottolineare che i prodotti “plastic-free” realizzati con materiali biocompostabili non hanno alcun costo in più per il consumatore. Non come recentemente è avvenuto in Italia, dove i sacchetti per frutta e verdura sono divenuti obbligatori e a pagamento nei supermercati.

Günther Karl Fuchs – Papille Vagabonde

Fonte immagini: Ekoplaza (@ekoplazabio)

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Sarebbe una cosa giustissima da fare e da attuare in tutte le città. La condizione “plastica” e’ oramai inaccettabile, come pure la questione carburanti. Ma non la vogliamo capire. Ci interessa piu’ l’introito economico che ci da’ oggi piuttosto che il beneficio che ne potranno trarre i nostri figli…